Lo Sperone Novembre 2012
 

ASSOCIAZIONE “MONS. G. CENTRA”
ROCCA MASSIMA
RINNOVO TESSERE

Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, l’Associazione ha deciso di rinnovare la tessera dei Soci con un incontro che si svolgerà Domenica 11 Novembre 2012 ad Alatri, presso la chiesa di San Paolo sull’Acropoli della città.
Tutti i soci sono invitati a partecipare e, per l’occasione, l’invito è esteso ad amici e simpatizzanti che volessero aderire all’Associazione e condividerne gli scopi e le iniziative.

PROGRAMMA
ore 08,00 - partenza da Rocca Massima in Largo Secondo Mariani.
ore 09,30 - arrivo Alatri dove ci sarà un incontro con conferenza programmatica e, al termine, il rinnovo tessere.
ore 11,00 - possibilità di partecipare alla S. Messa festiva.
ore 12,00 - visita della chiesa e dell’Acropoli con la guida di un membro del Gruppo archeologico di Alatri
ore 13,10 - pranzo in un ristorante della zona
ore 15,30 - visita ad un altro importante monumento del luogo - Shopping per la città
ore 18,00 - partenza per Rocca Massima

La quota di partecipazione è di € 30,00 (per il pranzo e per la guida)
L’Associazione “Mons. G. Centra” metterà a disposizione gratuitamente il Pullman

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la 7a sagra dei marroni
tante bancarelle, tantissima gente ma... pochissime castagne!

Giunta alla sua settima edizione la Sagra dei Marroni di Rocca Massima rappresenta, ormai, un punto di riferimento per coloro che apprezzano il prelibato frutto autunnale: il “marrone rocchigiano”. La castanicoltura, come ben sapete, sta attraversando un periodo di crisi nera dovuta all’infestazione dei castagneti da parte del Cinipide Calligeno, il famigerato insetto cinese che da qualche anno sta rovinando interi boschi coltivati a castagno. Il rimedio, meno male, è stato trovato ed è il suo antagonista naturale, il Torymus Sinensis.

Questo insetto “benigno”, molto lentamente ma efficacemente, sta distruggendo, anno dopo anno, il Cinipide e sta ridando linfa vitale alle piante di castagno. Gli esperti del settore affermano, senza ombra di dubbio che, probabilmente, tra tre-quattro anni il Torymus, se non subirà “disturbi chimici” da parte dell’uomo, avrà senz’altro la meglio e quindi tutti i nostri castagneti ne trarranno beneficio e torneranno a produrre “quasi” a pieno regime. Ma ora veniamo ai “fatti nostri” e parliamo della festa della castagna che si è tenuta lo scorso 13 e 14 ottobre nel nostro Paese. Tutte le manifestazioni che si svolgono all’aperto per riuscire nel migliore dei modi necessitano di condizioni atmosferiche ottimali altrimenti, anche se l’organizzazione mette a disposizione il meglio del meglio, se piove o fa freddo il tutto viene vanificato. Quest’anno c’è mancato poco che un tempo poco clemente ci rovinasse la Sagra; infatti il sabato, proprio nell’ora prevista per l’inaugurazione, è incominciato a piovere ed è continuato per quasi tutto il pomeriggio. Meno male che la domenica un tiepido sole, quasi primaverile, ha “baciato” il nostro paese facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti, soprattutto agli organizzatori.

L’Associazione “La Castagna di Rocca Massima”, presieduta da Maurizio Cianfoni, quest’anno ha messo su un programma di tutto rispetto, pieno di attrattive, bancarelle di ogni tipo, spettacoli vari e con uno stand “mangereccio” molto apprezzato sia dai rocchigiani che dai numerosissimi ospiti che, per la Sagra, sono saliti in Paese. Sabato 13 si è iniziato con la mostra di pittura “Territorio Pontino” presso la chiesa di San Rocco; la prima serata si è conclusa con la cena in piazza a base di prodotti tipici locali, caldarroste e buon vino rosso, il tutto accompagnato dalle canzoni popolari de “I Rugantini”, un bravo e simpatico gruppo folk di Roma. Domenica 14, complice (come detto) il bel tempo, Rocca Massima, sin dalle prime ore del mattino, si è riempita di tanta gente che gioiosa e festante si è riversata in piazza per assistere e partecipare alla Sagra dei Marroni. Verso le 10 c’è stato il raduno delle macchine e moto d’epoca e poi dei trattori condotti dai nostri agricoltori che, per l’occasione, li avevano bardati a festa e con a bordo antichi attrezzi che servivano, un tempo, per la lavorazione nei campi.

