Lo Sperone Dicembre 2014
 

Auguri ai soci, ai lettori e agli amici

A nome dell’Associazione Culturale “G. Centra” invio a tutti i migliori auguri per il S. Natale e l’Anno Nuovo; auguri ai Soci e ai loro familiari, ai lettori di questo mensile e alle loro famiglie, alle autorità, a chiunque in qualche modo lavori per l’Associazione o abbia rapporti con essa. Auguro a tutti la gioia del Natale, nella famiglia, nei rapporti con tutti i parenti, specialmente gli anziani e i bambini.

Non dimentichiamo che Natale è una festa soprattutto religiosa perché ci ricorda il dono che Dio ha fatto all’umanità inviandoci suo Figlio che ci ha redenti dal peccato. Se vogliamo trascorrere bene il tempo natalizio non dobbiamo dimenticare questa verità essenziale e dobbiamo agire secondo gli insegnamenti che il Natale ci ispira. La Festa dovrebbe spingerci ad essere cristiani più ferventi, più convinti e più attivi. Al nostro mondo, dove sembra imperare il materialismo e l’ateismo, dobbiamo ricordare, con le parole e le opere, le verità cristiane di cui il Natale è la prima e più importante. Tradizionalmente Natale è la festa della famiglia. La Bibbia ci dice per bocca di Isaia: “…un pargolo è nato per noi, ci è stato donato un figlio” (Is. 9,5).

La Chiesa ha sempre interpretato questo passo del profeta come riferito a Gesù Cristo. Dunque il Natale è la festa di una nascita che riguarda tutta l’umanità e tutta la storia; ci deve riempire di gioia che dobbiamo comunicare a tutti, specialmente ai bambini (pensiamo anche a quelli che muoiono di fame, che sono rifiutati, maltrattati....). In famiglia, con mamma, papà, fratelli e sorelle, nonni e parenti, i bambini si devono sentire felici, benvoluti, senza che si arrivi a soddisfare i loro capricci. Se saremo capaci di vivere un Natale vero, corrispondente alla realtà che ricordiamo, metteremo anche le basi per un buon anno 2015 perché, malgrado tutto, abbiamo un Figlio, un Fratello, Uno che ci ama e non ci abbandona mai, specialmente nelle difficoltà.

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Enrico Mattoccia
Presidente Associazione
“Mons. G. Centra”

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Caro olio, olio… “caro”!

Dopo le allarmanti notizie circa la probabile incombente penuria dell’olio d’oliva, mi viene da citare il tanto inflazionato ma pur sempre valido detto: “non ci sono più le stagioni d’una volta”! Infatti la produzione olearia italiana, quest’anno, sta andando molto male e la colpa, in primis, è da imputare al tempo non proprio favorevole, senza dimenticarci, però, che l’errore è anche “umano” poiché abbiamo continuamente irrorato i nostri uliveti con veleni antiparassitari, sempre più sofisticati, causando così un inesorabile indebolimento delle difese naturali delle piante.

Come dicevo il 2014 è stato caratterizzato da continue piogge e tempo molto umido che ha evidenziato l’espandersi di: la mosca olearia (un insetto la cui larva è un parassita degli ulivi), l’occhio di pavone e anche altri agenti patogeni come la tignola, (insetto che deposita le uova dentro il fiore indebolendolo e provocando la caduta del frutto appena formato); tutto ciò ha inesorabilmente danneggiato sia la produzione dell’olio d’oliva che la qualità del prodotto finale. In alcune parti d’Italia la produzione è calata fino al 50% rispetto allo scorso anno e, ovviamente, i prezzi sono lievitati in modo esponenziale. Nella “piazza” di Bari, per esempio, secondo i dati della Coldiretti (la confederazione nazionale dei coltivatori diretti) il costo dell’olio d’oliva è aumentato di circa il 40%.

Un’altra autorevole fonte l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) asserisce che la produzione di olio di oliva dovrebbe scendere quest’anno a 302mila tonnellate rispetto alle 464mila (dato Istat) dello scorso anno. Al centro nord si dovrebbe registrare un calo della produzione tra il 35 e il 50%, mentre al sud le percentuali cambiano da regione a regione: in Basilicata e Abruzzo la produzione dovrebbe calare del 45%, in Campania del 40% e in Sicilia del 22%. L’ISMEA, comunque, ha diffuso solo dati parziali; per avere dei dati certi bisognerà aspettare la fine dell’anno. Allarmati da questi fatti alcuni piccoli produttori hanno scelto addirittura di non raccogliere le poche olive, non rovinate dal maltempo, perché non avrebbero potuto garantire il consueto livello di qualità; quindi, ora, dovranno necessariamente vendere le scorte dello scorso anno…ma a che prezzo?

