Lo Sperone Dicembre 2016
 

 

Preghiera per il mio Sindaco e il mio Parroco

Fino agli anni sessanta i custodi, i testimoni, la memoria, il futuro dei numerosi e piccoli paesi italiani erano cinque: i Carabinieri, il parroco, il sindaco, il medico condotto, la maestra. Ogni paese o frazione aveva la caserma dei Carabinieri ben visibile, con uno o due carabinieri in sede, a disposizione, a vigilare, a controllare, a prevenire. Gli anziani e i meno anziani di Giulianello ricordano la caserma al centro della piazza, davanti al monumento ai Caduti; ugualmente Rocca Massima aveva la sua caserma al centro del paese, a due passi dalla chiesa. Se andiamo indietro ancora di qualche anno si incontravano di notte mentre facevano il “giretto notturno” in bicicletta, fermavano e domandavano, con discrezione, ma con fermezza: “Come mai a quest’ora ancora per strada?”Ai Carabinieri era affidata la protezione fisica e dei beni di una collettività residente in un delimitato territorio; erano rispettati e ben accetti perché la loro presenza significava sicurezza, rifugio, appartenenza.

Il Sindaco era a stretto contatto con i Carabinieri, perché testimone e custode della collettività; nelle feste e circostanze particolari la fascia tricolore rappresenta visibilmente il suo ruolo di capo della collettività, a servizio di tutti, a difesa della legalità, per la quale può anche servirsi della forza dei Carabinieri. Volendo fare una graduatoria si potrebbe dire che il medico sta tra i Carabinieri e il Sindaco: quelli  custodiscono la legalità, il Sindaco conserva la civile e democratica convivenza, il medico conserva  la salute, o protegge dalle malattie. Fino a poco fa ogni paesino aveva il suo medico condotto ed era internista, chirurgo, radiologo, psicologo; non aveva orario di ricevimento, la casa era ambulatorio festivo e feriale, ufficio, consultorio. Non aveva bisogno della cartella clinica perché conosceva tutto di tutti; raramente ordinava accertamenti radiologici o analisi; molti cittadini li aveva aiutati a nascere e a vivere bene, finché un giorno  con un velo di tristezza aveva esclamato, sconsolato, che “il suo compito era finito”. I suoi discorsi, i modi,  le  analisi, le terapie avevano il sapone del più naturale, semplice e spesso efficace farmaco.

Il medico è per tutti, ma ha per ciascuno la sua cura, anche la Maestra è per tutti, ma ha attenzione particolare per ciascuno, unico nella sua personalità fisica, spirituale, culturale e morale. Rocca Massima e Giulianello hanno avuto celebri insegnanti che hanno istruito, educato, preparato alla vita intere generazioni: Bisogni, Centra, Pandolfi, Marchetti. Per anni sono state le custodi della civiltà, della etica, delle tradizioni del paese.  A loro si deve se ancora: “i figli di uno sono i figli di tutti, se il dolore di uno è il dolore di tutti, se la festa di uno è la festa di tutti, se il successo di uno è il successo di tutti". Fra gli anziani chi può negare che la Bisogni  ha svolto  per lui anche  il ruolo di consigliera familiare, di psicologa, di orientamento umano e professionale?

Oltre la persona, oltre la collettività, oltre la formazione ogni paesino ha un custode sublime, il parroco. Egli è il “sacerdote”, il "portatore del sacro",  "l'offerente a Dio", come dice l’etimologia del termine;  egli è il  “separato”; egli è l’opposto del “profano”, il testimone del “mistero dell’uomo”,"la  presenza del trascendente", il “trait d’union” con il  divino- Bambino natalizio, Gesù Cristo (per i cristiani), che accoglie e accompagna, durante tutta la vita, in tappe e giorni ben precisi, a vedere Dio. Oltre la sua funzione altissima,  è stato ed è ancora in molti paesi una sintesi tra il medico, il sindaco, i carabinieri, l'insegnante. Oggi, direttamente a contatto con la popolazione di un paesino, è rimasto il sindaco e il parroco: testimoni e custodi della presenza dell'uomo nella sua interezza spirituale e civile.

