Lo Sperone Dicembre 2015
 

Buon  Natale  e  Buon  Anno

Cari amici,
la ricorrenza delle feste natalizie appartiene alla nostra fede religiosa e alle nostre tradizioni;  per i nostri bambini e ragazzi sono occasioni di gioia e divertimento: per le vacanze scolastiche, per i giochi con i compagni, per i regali della Befana…;  per noi adulti tutto il periodo natalizio dovrebbe  spingerci a riflettere su quale è la nostra risposta a tali ricorrenze. Difatti non ci troviamo di fronte a qualcosa di astratto o di cui ci si ricorda ogni tanto, ma alle realtà e ai misteri della nostra religione cattolica.  La nostra risposta deve essere totale e concreta, se vogliamo  essere coerenti e non dimenticare lo scopo dell’Anno Giubilare che ci spinge ad essere migliori.


Nel Vangelo Gesù ci ammonisce: “Non chiunque dice: Signore, Signore entrerà nel regno dei cieli ma  colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”, insomma dobbiamo attuare quello in cui crediamo, ovviamente secondo le nostre forze e capacità. Oggi,con tanti “parolai” ostili o indifferenti alla religione, dobbiamo anche difenderci, essere coerenti, prendere le cose sul serio, anche le feste…, con il rispetto per tutti, con l’attenzione e l’aiuto ai più bisognosi, con la partecipazione alle iniziative della parrocchia…Ci sono persone chiamate a grandi cose… il Signore ci chiede quello che è nelle nostre forze, però dobbiamo ascoltarlo. Guardiamoci intorno, tanti hanno bisogno…aiutamoli; il nostro interesse per gli altri contribuirà ad un più fraterno vivere, a farci sentire meno egoisti, a renderci più cristiani...

Con questi sentimenti auguro a tutti buone feste, anche a nome dei soci dell’Associazione “Mons. Centra” che certamente si sforzano di fare qualche cosa per gli altri. 

Enrico Mattoccia
Presidente “Ass. Mons. G. Centra”

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CARI  LETTORI  DE  “LO SPERONE”

Anzitutto vi ringraziamo della fedeltà dimostrata verso il nostro giornalino; la maggior parte di voi è contenta di averlo scelto e apprezza gli articoli che mensilmente proponiamo. Sappiamo che alcuni, dopo la lettura, passano il giornalino agli amici, così aumenta il numero dei lettori. Tra un mese “Lo Sperone” compirà quindici anni e crediamo che non sia poco per un giornalino; è uscito sempre puntualmente ogni mese; talora abbiamo avuto qualche difficoltà, abbiamo dovuto lavorare anche di notte, ma non abbiamo fatto mancare il mezzo di comunicazione con i nostri amici, a loro volta amici della associazione culturale “Mons. G. Centra”. Per la ricorrenza dei 15 anni vorremmo apportare qualche novità per rendere il giornalino più piacevole e con più notizie; per questo vi invitiamo a mandarci suggerimenti e consigli che cercheremo di attuare sempre nei limiti delle nostre possibilità. Ci aspettiamo, da voi lettori, una collaborazione di cui vi ringraziamo anticipatamente e vi preghiamo di farci avere i vostri suggerimenti entro il 20 di ogni mese. Invitiamo anche chi può a inviarci anche un aiuto in denaro e stia tranquillo che sapremo usarlo bene.


Il tradizionale concerto dell’Epifania quest’anno sarà in parte dedicato anche ai 15 anni de “Lo Sperone”, per il quale pensiamo di preparare anche un numero unico. Vi inviamo i migliori auguri per le feste natalizie e l’anno nuovo; che portino gioia e serenità a voi e alle vostre famiglie,soprattutto ai ragazzi e alle persone anziane. Un cordiale saluto anche dal direttore e dai responsabili della redazione, de “Lo Sperone”, il mensile di Rocca Massima. 

“Lo Sperone” – Piazzetta della Madonnela, 1 -04010 Rocca Massima (LT)
E-mail: info@associazionecentra.it

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ULTIMI FRUTTI D’AUTUNNO
...quando raccogliere funghi diventa saccheggio!