Un dato così negativo non si registrava dal 1985, quando la famosa gelata distrusse buona parte del raccolto e molti alberi di ulivo. Però non è tutta colpa del maltempo o della mosca olearia: le forze della natura esistono e incidono ma quello che fa la differenza è la preparazione. L’Italia è rimasta arretrata per quanto riguarda l’olivicoltura moderna; abbiamo rinunciato alla sperimentazione e le aziende, soprattutto quelle piccole, non si avvalgono dell’aiuto di un agronomo, per cui la qualità e la salute degli ulivi sta peggiorando. Ci sono molti uliveti abbandonati e altri che vengono gestiti da aziende che operano senza scrupoli causando così un ulteriore calo di produzione. Calza a pennello un celebre detto rocchigiano: “mò, so’ diventati tutti cagnari”! Questa massima sta a significare che, pur di realizzare un facile guadagno, molti si improvvisano competenti senza averne né le capacità né la dovuta esperienza.

Comunque, tornando a noi, ufficialmente si parla di un calo medio nazionale del 35%, ma è ancora presto per fare delle stime attendibili; a dicembre si potrà capire di più se questa debacle olearia sarà così drammatica, come parrebbe ai più. Più in generale, la produzione di olio d’oliva non è in crisi solo in Italia; per esempio in Spagna (primo produttore di olio al mondo), nonostante le esportazioni (di olio) siano cresciute del 290% rispetto al 2013, la produzione è calata notevolmente anche lì! E nella nostra Regione come va? E’ proprio un anno nero dell’olio, anche nel Lazio, regione fra le più colpite, con una diminuzione considerevole. Ormai manca circa un mese alla conclusione della raccolta delle olive ma già una cosa è certa: nel Lazio il calo è più manifesto rispetto al resto d’Italia e addirittura il 2014 sarà l’annus horribilis per la produzione di olio extravergine. Le previsioni di organizzazioni specializzate parlano di un calo di circa il 40% ma è una considerazione ottimista rispetto ad altre; la Coldiretti stima un crollo molto maggiore mentre i produttori parlano di raccolta addirittura azzerata e di interi uliveti rimasti senza frutti soprattutto nelle zone dell’alto Reatino e nel Frusinate.

Altrove la situazione non cambia e molti frantoi non hanno neanche aperto. Nella Tuscia, nel Tiburtino, nella Sabina fino al Pontino, le olive sono talmente poche che si farà fatica persino a formare un prezzo di vendita. Tanto per dare ancora un po’ di numeri anche a Rocca Massima si sta registrando un dato molto negativo infatti, scorgendo i dati fornitici dell’AGEA, leggiamo che nel 2012 furono molite circa 2800 tonnellate di olive, nel 2013 poco più 1800, mentre quest’anno (dati aggiornati al 20 novembre) si sono superate di poco le 1000 tonnellate. Un dato increscioso e allarmante, non c’è dubbio! La Coldiretti è stata chiara: quest’anno il Lazio produrrà al massimo 12mila tonnellate di olio; nel 2013 furono circa 20mila. Le conseguenze si faranno sentire non solo in termini economici ma anche sociali e culturali. Il crollo coinvolge una superficie di oltre 86mila ettari, pari all’8% degli uliveti attivi in Italia.

E’ come se l’olio laziale fosse improvvisamente finito; eppure il 2014 era previsto come un anno di “carica” con una produzione superiore. Invece l’inverno è stato caldo, troppo caldo per una pianta come l’ulivo che ha bisogno di una temperatura inferiore ai 7 gradi per un certo numero di settimane e, al contrario, la primavera è stata piovosa e l’estate fredda e umida. Ciò ha favorito, come dicevo, lo sviluppo di patologie sulla pianta. Questo “disastro” vale, ovviamente, anche per i prodotti d’eccellenza come le “QUATTRO DOP” regionali: Sabina, Canino, Tuscia, Colline Pontine e anche se campagna di raccolta ancora non si è conclusa, il prezzo è già alto: una bottiglia da 0,75 DOP vale ormai 12/13 euro; mentre l’olio novello acquistato al frantoio si aggira intorno agli 8/9euro al litro e probabilmente aumenterà. Il vero dramma, di questa penuria d’olio, riguarda le piccole imprese che si trovano nei piccoli comuni come Rocca Massima, infatti queste, in molti casi, hanno già concluso la raccolta con scarsissimi risultati!

