a nome della redazione de “Lo Sperone” e di quanti lo sostengono, vi invio i più fervidi auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo. Unisco pure gli auguri dei Soci dell’Associazione Culturale “Mons. G. Centra”, di cui il mensile è portavoce. Anche quest’anno, purtroppo, lo scambio sincero di auguri è accompagnato da assilli e preoccupazioni, sia che guardiamo alla nostra Patria, sia che allarghiamo lo sguardo al mondo intero. In molte
parti del mondo si combatte con le armi e in tanti luoghi, sotto la spinta dell’odio e della vendetta, si erificano
stragi di esseri innocenti.
L’Italia è coinvolta in una “guerra” economica, combattuta non certo in nome della fratellanza e della cooperazione ma aizzata dall’egoismo che mira al guadagno più alto possibile, a qualsiasi costo. Gli effetti sono molto simili a quelli delle armi: povertà e miseria, sofferenza, stenti, disagi di ogni genere e, a lungo andare, anche la morte. Quanto ci fanno conoscere ogni giorno i mezzi di comunicazione non è certo lieto e non può che rattristarci se crediamo che siamo tutti fratelli su questa terra. Lo sconforto, l’incertezza, lo smarrimento, la sfiducia hanno tanti motivi per penetrare nei nostri animi. Il Natale ci offre una via d’uscita perché il Figlio di Dio si è fatto come noi, ha sofferto con noi e ci ha portato un messaggio di speranza, a patto di cambiare il nostro cuore, i nostri sentimenti e le nostre opere facendoci guidare non dall’odio ma dalla fratellanza verso tutti, dalla cooperazione, dalla attenzione ai poveri, ai “piccoli” che Egli ha prediletto.
I poveri e i “piccoli” sono anche vicino a noi, spesso nascondono per pudore le loro difficoltà ma vivono negli stenti. La riflessione sul significato profondo del Natale ci aiuti ad essere più sereni, più disponibili verso gli altri...; daremo così un piccolo aiuto al cambiamento del mondo. Buon Natale, con l’augurio che il 2012 possa essere pregno di tante belle cose per voi e i vostri cari!
La stagione castanicola 2011 si è conclusa e dobbiamo dire che, purtroppo, anche quest’anno la produzione è diminuita parecchio, all’incirca del 40%. Tutto questo con immancabili negative ripercussioni economiche per i produttori ma con un sensibile aumento del costo del prodotto (a danno, purtroppo, dei consumatori); senza dimenticare, ahimè, la dolente riduzione della manodopera addetta alla raccolta. Nel nostro territorio il marrone è stato apprezzato intorno ai 190 euro al quintale per quello raccolto “alla mano”, mentre per quello “scelto” il costo è stato di circa 420/450 euro/quintale. Questi valori sono stati dichiarati dalle varie cooperative del settore; però essi non sono, ovviamente, vincolanti perché per “prezzare” un prodotto bisogna prima verificare la qualità, la grandezza e la percentuale di “guasto” delle castagne raccolte e vendute ai vari commercianti che, controllato il tutto, stabiliscono il prezzo; quindi i valori che abbiamo detto poc’anzi sono da considerarsi “prezzi medi”.
Dopo questo preambolo commerciale vediamo quale è la situazione attuale del “problema castagno” e dei rimedi che sono in atto per risollevare le sorti del settore informandovi, in primis, sul convegno svoltosi il mese scorso nella provincia di Viterbo sui temi della castanicoltura. Ora più che mai si sente sempre più il bisogno di concludere una vicenda ventennale che, partita dal Balanino, passando per il Cinipide si è arenata sulla questione dei Nematodi perché a questo punto si sono scoperte, ahimè, sovrastrutture burocratiche invalicabili! I produttori laziali hanno duramente protestato, si sono fatti sentire a gran voce e si sono impuntati perché hanno rilevato che, oltre ai politici, sono sempre più assenti molte autorità scientifiche che dell’esperienze fatte sul campo dai coltivatori, non vogliono proprio saperne! Questo è quanto è emerso, da una prima riflessione, sull’ultimo convegno di Canepina (VT). Ormai conosciamo tante cose sulle castagne e sappiamo che: il Cinipide sarà sconfitto (a breve) dallo Gnomoniopsis e dal Torymus; il Balanino e la Cidie dalla Cinciallegra e dai Nematodi; ovvero dalla stessa natura e non dai fitofarmaci dei quali, lo ribadiamo ancora una volta, la castanicoltura non ha assolutamente bisogno.