Anche in questo articolo la ormai inflazionatissima frase:“Non ci sono più le mezze stagioni”, calza proprio a pennello! Dopo un mese di novembre (almeno nei primi 20 giorni) travestito da settembre, di colpo ha fatto irruzione quello mascherato da gennaio e, sulle alture medio-alte, è apparsa perfino la prima neve. Più specificatamente a Rocca Massima si è passati dal tepore dei circa 20°, al quasi freddo di 7-8° e stiamo parlando di temperature massime; mentre le minime da 8-9° sono scese sino a sfiorare lo zero. Nel complesso però questo caldo mese novembrino, oltre che farci risparmiare una discreta sommetta sui riscaldamenti,  ci ha regalato una raccolta considerevole di un altro prodotto autunnale tipico delle nostre zone: il fungo porcino, in tutte le sue varietà. Nel periodo di massima raccolta nelle strade provinciali che attraversano in nostri boschi non era più possibile sostare, tante erano le auto dei fungaroli che si fermavano a bordo strada in entrambi i lati, causando, specialmente nei fine settimana,  qualche intralcio alla circolazione.

Come sappiamo, la raccolta dei funghi è regolamentata da leggi regionali: ci vuole un patentino, che viene rilasciato dopo aver frequentato un corso specifico, si può effettuare a giorni stabiliti,  non si possono raccogliere funghi oltre un certo quantitativo e per il loro asporto ci vuole un determinato canestro.  Bene, queste sono le regole che un diligente raccoglitore dovrebbe osservare, ma quanti lo fanno? Pochissimi, credo! Certo che se il Dio dell'Antico Testamento dovesse punire un popolo disobbediente (ammesso che non lo stia già facendo) non invierebbe più le locuste,  ma sicuramente manderebbe un'orda di famelici raccoglitori di prodotti del bosco. Come dicevo poc’anzi l'annata particolarmente favorevole ha “sguinzagliato” nei boschi, in cerca di funghi, anche tanti raccoglitori occasionali e inesperti; questo fatto ha determinato, purtroppo,  un incremento notevole dei ricoverati per ingestione di quelli tossici, con un aumento notevole di costi gravati sulla sanità pubblica.

Ho letto su di una rivista specializzata che gli oneri a carico dei contribuenti non sono solo quelli relativi alla sanità ma ce ne sono anche altri come  per esempio quelli spesi per le ricerche dei dispersi tra i boschi; inoltre, sempre su quella rivista, un responsabile della gestione forestale commentava  amaramente che oramai il buon risultato del raccoglitore non si misura più con il cestino pieno ma, ahimè, col cofano stracolmo del suo “maxi suv”; ovviamente il tutto viene “postato”, sui i vari “social net work”,  con  l’immancabile “selfie”!  Il raccoglitore di funghi, asparagi, lumache, frutti di bosco e quant'altro, un tempo, era una persona parca e rispettosa dell'ambiente; il suo obiettivo era raccogliere un quantitativo sufficiente per la famiglia ed eventualmente tornare dopo qualche giorno per raccoglierne ancora. Il moderno raccoglitore è invece una specie di serial killer, il cui obiettivo è lo sterminio della specie vegetale che vuole raccogliere. Il suo scopo è entrare nel “Guiness dei Primati”  per il maggior numero di funghi raccolti in un solo giorno e non si ferma finchè tutti gli esemplari nei dintorni non sono nel suo canestro o, ancor peggio,  nella sua bustona, magari di plastica.

Molto spesso questo tipo di raccoglitore vende la gran parte di quello che raccoglie ai ristoranti, probabilmente in nero, alimentando cosi la spirale dell'economia sommersa. Ovviamente, nessuna motivazione può giustificare questo tipo di  “strana” attività commerciale e neppure si può pensare che il sostegno alle famiglie in difficoltà possa permettere di mantenere a lungo queste forme di razzia indiscriminata che spesso creano anche dei danni al bosco; tutto ciò perché,  chi raccoglie, lo fa senza rispettare le più fondamentali regole di tutela della natura e del bene comune. Non si mette in discussione il diritto di ciascuno a raccogliere un quantitativo minimo destinato al consumo familiare e si può anche essere tolleranti rispetto a situazioni in cui la raccolta integra il reddito in situazioni di criticità, ma non si può permettere che vi sia un numero di raccoglitori superiore alla capacità di carico dell'area, soprattutto quando i raccoglitori hanno come obiettivo quello di riempire il bagagliaio delle proprie automobili. In realtà, proprio per ovviare a questi problemi molti Comuni hanno introdotto dei regolamenti stringenti che indicano in quali luoghi è possibile effettuare la raccolta, in quale periodo e con quali accorgimenti. In molti casi è stata introdotta una tessera comunale(riservata ai soli residenti) e, per poter effettuare la raccolta, bisogna avere un'apposita autorizzazione che contiene i quantitativi massimi che ogni persona può raccogliere al giorno.