Nel Lazio sono più di 20mila e mantengono metodi di coltivazione manuali e legati al territorio, che offre una varietà di olive, detta cultivar, molto ricca sia per l’olio che per la tavola. Queste ultime si salvano perché seguono uno sviluppo diverso e possono rimanere in pianta fino a marzo/aprile ma quest’anno sarà un vero problema portarle avanti sino a primavera! Infatti i produttori, visto l’andazzo, stanno raccogliendo anche queste per fare l’olio: è una mossa giusta per garantire il rispetto delle proprietà organolettiche che, soprattutto grazie all’oliva (da tavola) Itrana, la qualità è assicurata anche se non di livello superiore, visto il periodo un po’ prematuro per la molitura. Come molti sapranno il mercato di Roma è la piazza alimentare più importante del Mediterraneo ed è qui che (ahimè) la quantità di olio importato è aumentata del 50%. Quindi bisognerebbe, senza indugio, controllare tutta la filiera di approvvigionamento perché il rischio che si acquisti un prodotto adulterato e di bassa qualità è molto alto e questo va a tutto discapito del nostro eccellente prodotto.

Con l’accentuarsi di questa crisi il pericolo di abbandono è reale, già molti uliveti, specie in collina (Rocca Massima non ne è esente), sono lasciati incolti con danni economici e ambientali di notevoli proporzioni. Questa è un’altra criticità dovuta sopratutto alla fragilità del sistema produttivo perché l’olivicoltura lazialeè sempre stata un’economia prevalentemente a conduzione familiare. Nonostante le potenzialità dell’olio laziale non c’è mai stata una strategia di sviluppo e di cura; la crisi attuale non fa altro che evidenziare questa debolezza. Ora, dopo aver letto questa specie di “bollettino di guerra”, vi esorto assolutamente a non scoraggiarsi perché una via d’uscita ci sarebbe: la fiducia nei giovani! Come si può notare i nostri uliveti ormai sono, sempre più, in mano a stranieri che, pur lavorando con coscienza, nulla hanno a che fare con la nostre tradizioni e chiaramente non sono legati da un “affetto” secolare verso le nostre olive!

Bisognerebbe incoraggiare i nostri giovani a riscoprire il lavoro agricolo, magari incentivandoli con finanziamenti ed agevolazioni varie; facilitando, con leggi ad hoc, un associazionismo di piccole cooperative agricole in modo che possano trovare lo stimolo, la voglia, la forza e il giusto ricavo per poter iniziare una nuova agricoltura svolta con sistemi di lavorazione più tecnologici ma soprattutto più ecologici perché, oltre a salvare le piante, salvaguarderanno certamente anche la nostra salute. Questa dovrà essere la nostra sfida perché, son sicuro, tutti noi abbiamo a cuore le nostre olive che ci “regalano”, da secoli, il nostro eccellente e caro olio extravergine ed esso, in futuro, non dovrà più essere introvabile ma soprattutto non dovrà mai più essere così…“caro”!

Aurelio Alessandroni

 

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QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI…
doverosa riflessione sulla rapina alle Poste

Nel numero precedente di questo mensile abbiamo riportato la notizia della rapina compiuta all’Ufficio Postale di Rocca Massima il 4 novembre scorso intorno all’ora di chiusura. Abbiamo immediatamente espresso la nostra solidarietà alla Direttrice, che fortunatamente non è stata toccata dai malviventi, ma sicuramente ha vissuto momenti terribili per lo spavento. Siamo con lei che svolge un lavoro per tutta la nostra Comunità e le auguriamo di dimenticare presto quei tristi minuti. Nel numero de “Lo Sperone” si parlava anche di sofisticate e super pubblicizzate  telecamere di sorveglianza collocate, per motivi di pubblica sicurezza, in più punti di Rocca Massima; è vero: ce ne sono diverse con caratteristiche tecniche di ultima generazione: pensate che possono identificate uno spillo a centinaia di metri.