In questo Natale, in questa manifestazione del divino sulla terra, in questa atto di figliolanza divina e fratellanza umana, che cosa augurare ai "nostri custodi", specialmente a quelli più vicini a noi? Se potessi pregherei così per il mio Sindaco e il mio Parroco, spero di indovinare i loro sentimenti e desideri.

"Divino Bambino, concedi al mio Sindaco e al mio Parroco di essere sempre coerenti con il loro compito:  nostri testimoni e  nostri custodi, davanti alla collettività e davanti a Dio;  fa' che dal tavolo del Sindaco e dall'altare del Parroco non escano parole o azioni di divisione, di condanna, di partigianeria, ma di accoglienza e ascolto e possibilmente aiuto per chi è in difficoltà materiale o spirituale; fa' che nessuno provi, per colpa o negligenza loro, la sofferenza del rifiuto, la sorpresa della casa comune (la chiesa e il comune) chiusa,  l'amarezza  della divisione in “cittadini buoni e  in cittadini cattivi", o in "cristiani buoni e in cristiani cattivi". Ci basta solo questo: Tu, Bambino, hai sorriso a tutti, forse ora stai sorridendo al nostro Sindaco e al nostro Parroco, anche se qualche cosa di loro non condividi. Se tu sorridi loro, essi sorrideranno a noi e tutti insieme sorrideremo in terra e in cielo. Amen!

Virginio Mattoccia

 

ROCCA MASSIMA
si è costituita l’ Associazione “Fratellanza”

 Lo scorso 31 ottobre è stata istituita a Rocca Massima, davanti all’assemblea plenaria dei “Fratelli associati”, l’Associazione Culturale denominata: “FRATELLANZA MADONNA DELLA PIETA’ E  SANT’ISIDORO AGRICOLTORE.  Questa nuova Associazione è nata per onorare in modo dignitoso sia la Madonna che Sant’Isidoro perché, è bene dirlo, da qualche anno  stavamo notando sempre meno partecipazione di fedeli, soprattutto alle processioni. Insomma si stava paventando quello che si temeva da tempo: non si trovava quasi più nessuno che li portasse (incollasse) in processione, specialmente Sant’Isidoro!

L’associazione dei “Portatori” (incollatori) è sorta sia per questo motivo che per approfondire e divulgare la devozione, in tutte le sue forme, nei confronti di Maria S.S. Della Pietà e di Sant’Isidoro Agricoltore. Inoltre avrà il compito, tramite il Consiglio Direttivo, di organizzare e coordinare tutti i festeggiamenti civili e religiosi che ogni anno si svolgono a Rocca Massima in occasione delle feste a loro dedicate. Per quanto riguarda i soli festeggiamenti religiosi, si avvarrà  del sostegno e collaborazione della Parrocchia San Michele Arcangelo di Rocca Massima. L’Associazione è stata costituita da cinque soci fondatori che formano il Consiglio Direttivo, esso va a sostituire il “vecchio” Comitato Festeggiamenti e rimarrà in carica tre anni; i loro nominativi sono: Maurizio Alessandroni (Presidente); Aurelio Del Ferraro(vicepresidente); Aurelio Alessandroni(segretario); Fabio Battisti (tesoriere); Paolo Mariani(coordinatore degli associati). All’atto della costituzione risultavano associati 55 confratelli e la quota di adesione all’Associazione è stata fissata in €.20(venti) annui.