Una voltaradunati, tutti insieme hanno sfilato per le vie del paese. Qui mi corre l’obbligo fare un piccolo appunto (spero) costruttivo: non si può concentrare nello stesso tempo e luogo, bancarelle in entrambi i lati delle strade, auto, moto e trattori ai quali si sono aggiunti, inevitabilmente, i mezzi dei tanti gitanti che arrivavano in paese per assistere alla Sagra e che giravano e rigiravano, spazientiti e incavolati, alla ricerca di un parcheggio… introvabile! Infine, tanto per non farci mancare nulla, a Rocca Massima, è transitata (intorno alle 11) una corsa ciclistica amatoriale a carattere Regionale; vi lascio immaginare cosa è accaduto in Largo Secondo Mariani in quei momenti caotici e senza un adeguato controllo . Stiamo bene attenti e che serva da lezione per la prossima edizione perché il voler far tutto in una sola volta e concentrato in così poco spazio, può generare, poi, un inaspettato e controproducente effetto “boomerang”! Per fortuna la festa, dopo aver superato l’intasamento, è continuata e tutto è andato per il meglio.

Abbiamo visto il corteo in costume medievale per le vie del centro storico con gli “Sbandieratori dei Rioni” di Cori (LT) e loro spettacolare esibizione con la bandiere; abbiamo assistito all’accensione del braciere da parte del Sindaco che ha dato così  inizio ufficialmente alla “7a Sagra dei Marroni”; ci siamo divertiti nel vedere ed ascoltare l’esibizione del gruppo folkloristico “I Turapitto” di Sezze (LT); abbiamo partecipato e giocato molto volentieri alla “riffa” che hanno allestito i nostri ragazzi facenti parte del “Gruppo Giovani Rocca Massima” con la quale hanno ricavato qualcosa che utilizzeranno per future attività. Bravi! Abbiamo, inoltre, ammirato le belle foto presentate al concorso “Ri…scatta il  castagno” e ascoltato la splendida voce della “nostra” Sabrina che ci ha deliziato per tutto il pomeriggio fino a sera; e poi abbiamo mangiato bene, bevuto e… ribevuto sino a tardi. Tutti contenti? Ma le “festeggiate” cioè le castagne dove erano e chi l’ha viste? Rispondo: tutti contenti e felici per la riuscitissima e bella festa ma, per quanto riguarda le castagneche dire? Erano veramente poche, la stagione castanicola 2012 è  stata un vero disastro!

La produzione è scesa, rispetto allo scorso anno, addirittura del 60%! A questo bisogna togliere il “guasto” cioè le castagne bacate o con qualche imperfezione che sono state circa il 60% del raccolto! Il conto è presto fatto: su un quintale di prodotto, di castagne buone e di prima qualità ne sono restate appena 40 kg; questa è stata la triste e dura realtà! Se si continua con questo andazzo va a finire che si faranno le Sagre con i marroni non esposti in bancarelle ma, purtroppo, mostrati solo… in fotografia! Coraggio non abbattiamoci, esorto tutti ad essere ottimisti e vedrete che, tra qualche anno, la stagione castanicola del 2012 sarà solo un brutto ricordo e magari, chissà, nella “10° Sagra dei Marroni” di Rocca Massima (nell’anno 2015) si potranno vedere tante bancarelle stracolme di prelibati marroni al posto di quelle di quest’anno che ci hanno fatto vedere solamente venditori di pappagalli, conigli, stoffe, souvenir, piatti e suppellettili, hamburger, patatine, articoli da regalo, oggettistiche varie… insomma un “Gran Bazar” fornito di tutto e di più però mancava (ahimè) la…“regina della festa”! Per concludere debbo veramente ringraziare, per lo spirito di sacrificio e la passione, tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita di questa bella festa.