Purtroppo si è scoperto che nella strada dove è ubicato l’Ufficio Postale non ci sono! Qui una piccola riflessione è d’obbligo: come è possibile che un posto sensibile, come lo è certamente un Ufficio Postale, è stato escluso dalle copertura? E’ vero che l’Ente Poste dovrebbe assicurare una videosorveglianza all’interno del “suo” locale ma è altrettanto vero che un Ente Comunale dovrebbe assolutamente garantire la sicurezza dei cittadini, specialmente nei pressi di un sito dove viene depositato e prelevato (…legalmente!) danaro. Questo per fare, perlomeno, da deterrente ad eventuali rapine o anche scippi che potrebbero essere messi in atto nei confronti degli anziani che vi si recano per ritirare la pensione. Per tornare al “fattaccio” della rapina ci risulta che Forze dell’Ordine stanno eseguendo tuttora indagini capillari per scoprire i malviventi ed assicurarli alla giustizia ma purtroppo non potranno avvalersi del grande aiuto che avrebbero potuto avere se le videocamere fossero state (previdentemente) orientate in quella strada.

Da segnalare che le Poste Italiane, giorni fa, hanno effettuato un sopralluogo nell’Ufficio di Rocca Massima e quanto prima provvederanno ad installare, all’interno del locale, alcune telecamere. E’ chiaro che non hanno ritenuto opportuno installare telecamere all’esterno perché si presume che ciò spetti all’Amministrazione Comunale. Tramite “Lo Sperone” facciamo un appello al Sindaco perche si attivi immediatamente a tal proposito anche perché, crediamo, che grandi spese non dovrebbero esserci: basterebbe spostare una telecamera, rivolta ora in direzione di qualche luogo poco “attinente” con la pubblica sicurezza, e riposizionarla verso la Via San Rocco! Speriamo si agisca immediatamente e non si traccheggi ancora; mai come in questo caso possiamo affermare: sarebbe più sensato chiudere la stalla anche se i buoi son scappati… non si sa mai!

(Redazione)

 

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PREMIAZIONI DEL PREMIO “GOCCIA D’ORO”
In questo mese l’Associazione ha continuato le visite ai ragazzi che hanno partecipato con le loro poesie al “Premio Goccia d’oro” 2014. Come è noto la stragrande parte dei ragazzi viene premiata nella scuola che frequenta e di questo sono contenti i ragazzi, i genitori e anche i docenti. Riportiamo brevi cronache dell’incontro con vari Istituti. Alle premiazioni hanno partecipato diversi soci che hanno potuto constatare l’entusiasmo dei ragazzi e la stima dei docenti per il nostro concorso. Entro la metà di dicembre tutte le premiazioni saranno effettuate.
(Le brevi cronache sono a cura di Enrico Mattoccia)

ISTITUTO COMPRENSIVO “GARIBALDI”
PLESSO “C. MARCHESI” - GENZANO (RM)
Si tratta della sezione di una grande scuola primaria. Hanno partecipato complessivamente 33 alunni di 7 classi. Gli alunni sono stati ben guidati dalle insegnanti ed hanno raggiunto buoni risultati. All’incontro per la premiazione sono stati entusiasti, rispettosi, attenti a quanto è stato detto e contenti del premio ricevuto, tutti pronti per il premio 2015.
Dirigente: Bianca Insabato;
Insegnanti referenti: Angela Petriccione, Rita Zarra; Insegnanti: Matta Maria Bruna, Said Alexia Maria, Stefania Di Teodoro, Rita Zarra, Anna Maria Silvestri.
Attestato di merito: Gioia Monaco, Samuele Sistopaolo, Francesca Saporosi, Lavori di Gruppo (I A, V B, V A), Letizia Bongirolami.
Attestato di partecipazione: Anna Cavalieri, Vanessa Cimini, Alice Marinelli, Elisa Comune, Francesco Fabrizi, Leonardo Quagliata, Alessandro Savino, Benedetta Benedetti, Alessandro Demurtas, Alice Di Gregorio.