Ai soci è stata consegnata, all’atto dell’iscrizione, una tessera personale che attesta l’appartenenza all’Associazione e inoltre ad ognuno è stata affidata una tunica di colore bianco, un cordone e un mantello (azzurro o rosso) a seconda se trattasi della Madonna o di Sant’Isidoro. Si precisa che la quota della fratellanza, che i cittadini danno normalmente il giorno della Festa, è rimasta invariata a €.10 e sarà riportata come contributo a sostegno dell’associazione. Tutte le attività dell’associazione saranno regolamentate da uno statuto che è stato approvato dall’assemblea. Per chiudere vorremmo complimentarci con il Consiglio Direttivo e con tutti i componenti della nuova Associazione, auspicandoci che possano rinvigorire in modo più che dignitoso le nostre feste di maggio dedicate a Maria S.S. della Pietà e a Sant’Isidoro Agricoltore. A loro va il nostro plauso perché riteniamo che tutto quello che si fa o si organizza per riaffermare le tradizioni sociali e religiose di Rocca Massima vada sostenuto e aiutato da tutta la cittadinanza ma soprattutto dalle Istituzioni.

(A.A.)

 

 

LA FESTA DELL’ALBERO 2016
Rocca Massima 1996: ricordi di vent’anni fa

 Il 20 e il 21 novembre scorso si è svolta la Festa dell’Albero, indetta da “Legambiente” con tante iniziative fatte in tutta Italia per celebrare gli alberi e il loro indispensabile contributo alla vita. Leggendo questa notizia, apparsa sulla stampa nazionale ma ( per la verità) non molto evidenziata, mi sono tornati in mente tanti bei ricordi legati all’ infanzia; allora la “ Festa degli alberi” era molto sentita da noi bimbi, se non altro perché in quel giorno le lezioni non si svolgevano ma si andava nei boschi e prati per piantare gli alberelli. A parte il lato “vacanziero” della faccenda, questo evento aveva lo scopo di ripopolare la flora locale e di coinvolgere noi ragazzi al rispetto della natura. Attualmente nelle scuole si festeggia ancora la festa dell’albero,  però(credo) in tono un po’ più “ristretto” ma ugualmente efficace, perché il messaggio che traspare è sempre quello della salvaguardia dell’ambiente.

A Rocca Massima le scuole primarie non ci sono più ormai da alcuni anni  ma sino a una ventina di anni fa, la “Festa” era ancora in essere e molto partecipata; questo l’ho dedotto  leggendo un volumetto, edito dalla “Proloco” di Rocca Massima nel 1996, nel quale alcuni alunni delle scuole rocchigiane avevano fatto disegni e scritto pensieri all’amico albero in occasione della festa ad esso dedicata. Ora quei ragazzi sono diventati adulti, alcuni saranno divenuti anche genitori ma sicuramente è rimasto in loro l’amore per la natura. Ho il piacere di citarli leggendo i loro nomi sul quel libricino di vent’anni fa e chissà se si ricordano ancora di quell’evento. Iniziando a sfogliare dalla prima pagina troviamo subito pensierini e disegni di: Olga, Romina, Maria e Chiara(V classe); Simone Tora, Andrea e Francesca Priori, Sara e Francesca Del Ferraro; Laura Cianfoni; Stella e Debora Del Ferraro; Federico Lucarelli; Mariangela Paoletti; Alessandro Di Pietro; Daniele Lucarelli; Andrea Cherubini; Damiano Re; Riccardo Del Ferraro; Fabrizio Agostini; Marco Palone e tutta la III classe di Boschetto. Riporto alcune loro frasi (ora più che mai) meritorie di considerazione:

La festa degli alberi vuol richiamare l’attenzione di tutti sull’utilità e sulla bellezza degli alberi. Essi formano le foreste che sono la difesa contro l’urlo dei venti e contro le frane; la festa e come un augurio perché l’Italia possa riavere la ricchezza dei suoi boschi”. E ancora in altra pagina : “L’albero è amico dell’uomo ma l’uomo è amico dell’albero? Noi quando accendiamo la televisione o leggiamo i giornali, molto spesso, troviamo notizie di incendi di boschi e foreste. Ogni anno vengono distrutti milioni di alberi perché l’uomo non rispetta più la natura”. Infine ho trovato una letterina(di protesta) molto bella indirizzata agli amministratori rocchigiani del 1996, ma, debbo dire, ancora attualissima:“Cari signori amministratori, sono una bambina che vuol bene a Rocca Massima e propongo di smantellare tutti quei rifiuti vicino al bosco perché lo rovinano, anche perché nella vallata di fronte fioriscono molte orchidee selvatiche. Poi vorrei che il boschetto della Macchiarella sia un po’ più controllato perché i ragazzi non gli portano rispetto. In quel boschetto c’è un albero che sta soffrendo perché, dopo la nevicata di aprile, si è piegato e anche l’aiuto che ho chiesto per lui e stato ignorato. L’albero con la sua volontà è ancora vivo ma sta crescendo a terra. Un’ultima richiesta: vorrei che metteste un recipiente per la raccolta differenziata delle bottiglie di vetro all’ingresso della Macchiarella. Vi ringrazio di avermi ascoltata! Firmato M.P., un’ amica della natura”.

