Lo Sperone Novembre 2015
 

SAGRA  DEI  MARRONI
Celebrata  la  X  edizione

La “Sagra dei marroni” di Rocca Massima è un evento interessante e piacevole che si ripete ormai da dieci anni con alcune manifestazioni fisse ed altre realizzate solo per una volta, in genere dalla Associazione, ma talora anche da gruppi di cittadini.  La “sagra” richiede molto personale perché tutto riesca bene: i cittadini offrono il loro aiuto sotto la direzione del  presidente Maurizio Cianfoni, che in molti giorni precedenti la sagra dedica buona parte del suo tempo a preparare tutto, anche nei minimi particolari.

Bisogna tener presente che non si tratta solo di una esposizione e vendita dei marroni raccolti nei boschi di Rocca Massima: questa è la parte principale ma ci sono tante altre cose da prevedere ed organizzare. Si comincia mesi prima contattando i gruppi, le associazioni, persone singole che possono partecipare. Ad esempio:  gli sbandieratori di Cori, il “Vespa club di Pontinia” , “I Turapitto” di Sezze,  i possessori di trattori che fanno la loro sfilata, come pure  il gruppo di camionisti che partecipano  con le loro motrici e strombazzano, senza dimenticare  l’intrattenimento musicale, la cantante e tante  altre cose, nessuna di poca importanza!

La Sagra è iniziata il pomeriggio del 17 ottobre con il raduno di Mezzi militari,  l’esposizione di divise d’epoca e una mostra fotografica di eventi bellici accaduti nel paese e in quelli vicini. Verso sera sono arrivate le prime motrici, che sono interessanti  e,  assieme al rispetto, incutono anche un po’ di timore. Dopo l’intrattenimento musicale del M° Giampiero Gotti, c’è stata la cena in piazza, con l’attrezzatura che è servita anche per il pranzo e la cena della domenica. Ricordare i caduti di guerra è frequente a  Rocca Massima e, domenica 18 ottobre, prima della Messa, si è svolta la cerimonia   al  Monumento con grande partecipazione. Subito dopo è stata celebrata la Messa domenicale nella chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, presenti le autorità, i cittadini e parecchi “turisti”. Finita  la Messa si è formato un corteo composto da autorità,  cittadini,  paggetti, sbandieratori, cavalieri e semplici cittadini. Il corteo  si è diretto verso il Largo Mariani con la fiaccola  dalla quale sono stati poi accesi, arrivati in piazza, i bracieri per la cottura delle castagne. Prima dell’arrivo si è tenuta la piccola cerimonia della apertura della porta che anticamente impediva di accedere al  paese: un ricordo di tempi lontani ma facente parte della storia.

Nella piazza il sindaco Angelo Tomei ha salutato i presenti: i cittadini, gli ospiti, i rappresentanti di altri paesi limitrofi, la rappresentante del Presidente della Regione Lazio, il maresciallo dei Carabinieri di Cori ed ha auspicato amicizia e collaborazione tra paesi, specialmente quelli più vicini. Subito dopo ognuno si è mosso verso casa per il pranzo; molti coloro che hanno approfittato del pranzo proposto dalla “Sagra” e non se ne sono pentiti; naturalmente nel menu non sono mancate le caldarroste… cotte e mangiate.

Il pomeriggio, purtroppo, è stato disturbato dalla pioggia; sia pure con difficoltà, si è cercato di rispettare il programma; così c’è stato lo spettacolo folcloristico de “I Turapitto”, la parte canora della celebre cantante concittadina, nota in molti luoghi d’Italia e chiamata affettuosamente “Brina”. A coloro che in qualche modo si sono impegnati per la buona riuscita  delle manifestazioni è stata consegnata una targa “Amici Sagra dei Marroni 2015”, segno di ringraziamento assai gradito da chi ha lavorato per il Paese, senza pretendere altro. La medesima targa è stata data a coloro che sono stati premiati nel concorso fotografico “Ri…scatta il castagno” Insomma, anche quest’anno la “Sagra dei Marroni” è stata una manifestazione ben preparata e ben riuscita, apprezzata da tutti coloro che in qualche modo hanno partecipato come visitatori, che  sono stati veramente in molti: cittadini, affezionati ammiratori, turisti e curiosi.