ISTITUTO COMPRENSIVO “MARIANNA DIONIGI”
LANUVIO (RM)
Hanno partecipato gli alunni della scuola secondaria di I grado (media). L’istituto ha partecipato al nostro concorso fin dall’inizio e sempre con buoni risultati, segno che i ragazzi rispondono agli impulsi dei loro insegnanti, i quali sono esperti nell’indirizzarli verso la poesia. Nella scelta delle poesie si sono attenuti strettamente a quanto indicato nel bando ed hanno inviato 12 poesie (6 per la I C, 6 per la II C). Tra le premiate una poesia è entrata nel numero delle 12 vincitrici (“In una bolla di sapone” di D. Piozzi). Quando i rappresentanti dell’Associazione sono andati in classe per premiarli, i ragazzi si sono mostrati molto educati, entusiasti…ed hanno subito chiesto quando c’era il concorso 2015.
Dirigente: Dott.ssa Laura Lamanna;
Insegnante referente: prof.ssa Alessia Travaglini.
Diploma d’onore: Davide Piozzi; Attestato di merito: Alessio Virgili, Noemi Vita, Ilaria D’Alessio. Attestato di partecipazione: Consuelo Sbaffoni, Alessandro Lupi, Melissa Radu, Omar Di  Lazzaro, Mattia Monti, Simone Colò, Valeria Filori, Sara Simone.

LICEO CLASSICO “LEONIANO” e IST. “BONIFACIO VIII” - ANAGNI
Sono nello stesso edificio e sono entrambi “scuola paritaria”, cioè riconosciuta dallo Stato; svolgono i programmi delle scuole statali, con l’aggiunta di altre opportunità; dipendono da enti non statali; come la maggior parte delle scuole paritarie, sono dichiaratamente cattoliche. Partecipano da diversi anni al Premio “Goccia d’Oro” con buoni risultati, talora anche eccellenti. Quest’anno i tre partecipanti della V ginnasiale hanno avuto due attestati di merito e uno di partecipazione. Tra i premi della media c’è un diploma d’onore. La premiazione si è svolta nell’ aula magna dell’edificio. Sia per i ragazzi del liceo che per quelli della scuola media i docenti hanno avuta molta attenzione nell’inviare le poesie ed hanno preferito la qualità alla quantità. Tutti gli alunni sono stati molto educati ed entusiasti, già schierati per il prossimo concorso, convinti che la poesia è anche una conquista che si fa pian piano e si risolve sempre a vantaggio loro perché, tra i vari benefici, procura certamente quello di aiutare ad una migliore espressione in lingua italiana.
ISTITUTO “BONIFACIO VIII”
Dirigente: prof. don Agostino Santucci;
Referente: prof.ssa Pina Martinelli.
Diploma d’onore: Giovanna Bettiol Furlan;
Attestato di merito: Stefano Astazi;
Attestato di partecipazione: Chiara Bruni, Maurizio Cecilia, Giacomo Bottini.
LICEO CLASSICO “LEONIANO”
Dirigente: prof. Francesco Arganelli;
Coordinatrice: prof.ssa Rossella Ricci;
Attestato di merito: Carolina Mastria, Floriana Scascitelli;
Attestato di partecipazione: Diletta Gomez Gane.

ISTITUTO I. S. “ANTONIO CEDERNA” - VELLETRI
Si tratta di un istituto per geometri; i ragazzi partecipanti frequentavano la II classe (ora sono in III) quando hanno scritto le loro poesie. In esse hanno toccato vari argomenti: l’amore, i rapporti con gli altri, aspettative per il futuro, fatti di cronaca…sempre con molta concretezza e sincerità. Alla premiazione ha partecipato anche la loro professoressa dell’anno scorso, Antonella Sambucci, ora in pensione. I risultati delle poesie presentate sono positivi, grazie al lavoro della professoressa che ha educato gli alunni a “poetare” fin dal primo anno di scuola superiore.
Dirigente: Prof. Eugenio Di Bennardo;
Docente: prof.ssa Antonella Sambucci.
Attestato di merito: Lucrezia Todini, Vanessa Vita, Davide Priori.
Attestato di partecipazione: Lorenzo Raponi, Michele Cugini, Simone Marcelli, Mario Mattozzi, Lorenzo Leoni, Marco Cicchinelli, Pana’ Madalin Andrei, Christian Catese, Filippo Sorrecchia, Alessandro Cavaterra, Michele Petruzziello, Yoannes Abrham, Daniele Molinari.

