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Lo Sperone - Marzo 2020


TERZA  ONDATA  MIGRATORIA

Come già ho avuto modo di scrivere in precedenza, sono stati tre i periodi durante i quali l'Italia ha conosciuto un importante fenomeno emigratorio destinato all'espatrio: il primo periodo, conosciuto come grande emigrazione, ha avuto inizio nel 1861 con l'Unità d'Italia ed è terminato negli anni venti del XX secolo con l'ascesa del fascismo; il secondo momento, conosciuto come migrazione europea, è avvenuto tra la fine della seconda guerra mondiale (1945) e gli anni settanta del XX secolo e nell’arco di anni che va dal 1861 e il 1985 hanno lasciato il Paese, senza farvi più ritorno, circa 19 milioni italiani. Una terza ondata emigratoria conosciuta come nuova emigrazione, tutt’ora in corso, le cui cause risalgono alle difficoltà che hanno avuto origine nella grande recessione, cioè la crisi economica mondiale che è iniziata nel 2007. Essa ha una consistenza numerica inferiore rispetto alle due precedenti, interessa principalmente i giovani, spesso laureati, tant'è che viene definita come una "fuga di cervelli".
Era dall’inizio degli anni Ottanta che non assistevamo a un fenomeno simile. Pochi anni prima, negli anni Settanta, si era conclusa la seconda grande fase di emigrazione italiana oltreconfine, soprattutto europea, con i nostri connazionali in partenza dal Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Abruzzo, Campania e Puglia, ma anche Veneto) e diretti in Svizzera, Belgio, Francia e Germania.
La “tregua” dell’emigrazione tricolore è durata però solo una trentina di anni. Poi l’emorragia di italiani dal nostro Paese è tornata, anche se con numeri inferiori a quelli della prime due ondate migratorie, ed è anche significativo il fatto che tali flussi non riguardino più soltanto le regioni del meridione italiano, ma anche quelle del nord, si tratta di nuovo tipo di emigrazione, molto diversa da quella storica. Non è quindi riconducibile, per tipologia, ai flussi migratori dei secoli scorsi.
Secondo l'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), il numero di cittadini italiani che risiedono fuori dall'Italia è passato dai 3.106.251 del 2006 ai 4.636.647 del 2015, con un incremento pari al 49,3%”.
Il fenomeno della cosiddetta "nuova emigrazione" causata dalla grave crisi economica riguarda peraltro tutti i Paesi del sud Europa come Spagna, Portogallo e Grecia che registrano analoghe, se non maggiori, tendenze emigratorie. È opinione diffusa che i luoghi dove non si registrino mutamenti strutturali nelle politiche economico-sociali siano quelli più soggetti all'aumento di questo flusso emigratorio.

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