Enrico Mattoccia

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CASTAGNE E OLIVE: BENTORNATE!

Il 2015 sarà certamente ricordato come l’anno della “rinascita” delle nostre castagne ma anche come quello della ripresa produttiva delle nostre olive. Per quanto riguarda le castagne, come ben sapete, la causa della penuria di questo buon frutto, tipico dell’autunno, è stata causata dal Cinipide calligeno, un insetto di provenienza cinese che, da oltre dieci anni, ha praticamente infestato tutti i castagneti italiani. Nel 2004, per fronteggiare questo parassita, è stato introdotto gradualmente, a partire dalla Regione Piemonte, il Torymus sinensis, altro insetto parassitoide, naturale antagonista del Cinipide.

Pian piano i risultati si sono fatti vedere e, fortunatamente, il famigerato Cinipide sta per essere debellato. Questa, per sommi capi, è la storia della malattia dei castagneti e su di essa ne sono state scritte di cotte e di crude e, a volte, la mancanza di informazioni è partita proprio dalla stampa. E’ dello scorso 19 ottobre un articolo apparso sul Corriere della Sera che testualmente diceva: “La guerra biologica al Cinipide è cominciata qualche anno fa ed infatti l’insetto antagonista, Torymus, è stato lanciato dagli aerei su quasi tutte le regioni italiane.

Tra le più “bombardate” la Regione Toscana…ecc. ecc.”. Mah, che dire? A volte la fantasia (…o disinformazione?) dei giornalisti non ha limiti! Come oramai ben sappiamo, il Torymus, non è altro che un minuscolo insettino che viene depositato, con molta cautela e da esperti agronomi, sulle foglie dei castagni; ogni flacone contiene circa 200 femmine e 100 maschi, questo perché la riproduzione della specie è molto selettiva e delicata. Ve lo immaginate il Torymus in tuta mimetica che viene paracadutato sui nostri castagneti e, armato di tutto punto, va all’assalto del Cinipide? Beh…qui una bella risata è d’obbligo! Ora torniamo a parlare della stagione castanicola 2015 e facciamo alcune considerazioni riferite proprio a Rocca Massima. Come abbiamo osservato  la nostra produzione è aumentata mediamente di circa il 40% rispetto agli ultimi 3 anni; in quel periodo si era arrivati a cifre intorno allo zero e le castagne sembrava fossero del tutto sparite. Fortunatamente il nostro paese, come del resto anche altri Comuni del Lazio produttori di castagne, è rientrato nel progetto regionale “Torymus” e dal maggio 2012 sono iniziati i così chiamati, “lanci” dell’insetto anti Cinipide.

I tempi prefissati dagli esperti per una crescita della produzione erano stati stimati in circa quattro/cinque anni dal primo lancio e nove/dieci anni per una totale ripresa produttiva. Siamo sulla strada giusta e speriamo che il recupero di quest’anno continui anche nei prossimi. Per concludere il capitolo castagne mi sembra doveroso fare una piccola considerazione sui prezzi che sono stati praticati quest’anno. La contrazione della produzione del 70-80% degli ultimi anni, li aveva fatti crescere in modo esponenziale e le poche castagne (marroni di prima scelta) che si trovavano avevano prezzi quasi proibitivi; si parlava, in alcuni casi, di circa 8 euro al kg. Se negli anni passati questa cifra era da considerare (in parte) giustificata per mancanza di materia prima, i prezzi chiesti quest’anno, da alcuni produttori, sono stati (diciamo) esagerati; con il recupero sostanziale di castagne e per una semplice legge di mercato, i costi dovevano logicamente calmierarsi.