A parte qualche intoppo “correggibile”, ci hanno veramente regalato un bellissimo fine settimana autunnale con clima primaverile non solo dal punto di vista meteorologico. Arrivederci a tutti ad ottobre 2013 per l’ottava edizione della “Sagra dei Marroni” con la viva speranza che ci siano tante castagne!

Aurelio Alessandroni

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ROCCA MASSIMA
via della Femmina Morta, ma che bel... “look variegato”!

Osservare, a fine ottobre, tutti i nostri anziani affacciati al loggione degli “Alberetti” è quantomeno  inusuale perché in questo periodo sono  soliti sostare sotto gli Speroni a riscaldarsi alla “sperella”. Ma, come tutti abbiamo ampiamente constatato, ha fatto un’ottobrata decisamente calda, un caldo quasi estivo e quindi la migrazione dei ostri “vecchi colombacci” è stata inevitabilmente ritardata. Tutti loro, comunque, hanno trovato il modo, per passare il tempo, di osservare e commentare i lavori di  rifacimento di via della Femmina Morta: la stradina che passa sotto il muro di Largo Secondo Mariani. Già varie volte erano stati fatti lavori in quella strada e tutte le volte la staccionata che la delimita nel tratto inferiore ha avuto un’ “impronta personalizzata” da parte delle Amministrazioni Comunali.

Si iniziò, con il primo tratto, quando era il periodo che andavano di “moda” i muretti in mattoni con tubolari in ferro; si passò poi a quello con il guardrail tipo stradale (vedi il secondo tratto), per giungere, qualche anno fa, all’era del cemento armato (vedi muretto del terzo tratto). Ora siamo diventati tutti un po’ più ecologisti, ambientalisti, insomma rispettosi del paesaggio che ci circonda ed è forse per questo motivo che l’attuale Amministrazione ha pensato bene di rifare la rimanente staccionata con paletti in legno del tipo “american ranch”. Logicamente la strada, tanto per rimanere in tema naturalistico, è stata interamente (pensate)… “cementata” in modo da renderla transitabile anche ai mezzi meccanici.

Tutto sommato può anche andare bene: potrebbe essere un’alternativa al traffico in caso di feste o nel periodo estivo ma, vista la larghezza, sarà probabilmente accessibile soltanto alle auto di piccola-media cilindrata o alle moto. Inoltre può essere utilizzata senz’altro per accedere, con automezzi, al sottostante campetto di calcetto. Gli anziani,dopo un’ attenta e ponderata osservazione, hanno  decretato una parziale  bocciatura dell’opera perché, secondo loro, non è stato costruito un cordolo in cemento di circa 20 cm. nella parte sottostante il muro di via Trieste. Con una sorta di mini sondaggio, all’unanimità, hanno previsto che quando ci sarà il prossimo acquazzone di una certa entità, tutta la terra dell’orticello superiore verrà a valle e la fanghiglia coprirà il cemento. Vedremo se i “vecchi saggi” avranno avuto ragione; intanto godiamoci il “look variegato” di via della Femmina Morta.

Ogni commento ormai è superfluo perché, non l’arrivo dei primi freddi, i “vecchi colombacci” sono ormai migrati agli Speroni e sotto al mitico “lucino” (sede storica di commenti ed esternazioni varie) è rimasto, incurante della “canizza” foriera della stagione invernale ormai alle porte, solamente qualche temerario “borbottone”.

(A.A.)

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VELLETRI
Premiati i ragazzi dell’Istituto Paritario “Maestre Pie Venerini”

Il 25 ottobre a Velletri, l’Associazione Culturale “Mons. G. Centra”, che organizza il “Premio Goccia d’Oro” ha dato inizio alla premiazione dei ragazzi che sono stati assai numerosi come sempre. Difatti sono pervenute 237 poesie da 20 scuole. La Commissione giudicatrice ha individuato le dieci migliori poesie che sono state premiate il 12  agosto, assieme agli adulti, in occasione della cerimonia del decennale del Premio, mentre gli autori delle altre poesie segnalate vengono premiati nelle loro scuole. Si è cominciato con la Scuola Paritaria “Maestre Pie Venerini” di Velletri.

