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Lo Sperone - Gennaio 2019


80° anno dei Trinitari a Cori 6

Per quanti sono legati al Santuario della Madonna del Soccorso di Cori, lo scorso 8 dicembre ha rappresentato una data molto importante perché sono 80 anni che i Padri Trinitari sono diventati i custodi del Santuario. Dal Bollettino bimestrale del Santuario, diretto dal sacerdote Antonio Pistilli, “Il Monte del Soccorso” leggiamo: “Cori, che con ansia ed impazienza attendeva da mesi e mesi i Frati della Madonna, fu lietissima, quando la mattina del 27 settembre che padre Giovanni finalmente e definitivamente già abitava il sacro Monte e attendeva l’arrivo dell’ottimo e bravo confratello fra Candido, che tutti già conoscevano, per preparare e sistemare l’abitazione alla nuova comunità…”

L’Ordine dei Trinitari è stato fondato da san Giovanni de Matha il 17 dicembre 1198, con fine preciso che è diventato il suo motto: “Gloria a Te Trinità, allo Schiavo Libertà”
La gloria di Dio è l’uomo vivente, dice sant’Ireneo e da otto secoli i Padri Trinitari lodano e glorificano la Trinità con un servizio di missione di liberazione dell’uomo dalla schiavitù. Abito bianco guarnito sul petto da una croce metà rossa e metà azzurra a simboleggiare: - Il Bianco: il Padre; - il rosso: lo Spirito Santo; -l’azzurro: il Figlio deposto nel Sepolcro e nel Presepe. L’8 dicembre 1938 i Trinitari, una volta stabilitisi, cominciarono i primi lavori di potenziamento  della struttura della chiesa e di alcuni locali sull’atrio. L’opera più grande fu compiuta nel 1953 con la costruzione della casa del Noviziato, inaugurata nel 1955. Nel 1974, venendo a mancare i novizi, la struttura fu affidata all’Ospedale di Cori come casa di riposo per anziani e disabili. Nel 1998, sessantesimo anniversario, nei locali sottostanti la sacrestia  è stato allestito un museo dove sono esposti candelieri, reliquiari, preziosi calici, documenti storici…

Nel 2002 è sorta, su sollecitazione dei Padri Trinitari, l’associazione “Solidarietà e Libertà onlus”, che ha collaborato per migliorare l’accesso al santuario con l’abbattimento delle barriere architettoniche, con l’illuminazione della strada d’accesso ed altro.
Il Santuario, guardiano della fertile pianura Pontina, deve essere un punto di riferimento non solo per i coresi, ma anche per gli abitanti dei comuni vicini.
Nel mondo ci sono tanti santuari più conosciuti e accoglienti, speriamo che anche su questo colle, il colle della ginestra, regni un’altra atmosfera e sorgano più strutture per accogliere i pellegrini in cerca di momenti di preghiera e riflessione.

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