Ovviamente ognuno, nel proprio orticello, è libero di agire come crede ma poi non ci si deve rammaricare se gli acquirenti si sono rivolti altrove perché vi hanno trovato (a parità di prodotto) prezzi più convenienti! Detto ciò ora parliamo del nostro prodotto per eccellenza: l’oliva sia da olio che da tavola. Ricordiamo certamente “l’annus horribilis 2014”, quando la nostra produzione di olive e di conseguenza anche dell’olio extravergine si era ridotta ai minimi termini a causa di un’estate umida e non molto calda che contribuì, in modo esponenziale, al propagarsi della mosca olivicola. Questo insetto prolificò così tanto che a nulla valsero le contromisure antiparassitarie irrorate, senza soluzione di continuità,  dai produttori per salvare le preziose olive. Fu una stagione cosi “magra” che ci fu una sorta di caccia all’olio extravergine e ovviamente il costo lievitò talmente tanto da raggiungere e superare i dieci euro per litro. Quest’anno, con una passata stagione estiva secca e calda, la mosca olearia non ha avuto terreno fertile per proliferare e pertanto non si è diffusa come lo scorso anno e questo a tutto favore di una sostanziale ripresa della produzione di olive; quindi, alla luce dei fatti, ci aspettiamo (…speriamo) una contrazione dei prezzi, soprattutto per l’olio.

Qui è doveroso fare una precisazione: l’olio extravergine di oliva certificato e verificato, come lo è in larga misura il nostro, certamente non potrà mai costare le cifre “irrisorie” che si vedono, sempre più spesso, nei supermercati e cioè circa 3 euro a litro! Coloro che acquistano questo prodotto, pensando di risparmiare, non sanno che, ahimè, stanno consumando un olio che nulla ha che vedere con il buon prodotto italiano. Questo “pseudo” olio il più delle volte viene molito nei frantoi di paesi del nord Africa, con tutte le carenze igenico-sanitarie che possiamo ben immaginare e arriva in Europa in autobotti contenenti una sostanza gialla e densa che tutto sembra meno che olio da tavola.

Questi mezzi entrano dal Portogallo o da altri paesi comunitari (anche  in Italia)  e scaricano il loro maleodorante carico in alcune aziende specializzate del settore che lo lavorano aggiungendovi piccole quantità di olio locale, lo ripuliscono e colorano con sostanze chimiche ed infine, dopo questo “maquillage”, lo classificano e vendono come “olio extravergine di oliva Comunitario” e in Italia addirittura come “olio extravergine di oliva italiano”. Purtroppo questi “trafficoni” non commettono nessun reato perché le attuali normative europee consentono tali “nefandezze”! Quindi occhio: quando si va a fare la spesa bisogna leggere sempre attentamente l’etichetta e non si deve cadere nella trappola del “vantaggioso” prezzo più basso; un olio extravergine “Made in Italy”, per ovvi motivi legati alla conservazione e alla qualità, non potrà mai costare 3 euro per litro ma, molto più ragionevolmente, almeno il doppio.

Inoltre non lasciamoci ingannare dal nome conosciutissimo di alcune aziende del settore perché anche loro sembra siano più o meno invischiate in questa faccenda. Pertanto bisogna che i nostri produttori adottino tutte le misure necessarie in grado di certificare la qualità di un prodotto in modo immediato, dando quindi l’opportunità al cliente consumatore di verificare l’originalità di un prodotto e anche all’azienda di tutelarsi dalla concorrenza sleale e dalla contraffazione. Per concludere possiamo ben dire che la stagione 2015 si sta prospettando, per Rocca Massima, come quella della ripresa della nostra economia agricola e questo a tutto vantaggio per le altre attività ad essa collegate e anche per il rilancio dei nostri prodotti d’eccellenza come le castagne(marroni), le olive (itrana) e, ovviamente, l’ottimo olio extravergine di oliva, però senza dimenticare il binomio: ottima qualità e prezzo equo!

Aurelio Alessandroni

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LECTURA DANTIS

4° incontro con il dantista prof. Aldo Onorati
Lettura e commento del Canto XV del Paradiso
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ROCCA MASSIMA
Chiesa di San Michele Arcangelo
Sabato 14 novembre 2015
Ore 16,30 (subito dopo la Messa)

* L’incontro era stato annunciato per il mese di settembre ma per imprevisti, sorti all’ultimo momento, non si era potuto tenere.