Come vedete nei pensierini di quei  ragazzi, che al tempo avevano circa 10/11 anni, ci sono veri insegnamenti di vita ma anche la volontà di proteggere l’amico albero e la voglia di rispettare l’ambiente. Allora anche noi adulti non dobbiamo dimenticare che gli alberi sono i nostri amici più preziosi in natura, ci proteggono dall'inquinamento atmosferico e acustico, contribuiscono a mitigare gli effetti dei mutamenti climatici, riducono il pericolo di frane e smottamenti, rendono unici i nostri paesaggi, ci regalano ombra, frutti, legno. Essi, ogni giorno, ci stringono in un abbraccio ideale che noi tutti dobbiamo ricambiare tutelandoli dalla pericolosa e incessante avanzata del cemento. L’edizione 2016 della Festa dell’Albero è stata dedicata al fenomeno preoccupante del consumo di suolo. Piantare giovani alberi, in tale occasione, è stato un modo per contrastare la pericolosa avanzata del cemento ma anche dei tagli e degli incendi incondizionati dei boschi. Le statistiche ci dicono che ogni anno in Europa vengono inghiottiti dal cemento oltre 1000Km2 di suolo e questo perché vige(ahimè) una quasi totale  assenza di norme che lo difendono. Per questo, oltre 300 associazioni in tutta Europa,  tra cui Legambiente insieme a tantissimi cittadini, si sono mobilitati per chiedere all’U.E. norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale della vita così come  lo sono l’acqua e l’aria. Speriamo che vengano ascoltati, prima che sia troppo tardi!

Aurelio Alessandroni

 

 

BOSCHETTO E GIULIANELLO
le due Comunità hanno ricordato il Brigadiere “eroe” Ezio Lucarelli

Lo scorso 26 novembre, Boschetto di Rocca Massima e Giulianello di Cori hanno ricordato, con due cerimonie diverse ma entrambe molto significative e importanti, il brigadiere dei Carabinieri Ezio Lucarelli, deceduto in servizio nel 1980. Si è iniziato a Boschetto con l’intitolazione della Sede Sociale dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri in congedo. Alla suggestiva cerimonia erano presenti il sindaco di Rocca Massima, Angelo Tomei; quello di Cori, Tommaso Conti; la vedova di Ezio, Signora Anna Maria Messina;  il Generale Pasquale Mugeo, Ispettore per il Lazio dell’Ass.ne Nazionale dei Carabinieri; il Ten. Col. Vincenzo  Ingrano, comandante Rep. Territoriale Cord. di Aprilia; il Magg. Cataldo Botticelli,  Coord.  Prov. Sezione di Latina; il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Cori, M.llo Maurizio Falsetti;  il Cappellano Militare dei carabinieri  Don Mauro; la rappresentanza di 10 sezioni di carabinieri in congedo delle province di Roma e Latina e la banda dei carabinieri di Latina.