L'obiettivo è proprio quello di evitare che una singola o poche persone, possano razziare determinate produzioni, impedendo ad altri di goderne,  ma soprattutto rischiando di compromettere il bosco stesso. Ci auguriamo che anche nel comune di Rocca Massima, quanto prima, si possano adottare queste norme; ci si deve rendere conto che una regolamentazione ad hoc sulla raccolta dei funghi, asparagi, muschio, ecc. oltre che far rispettare la legge, fa del bene e salvaguarda il nostro bellissimo e ancora incontaminato territorio boschivo e…scusate se è poco!

Aurelio Alessandroni

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COOPERATIVA AGRICOLA “S. ANTONIO”
Frantoio - oleificio sociale

Nel numero di novembre di questo giornalino abbiamo detto che a Boschetto  di Rocca Massima,  attualmente ci sono tre frantoi oleari; abbiamo parlato di uno, ma è giusto che parliamo anche degli altri. Daremo qualche notizia sul frantoio della cooperativa agricola “S. Antonio” che si trova a pochissima distanza dal frantoio di Tommaso e Marcella Del Ferraro. Il 31 agosto del 1947, 54 lavoratori delle campagne e del paese si riunirono a Rocca Massima e diedero origine ufficiale e legale alla cooperativa “S. Antonio”, presidente Ruggero della Vecchia, vicepresidente Giulio Pasqualini, segretario Augusto Cianfoni; era il punto di arrivo di tante fatiche e sacrifici, ma i partecipanti erano contenti perché finalmente potevano decidere sui  loro prodotti, i  prezzi, la quantità da coltivare…insomma erano padroni, non solo lavoratori. La cooperativa, secondo quanto è scritto nell’atto costitutivo, aveva vari scopi, compreso quello di costruire un frantoio per la molitura delle olive. A questo progetto i soci si dedicarono con passione ed usarono il denaro che ciascuno aveva versato per far parte della cooperativa (cinquantamila lire a testa).


Il frantoio, appena terminato, cominciò subito a lavorare; è andato sempre, aggiornandosi per avere sempre macchinari moderni con la massima rendita; anche il numero dei soci è andato sempre crescendo, tanto che attualmente sono 330, non solo di Rocca Massima. Attualmente il frantoio ha due impianti continui: uno con il sistema delle macine e l’altro con frantumatore. Nella giornata si riesce a molire tutte le olive che arrivano e ciò fa sì che non corrano alcun pericolo; gli esperti dicono che l’olio è migliore quando le olive sono “lavorate” il più presto possibile (lavatura, frantumazione…). I locali del frantoio sono andati crescendo secondo le necessità e per questo sono stati comperati pezzi di terreno confinante. Oggi il frantoio ha locali grandi, comodi per la lavorazione, vari uffici e un ampio piazzale sul quale si affacciano due pareti dell’edificio. Lo scarico delle olive è facilitato e così pure la sosta delle vetture degli operai e dei clienti. La maggior parte dei produttori porta a casa l’olio ottenuto dalle proprie olive e essi stessi pensano a venderlo dopo aver messo da parte il necessario per la famiglia.