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“BUONUMORE A TEATRO”
festeggia venti anni sulla scena

Sono ben venti anni consecutivi che l’Associazione culturale “Il Corvo”, con il grandissimo ed indispensabile aiuto degli “Amici del Teatro di Cori”, porta sul palcoscenico del teatro Comunale di Cori la rassegna  “Buonumore a teatro”. Venti anni consecutivi,  grazie alla tenacia, volontà e grande amore per il teatro di Tonino Cicinelli, giornalista, autore e regista teatrale, nonché artefice del suo gruppo “Amici del Teatro”, una Compagnia super collaudata che nel 2012 ha festeggiato quaranta anni di teatro. Tonino Cicinelli, pur nelle difficoltà sia economiche che strutturali, ha sempre organizzato calendari teatrali di ottimo livello, facendo convergere a Cori eccellenti Compagnie teatrali, amatoriali provenienti non soltanto dal Lazio, ma da altre Regioni: tutte offrendo temi e recitazioni che non hanno mai fatto invidiare più blasonati professionisti.

Quest’anno, in occasione della ventesima edizione, il cartellone offre spettacoli esilaranti che daranno, al pubblico presente, momenti di vera comicità e sana allegria. Si inizia il 22 novembre con la Compagnia “IL piccolo teatro città di Terracina” che interpreterà  la commedia “Nemici come prima” di Gianni Clementi, un autore moderno che si è fatto apprezzare più volte per la sua verve comica con temi di attualità. Il 20 dicembre torneranno in scena “Gli amici del teatro di Cori” che riproporranno l’ultima commedia scritta da Tonino Cicinelli “Caduto ‘no sasso, crolla la macèra”. La replica è  richiesta da molti, dal momento che in estate, per motivi legati al mondo del lavoro, sono saltate ben tre rappresentazioni di questa commedia, previste  a Rocca Massima, a Cori e a Cisterna.

Il successivo 10 gennaio, 2016 sarà in scena la Compagnia “Quelli che…il teatro” di Nola, gruppo presente più volte nella programmazione corese; verrà presentata la commedia “Artisti di…fame” da Antonio Petito; il gruppo di Mario Arienzo, come sempre, offrirà spunti spassosissimi su cui ridere di vero cuore. Seguirà, il 21 febbraio 2016 il lavoro “Niente suocere tra i piedi” di Salvatore Sottile, recitato dalla compagnia “Gente comune” di Latina; già dal titolo si può supporre l’intrigante comicità del testo. A conclusione della manifestazione e, con festeggiamenti per i venti anni consecutivi di teatro, torneranno in scena “Gli amici del teatro di Cori” per riproporre una commedia rimasta  nel cuore di tutti: “Jo’ tempo de ‘na ota”. Questo lavoro, scritto da Tonino Cicinelli più di venti anni fa, è tuttora attualissimo perché affronta problemi quali l’importanza e l’indispensabilità di una persona anziana, punto di riferimento per tutti  in un vicolo e nell’intero paese; il tormentato rapporto tra due coniugi; il problema di un figlio gay, l’approccio amoroso tra una nostra figlia ed un extracomunitario, temi forti ma che vengono trattati da Tonino  con la maestria e la delicatezza di sempre, il tutto condito da situazioni spassose, esilaranti ma che, nel contempo, offrono spunti di riflessione sulle nostre quotidianità.


Gli spettacoli si tengono sempre di domenica, con inizio alle ore 17,00 e anche quest’anno, per festeggiare i venti anni, è stato lasciato invariato il costo del biglietto a soli sette euro. La prevendita, come di solito, viene effettuata presso la CISL in Piazza Signina, nella Tabaccheria Maciucca e al Bar “Due deca”. Quanti volessero,invece, prenotare per telefono possono chiamare direttamente il responsabile Tonino Cicinelli al numero 3475987660, oppure l’insostituibile Clara Balestra al n.3491752618.
Venite a festeggiare i venti anni di “Buonumore a teatro” e buon divertimento a tutti.(T.C.)

 

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