Ecco i premiati: Chiara della Rocca con la poesia “Il Vento” è entrata nel gruppo dei dieci vincitori. Sono stati premiati con pubblicazione della poesia, attestato di merito, medaglia, catalogo del Premio: M. Beatrice Curci (“Per la mamma”), Michela Marinelli (“La natura”), Ilaria Vidili (“Amore e pace”), Denis Cartin (“Evviva la vita”), Marta Boi (“La natura”), Camelia Ignat (“E’ primavera”). Tutti gli altri partecipanti hanno avuto l’attestato di partecipazione e il Catalogo del Premio. I ragazzi si sono riuniti in un’aula e la cerimonia, semplice e cordiale, è stata presieduta dalla coordinatrice didattica Suor Maria Pia e dalla collaboratrice ed insegnante Michela Mattoccia; le altre Insegnanti sono rimaste in classe con gli altri ragazzi per non interrompere le lezioni, però hanno collaborato al momento opportuno per far partecipare i ragazzi; le ringraziamo: Gabriella Guarnieri, Emanuela Proietti Farinelli, Alessandra Giovagnoli, Lorena D’Achille, Silvia Pompei, Arianna Zuccaro, Katiuscia De Luzi. I ragazzi sono stati molto contenti e si sono dimostrati assai educati; tutti sono tornati nelle classi col proposito di scrivere poesie ancora più belle per partecipare al Premio 2013.

(E.M.)

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ROCCA MASSIMA
“Diamond Style” all’EcoRally San Marino - Città del Vaticano

Nel fine settimana del 13 e 14 ottobre si è svolta la 7° edizione dell’Ecorally e la 4° edizione  ell’Ecorally Press,  gare di regolarità che da San Marino hanno attraversato l’Italia fino a Roma. L’arrivo è avvenuto in Piazza San Pietro, sotto il colonnato del Bernini, dove tutti i partecipanti hanno atteso il saluto del Papa durante l’Angelus domenicale. Tra le 31 vetture iscritte alla partenza spiccava la Chevrolet Cruze 5p Gpl dello Studio Diamond Style di Rocca Massima, con a bordo Valerio Conti e Chiara Caravà il primo come pilota e la seconda, iscritta all’Ecorally Press, ovvero la gara riservata agli addetti stampa e comunicazione, in qualità di “copilotessa”.

Il piazzamento totale dell’equipaggio Chevrolet / Diamond Style è stato il 13° posto assoluto e 6° di categoria. Un ottimo risultato, questo, considerando che,  essendo la gara valida per il Campionato del Mondo FIA Alternative Energies CUP, il “nostro” equipaggio ha dovuto opporsi a molti professionisti del settore. Il rally consisteva nell’attraversare determinate tappe in un tempo ben stabilito, cercando di non effettuare neanche un centesimo di ritardo o di anticipo infatti, per ogni centesimo di secondo di scarto, si andava incontro ad un punto di penalità. chi al termine della gara aveva totalizzato meno penalità, è risultato vincitore. La Chevrolet Cruze è riuscita ad affrontare i ben 27 passaggi sui pressostati (i dispositivi che consentono la rilevazione dei tempi) e i 507 km che hanno portato l’equipaggio fino al Vaticano, senza fatica transitando sulle singole tappe con soli 9 centesimi di scarto.

Il tragitto, variegato e ricco di tratti in salita, autostrada, passaggi in città e centri storici, prevedeva anche tre tratti, ciascuno di circa 12 km, in cui i partecipanti dovevano mantenere una media oraria imposta: il primo tratto si svolgeva a 47 km/h su una lunga salita con molti tornanti; il secondo era un passaggio su una strada sterrata, già scelta per numerosi rally sportivi, a 48 km/h; il terzo ed ultimo si svolgeva su un lungo rettilineo a 49 km/h. La Chevrolet Cruze ha brillato in regolarità grazie ad un’ottima maneggevolezza e guidabilità in ogni situazione stradale e condizione climatica; infatti, parte della gara, si è svolta sotto la pioggia. Lo “Studio” ringrazia Chevrolet Italia e l’organizzazione dell’Ecorally per la perfetta riuscita dell’evento.

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