Già nei giorni precedenti la cerimonia c’era stato molto movimento organizzativo nel borgo, soprattutto per iniziativa della locale Sezione Associazione Nazionale Carabinieri, presieduta dal presidente “luogotenente” Mario Coi. Come dicevamo, nella bella cerimonia si è ricordato il brigadiere M.O.M.C. Ezio Lucarelli e gli è stato dedicato un piccolo locale, ricavato dall’edificio scolastico, che  è  sede della Associazione  e anche il luogo dove viene custodita la bandiera e altri oggetti  legati alla vita associativa degli ex-carabinieri rocchigiani. Subito dopo la cerimonia di Boschetto, ci si è trasferiti a Giulianello dove, davanti alle stesse  autorità civili, militati e religiose, è stata  scoperta una lapide in memoria del Brigadiere Ezio Lucarelli al quale l’Amministrazione Comunale di Cori gli ha intitolato un’area verde adiacente al giardinetto sito in via della Resistenza. Ora è bene ricordare Ezio Lucarelli; era nato il 2 luglio 1945 a Cori ma residente a Giulianello, è stato un carabiniere eccezionale, meglio dire “martire”! Fu ucciso a Milano, dove svolgeva il servizio nei Carabinieri, il 26 novembre 1980;  mentre faceva  una perquisizione  identificativa nel quartiere Lambrate; c’era il sospetto di un commercio illegale di autovetture (legato ai N.A.R.) ed egli, mentre richiedeva i documenti a due giovani sospetti fu,  da essi, “trucidato” (così è scritto nei registri ufficiali dell’accaduto). Mi piace ricordare quando Ezio era ragazzo per capirlo e apprezzarlo di più.

Mi ha raccontato un suo compagno di infanzia, Altieri  Raponi, che in quarta elementare  erano sempre insieme e avevano un maestro bravo ma un po’ troppo esigente: “era un po’militare ma non cattivo”. Altieri mi ha dato anche una  foto  dove  c’è lui con Ezio e il maestro, al  quale volevano bene anche molti altri ragazzi. I due amici erano spesso a contatto  con i Carabinieri che passavano sovente in zona;  così Ezio cominciò a dire  che, da grande, voleva diventare carabiniere. I genitori  lo accontentarono  e quando fu il tempo decise di arruolarsi; divenne carabiniere effettivo nel  1966 e venne inviato alla Legione Carabinieri  di Bolzano.  La sua carriera venne crescendo con l’età e la bravura. Cominciò nel 1973 con l’entrata nella scuola sottufficiali a Velletri, poi fu trasferito alla Legione Carabinieri di Milano, dove completò il ciclo di studio, e incominciò la carriera di sottufficiale. Ci furono anche le promozioni: vice brigadiere, poi brigadiere ed ebbe soprattutto grande fiducia dai superiori.  L’ultimo  incarico gli fu dato nel 1977 a Monza, in forza al nucleo operativo. Ma dopo circa tre anni fu ucciso, come abbiamo detto,  lasciandoci il suo  esempio e la sua onestà. Da ricordare che il nostro Ezio, il primo giugno 2004, è stato insignito, dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, della “medaglia d’oro di vittima del terrorismo” , come esempio di  elette virtù civiche e di attaccamento al dovere. Il miglior modo di ricordarlo e onorarlo è proprio quello di imitarlo. 

Enrico Mattoccia


 

AVVISI 

1. Conferenze sull’olivicoltura

L’Associazione ha programmato un ciclo di conferenze sull’olivicoltura nei suoi diversi aspetti: culturale, economico, paesaggistico. Relatore sarà il prof. Angelo Nicotra che i nostri lettori ricorderanno per alcuni suoi articoli pubblicati sul nostro giornale. In questi giorni si stanno mettendo a punto vari aspetti organizzativi e quanto prima, tramite locandine e manifesti, comunicheremo le date degli incontri e il luogo.

2 .Concerto dell’Epifania

Come da tradizione , l’Associazione è lieta di offrire alla cittadinanza di Rocca Massima un concerto per il giorno dell’Epifania a conclusione delle Feste Natalizie. Il concerto si terrà nella chiesa di San Michele Arcangelo alle ore 15,15 subito dopo la cerimonia del Bacio del Bambino. Anche quest’anno è stato invitato ad esibirsi il “Coro Polifonico Lumina Vocis” che presenterà un nuovo programma.

 
 
 

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