Tentiamo di spiegarci meglio. Al Convegno di Canepina gli studiosi prof. Bruno Paparatti ed dott. Andrea Vannini hanno esaurientemente spiegato ciò che abbiamo appena affermato con una tesi: la natura non va disturbata nel suo equilibrio e là dove, come nel viterbese, questo è stato alterato essa va lasciata libera di agire nel suo processo di autorisanamento. Per il Cinipide non dobbiamo fare nulla
perché Gnomoniopsis e Torymus stanno ben operando mentre per le infestazioni di Cidie e Balanino la natura non può far nulla perché abbiamo constatato che: i mezzi meccanici (fresa, trincia erba, ecc) puliscono i campi ma distruggono il sottobosco e di conseguenza i “Nematodi cacciatori” e i fitofarmaci annientano gli animali che contrastano la diffusione degli insetti infestanti. Allora, poiché i Sindaci attualmente non hanno gli strumenti normativi per contrastare efficacemente queste gravi problematiche,
occorre che la “politica”, questa volta, venga in soccorso dei castanocoltori e si adoperi per attuare in tempi brevi una legge (severa) ad “hoc”. Su queste tematiche si sta organizzando (per dopo le festività natalizie), con la collaborazione della Regione Lazio, Regione Emilia Romagna, Consorzio Fitosanitario Provinciale di Reggio Emilia, Enti Locali culturali e di amministrazione, un corso invernale di approfondimento, ricerca e riflessione col il quale si avvierà una discussione con i produttori sulle problematiche reali e le soluzioni da adottare in modo da evitare, per la troppa fretta di avere risultati immediati, improponibili soluzioni come è
successo, spesso, nei numerosi convegni sinora svolti.
Le dispense del corso e le discussioni in esso svolte dovranno generare un “Manuale della Coltivazione del Castagno” che dovrà anche rappresentare un Regolamento o un Codice a cui i produttori e non solo dovranno attenersi scrupolosamente e le Autorità preposte, sanzionare senza riserve i trasgressori. Da parte nostra ribadiamo l’impegno assoluto per cercare di risolvere questo dolente problema e vigileremo affinché le Autorità mantengano gli impegni presi a favore della castanicoltura. Per finire un’ultima notizia: abbiamo avuto la conferma dall’Assessore Regionale alle politiche agricole (on. Angela Birindelli) che, nella prossima primavera, si rafforzeranno i lanci del Torymus sia nella nostra zona (loc. Anteria) che nelle altre previste dal programma diffuso dalla Regione Lazio lo scorso settembre. Colgo l’occasione per fare, a tutti voi, gli auguri di buon Natale e di un felice 2012… e godiamoci in santa pace, magari davanti al focolare circondati da parenti e amici, le buonissime “callaroste rocchiciane”!
Aurelio Alessandroni Consigliere delegato alla castanicoltura
“Retequattro” alla scoperta delle tradizioni locali
“Ricette di Famiglia” la popolare trasmissione di Davide Mengacci, nel tour itinerante per l’Italia, ha fatto tappa anche Rocca Massima. La rubrica televisiva si propone di raccontare e far conoscere gli usi e i costumi delle regioni italiane all'insegna della tradizione e delle buone ricette di una volta. L’inviata della trasmissione, l’avvenente e brava Michela Coppa, è stata accolta dal sindaco Angelo Tomei al “Pizzo della Madonnella” nella nuova panoramica terrazza che si affaccia sulla Pianura Pontina e Romana dove era stato precedentemente allestito un tavolo con alcuni prodotti locali in particolare le “nostre” olive tipo “Gaeta”.
Il Primo Cittadino ha avuto l’onore di svelare alle telecamere le peculiarità di questo prodotto esclusivo della nostra terra che vanta un’antica tradizione ed è conosciuto ed apprezzato oltre che nella nostra regione anche in Italia e all’estero. “Tutto questo è stato possibile - ha precisato Tomei - grazie anche alle nostre aziende del settore che hanno commercializzato e fatto conoscere la bontà della nostra oliva gaeta al mondo intero”. Precedentemente la troupe di Rete 4 aveva effettuato alcune riprese nel Centro Storico e in diversi oliveti della zona per far conoscere più dettagliatamente Rocca Massima a tutti i telespettatori italiani. La trasmissione, registrata sabato 12 novembre, è andata in onda sabato 26 novembre alle ore 10.50. Coloro che l’avessero “persa” la possono rivedere sul sito di Rete 4 cliccando su “Ricette di famiglia” oppure su Facebook o nel nostro sito www.associazionecentra.it. (A.A.)
Rocca Massima in quest’ultimo periodo è praticamente quello che si dice un “cantiere aperto”. Infatti, in ogni angolo del paese, vi è un fermento di operai che con i loro mezzi meccanici stanno mettendo sottosopra molte strade cittadine. Si sta rifacendo il manto stradale di molte vie, si sta sistemando la nuova illuminazione pubblica, si stanno installando le video camere di sorveglianza cittadina, insomma c’è un bel “viavai”… Tutto molto positivo anche se, a onor di cronaca, però, più di qualche critica è stata fatta al criterio con cui sono stati piantati i pali per l’illuminazione: alcuni sono a filo di ciglio del marciapiede, altri quasi al centro, qualcuno sul limite della carreggiata. Si poteva fare decisamente meglio e appare priva di senso la giustificazione che i soldi disponibili erano pochi: meglio qualche metro in meno ma con i lavori fatti a regola d’arte. Sicuramente un maggior e attento controllo sui lavori in esecuzione degli organi tecnici del Comune sarebbe stato più che mai opportuno.