LICEO CLASSICO “DANTE ALIGHIERI” - ANAGNI
E’ un grande Istituto che partecipa al nostro concorso poetico per il secondo anno. L’edificio, originale, ha molti sali-scendi; una professoressa diceva: “Altrove si va a destra o a sinistra, noi solo su e giù”. A parte gli scherzi il Liceo funziona bene e i rappresentanti dell’Associazione ne hanno avuto una impressione molto positiva sia quest’anno che l’anno scorso, per l’educazione degli alunni, la cordialità dei docenti e del Dirigente che ci ha voluti nel suo ufficio. Le poesie inviate (II B) fanno pensare ad un lavoro efficace fatto dalla professoressa responsabile e sicuramente aumenterà anche il numero dei partecipanti. Il dirigente nell’incontro, oltre che cortesia, ha mostrato interresse e approvazione per il nostro lavoro. Lo ringraziamo ancora.
Dirigente: Adriano Gioè;
Coordinatrice: prof.ssa Anna Maria Fiorini.
Attestato di merito: Lara Meazza, Alessandra Cianfriglia;
Attestato di partecipazione: Ester Morgia, Luca Frasacco, Giulia Mirante

COLLEGIO “S. GIUSEPPE” - ISTITUTO “DE MERODE” - ROMA
La scuola, situata al centro della città, è una delle migliori di Roma (P. di Spagna); ha la primaria, la media, liceo classico e scientifico; oltre i programmi statali, ai ragazzi sono offerte molte altre opportunità. La scuola è diretta dai Fratelli delle Scuole Cristiane, i figli di S. Giovanni Battista De La Salle, che la Chiesa ha scelto come protettore degli educatori. Al Concorso “Goccia d’Oro” ha partecipato una classe quarta della Scuola Primaria, diretta dalla dott.ssa Nicoletta Agozzino, psicologa. I risultati sono stati positivi, aspettati con ansia dai ragazzi i quali, al momento della premiazione sono stati molto felici, non solo i diretti interessati, ma anche tutti gli altri. Da registrare il commento di un ragazzo, fatto prima della premiazione: “Io sono contento di aver partecipato e questo mi basta”, naturalmente ha ricevuto il premio che gli spettava. L’insegnante ha seguito con vero amore materno i ragazzi e li ha spronati a mirare sempre al meglio.
Dirigente: prof. Alessandro Cacciotti;
referente: prof. Augusto Bartolini;
insegnante: dott.ssa Nicoletta Agozzino;
Attestato di merito: Beatrice Fattori, David Baccile;
Attestato di partecipazione: Raffaella Kaitsas, Lorenzo Pensuti, Paolo Ianni, Lorenzo Nervegna.

ISTITUTO COMPRENSIVO ALATRI I° - PRIMARIA “LUIGI CECI”
Per motivi organizzativi i ragazzi del plesso “L. Ceci” dell’Istituto comprensivo Alatri I°- Scuola Primaria, sono stati premiati in un giorno diverso da quelli della media “Dante Alighieri” appartenenti alla stesso Istituto comprensivo. I ragazzi frequentano quest’anno la classe IV primaria, ma quando hanno scritto le poesie erano in III. Si tratta di una bella classe di ragazzi educati, attenti, pronti ad imparare. Alcuni hanno inviato più di una poesia; ovviamente si è tenuto conto della migliore, scelta dalla giuria. I ragazzi hanno ricevuto il premio martedì 18 novembre, alla presenza dei loro insegnanti e del dirigente scolastico che è stato molto lieto di consegnare il premio a ciascun alunno. I rappresentanti dell’Associazione “Mons. G. Centra” erano tre (Franco Della Vecchia, Aurelio Alessandroni, Enrico Mattoccia). Nella classe si è creata una simpatica atmosfera, ad opera dei presenti e soprattutto del Dirigente il quale ha spronato i ragazzi a continuare ancora con la partecipazione al Premio dell’anno prossimo. Il tempo passato con quei Ragazzi, come pure con tutti gli altri di altre scuole, è stato veramente bello, tale da far dimenticare difficoltà e complicazioni che talora si incontrano nelle scuole. Il merito va a tutti coloro che vi operano: il Dirigente, gli Insegnanti, i coadiutori e…anche i rappresentanti dell’Associazione!
Dirigente: dott. Giulio Maurizio Giacomini;
Coordinatrice e Insegnante: ins. Rita Fanarillo; Ins. Giancarflo Rossi;
Attestato di merito: Iacopo Rossi, Gabriela Toma, Lucrezia Pierucci.
Attestato di partecipazione: Elisa Ceccarini, Pietro Caponera, Vanessa Stoila, Elisabetta Paniccia, Alessio Rosca, Leonardo Martone, Leonardo Rossi, Manuel Calicchia, Chiara Rossi, Marianna Di Fabio, Sara Macciocca, Elisa Ceccarini, Alessio Sabellico, Nico Ceci.

 

 

 
 
 
 
 

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