Da alcuni anni la cooperativa è stata promotrice e socia di una cooperativa di servizio alla quale sono stati affidati terreni di privati che non hanno più la possibilità di coltivarli. Per la spartizione del prodotto ci sono regole precise e  ad esse si attengono sia i padroni, sia chi ha curato gli oliveti. La “S. Antonio” fa anche parte di altre cooperative di II grado per la commercializzazione dell’olio extra vergine di oliva, pertanto i soci possono rivolgersi alla “S. Antonio” anche per la vendita del prodotto, tutto o in parte. Nel 2001 la “S. Antonio” è stata promotrice di una associazione di categoria (A.L.F.O.), alla quale aderiscono l’80% dei frantoi laziali ed è stata riconosciuta dalla Regione Lazio. Come è chiaro la “S.Antonio” ha fatto grandi passi, grazie ai vari presidenti e dirigenti  che sono stati alla guida   finora. Purtroppo, dei 54 soci che si sacrificarono per dar vita alla cooperativa e al frantoio, ne sono rimasti pochi, ma coloro che ancora sono presenti, anche se non sono proprio i fondatori, devono essere orgogliosi perché quelle cinquantamila lire versate all’inizio  hanno portato frutto; un frutto di cui tutto il paese deve essere orgoglioso.

Enrico Mattoccia

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Guida all’acquisto della casa

Riprende da questo numero una collaborazione con il commercialista Elvio Catenacci di Latina, che già aveva pubblicato argomenti di cose fiscali qualche anno fa. Non ci eviterà le tasse ma potrà renderle chiare e comprensibili, In Italia si sa, le tasse sono alte, ma ci sembrano ancora più alte se andiamo in confusione.

In Italia il 73,2% della popolazione è proprietaria di immobili, di cui il 50,8 di prima casa, al di sopra della media Europea che si attesta al 70,1%. Pertanto prima di firmare un compromesso e lasciare un acconto, è doveroso seguire un vero e proprio iter su come comprare casa. Attenzione ad ipoteche e vizi dell'immobile, meglio non correre rischi e scoprire insieme le insidie  relative alla compravendita immobiliare. Primo scoglio: il mutuo, chiedere preventivi a più banche, confrontare le offerte facendo attenzione ai costi aggiuntivi (costo perizie, spese pratica ecc...) e non affidarsi alla prima proposta. Ci permettiamo di consigliare passo passo come acquistare casa in modo consapevole. Scelta la casa, siamo sicuri di aver fatto una scelta consapevole? Purtroppo capita spesso che dopo aver concluso l’atto di compravendita i nuovi proprietari si ritrovano alle prese con un immobile ipotecato e pieno di vizi non dichiarati.

La scelta della casa è la fase più importante e delicata dell'acquisto immobiliare. Ecco elencati alcuni consigli per non incappare in truffe o vizi non dichiarati. Prima regola: mai iniziare la ricerca dell’immobile senza aver considerato il budget a disposizione. Se vi rivolgete ad una agenzia immobiliare, dichiarate quanto potete spendere tenendo conto che oltre l'importo della casa c'è da aggiungere il costo del notaio con le relative tasse. Inoltre le agenzie immobiliari vi chiederanno per la mediazione un compenso che oscilla tra il 2 e il 5% sul prezzo stabilito dal proprietario. Una agenzia seria e professionale vi fornirà tutti i documenti necessari comprovanti lo stato della casa,  se sulla stessa sono vantati diritti da terzi come le ipoteche. Se invece acquistate da un privato, richiedete la visura catastale, utile a verificare la corrispondenza della proprietà, la categoria dell’immobile, l’effettiva ubicazione, il numero dei locali, la classe energetica, e l’inesistenza di vizi come ipoteche, pignoramenti o sequestri; Il secondo passo è quello di informarvi sulle agevolazioni speciali per chi acquista la prima casa (è il caso delle giovani coppie) o per chi esegue ristrutturazioni sostenendo spese ingenti, perciò prima di procedere all’acquisto fate una ricerca per conoscere quali agevolazioni sono applicabili e come richiederle.

Ma ritorniamo sul tema ''mutuo''. Spesso chi diventa titolare di un conto corrente bancario potrebbe  ottenere condizioni vantaggiose sul tasso d'interesse. Ricordatevi che la concessione del mutuo bancario è strettamente connessa alla possibilità da parte del contraente di assolvere al pagamento delle rate. Perciò spesso c'è bisogno di un garante che con il suo intervento migliora l'aspetto reddituale mettendo in condizione l'istituto di credito di erogare il mutuo. Per finalizzare l’acquisto serve un atto notarile generalmente scelto l'acquirente. (Fine prima parte)

a cura dello studio Catenacci
 (studiocatenacci@libero.it)

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