Ora, pur volendo rimediare o tentare qualche aggiustamento affannoso in corso d’opera, un problema di costi maggiori si pone davvero! Su questo argomento ci ritorneremo, più minuziosamente, in seguito. Adesso parliamo di una vicenda, che molti di noi avranno sicuramente notato, riguardante i mezzi meccanici utilizzati per i suddetti lavori, i quali vengono parcheggiati, anche in Largo Secondo Mariani, e lasciati “incustoditi”. Questo è quello che pensavamo, ma non è affatto così. Infatti, qualche giorno fa, qualcuno ha scoperto un inaspettato guardiano notturno… anzi, una “guardiana”! Nello specifico “Tonino lo spazzino”, quando, all’alba, si stava recando nei magazzini comunali per prendere servizio, ha strabuzzato gli occhi incredulo perché aveva notato che al posto di guida di una ruspa sedeva con “nonchalance” nientemeno che una bella donna ignuda! Si è avvicinato con passo felpato, quasi timoroso e, trattenendo il respiro per paura di svegliare la bella fanciulla, ma subito si è reso conto che si trattava di una bambola a grandezza naturale… di quelle sexy, per intenderci! Il tutto è finito tra l’ilarità generale e qualche bonario sfottò all’indirizzo del povero nonché deluso Tonino.
La bambola, a causa di un momentaneo blocco dei lavori, è rimasta al suo posto di guida per qualche giorno diventando così l’attrattiva di tutto il paese. Improvvisamente una notte è misteriosamente scomparsa. Che fine avrà fatto? Un fitto mistero aleggia attorno alla bambola sexy di Rocca Massima, nessuno sa dove è andata a finire, proprio nessuno! Però quel sorrisetto sornione e un po’ beffardo che appare sulle labbra di alcuni “scapoloni” non mi convince affatto e francamente fa riflettere e pensare. Diciamocelo onestamente: le nottate d’inverno, a Rocca Massima, sono gelide, lunghe e la solitudine, a volte, le rende ancor più tristi; quindi, ammesso e non concesso che gli autori del “sequestro” siano stati i nostri “zitelloni” in cerca di un po’ di conforto, che sarà mai? Comunque, per quanto scritto, chi si ritiene irreprensibile, scagli pure la prima pietra... calma, si fa per dire! (A.A.)
L’ASSOCIAZIONE “MONS. G. CENTRA” IN “RITIRO” ALLA MENTORELLA
Il 6 novembre l’Associazione “Mons. G. Centra” ha organizzato per i soci e i loro familiari, una gita al santuario della Mentorella, nel comune di Capranica Prenestina(RM). Come ha bene spiegato l’attuale rettore del santuario, padre Adam, si tratta di un luogo, a 1200 m.s.l.m., dove sorse un luogo di culto cristiano fin dal IV secolo d. C., al tempo dell’imperatore Costantino, perché lì tre secoli prima, il Signore si era manifestato ad un ufficiale romano di nome Placido, convertitosi poi al Cristianesimo cambiando anche il nome in Eustachio.
Col tempo fu edificato un convento ed una bella chiesa, affidata ora ai padri resurrezionisti, quasi tutti polacchi. Il luogo fu frequentato dal beato papa Giovanni Paolo II, che vi andò circa trenta volte; anche il Pontefice attuale vi si è recato in visita spirituale. Il luogo è di una bellezza straordinaria e permette di ammirare tutt’intorno panorami eccezionali e una natura sfolgorante di colori specialmente in questo periodo.
I Soci dell’Associazione hanno avuto la possibilità di partecipare alla Messa festiva; poi si sono riuniti in una sala messa a disposizione dal Rettore per ascoltare e discutere in assemblea plenaria alcune comunicazioni del Presidente. Al termine del dibattito è stata votata all’unanimità una annotazione da aggiungere allo Statuto e poi si è proceduto al rinnovamento delle tessere annuali di appartenenza all’Associazione. Il proverbio dice che “tutti i salmi finiscono in gloria” e così è stato anche questa volta. Difatti poco distante, a Guadagnolo, “Peppe” ha accolto gli “affamati” gitanti nel suo ristorante e li ha trattati con cortesia e gentilezza, fornendo un pranzo delle grandi occasioni, di cui tutti sono rimasti entusiasti e... pronti a tornare!
Il tempo è stato propizio e addirittura, dopo una nottata di pioggia battente, è apparso un gradito tiepido sole. Migliore del tempo meteorologico è stato il clima che si è creato tra i soci; non sono mancate le battute, le punzecchiature...sempre fatte col dovuto rispetto, ma segno di grande cordialità. Tappa serale a Palestrina, al Museo Archeologico, che la guida esperta e competente della prof.a Luciana Magini ha fatto apprezzare le bellissime opere esposte anche a molti “profani”.
Per finire possiamo ben dire che è stata una bellissima giornata!