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Lo Sperone - Gennaio 2020


CHIESA SAN MICHELE ARCANGELO
DI ROCCA MASSIMA

Dopo che nel 1989 furono restaurati i tetti col finanziamento del Ministero degli Interni grazie all'allora Ministro Nicola Mancino, l'architetto Wladimiro Di Folco da Sora nel 1998 restaurò gli interni e realizzò la bussola all'ingresso su disegno di quella della chiesa degli Argentini in Roma. È del 2011 il nuovo pavimento,  ne attesta la scritta in latino sull'architrave della sacrestia di sinistra composta dal prof Enrico Mattoccia - poggia sul precedente realizzato nel 1960 dal Comm. Giuseppe Cherubini, Parroco don Angelo Lopes.
Negli anni '90 fu restaurata la cappella della Madonna della Pietà col contributo del concittadino
Domenico Tora. Renato Tomei donò le nuove vetrate dell'abside e quella sulla facciata. In quegli anni furono restaurate le tele di S. Michele Arcangelo(*) e di S.Isidoro e la statua lignea dello stesso Santo (XVIII sec.), custodita nell'urna all'ultimo arco di sinistra. Alla spesa concorse il concittadino Pietro Pasqualini.  All'ingresso di destra della chiesa un "carboncino" di Mario Toffetti del Battesimo di Gesù dove un tempo sorgeva il Battistero da cui negli anni '80 fu rimosso il cancello in ferro battuto, non più ritrovato. Analogo destino subì la vasca in onice che fungeva da lavabo nella vecchia sacrestia. Opera dello scultore bergamasco Mario Toffetti la monumentale Via Crucis benedetta nel 2004 dal Cardinale Sergio Sebastiani, di grande valore artistico e di profonda  ispirazione religiosa. L' artista, lo rilevano le firme incise alla base di alcune metope, fu coadiuvato dai figli Michelangelo e Fidia, nomi illustri che essi portano con orgoglio, emuli del padre scomparso nel 2013. Nella prima cappella di sinistra un'altra statua di S.Isidoro donata dalla famiglia del concittadino Carlo Lucarelli.  Da dove e quando sia venuta a Rocca Massima l'immagine della Madonna della Pietà non è dato sapere. Purtroppo la pessima conservazione dell'archivio parrocchiale ha disperso negli anni molte memorie. Potrebbe essere stata portata a Rocca Massima dai Passionisti nelle ricorrenti Missioni o da San Gaspare del Bufalo che nei primi anni del 1800 predicò a Rocca Massima come si legge nella sua Biografia, ipotesi che sembrano avvalorate dal fatto che identica immagine si trovi in altre chiese del Lazio come in quella di Bassano Romano.

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