Lo Sperone Ottobre 2015
 

STAGIONE CASTANICOLA 2015
finalmente si rivedono le castagne, ma…

Eccoci arrivati ad ottobre, il mese autunnale per antonomasia! I boschi incominciano a regalarci un tripudio di colori meravigliosi e la natura elargisce i suoi frutti tipici del momento: l’uva e le castagne. Quando la vendemmia incomincia a segnare il passo e le botti sono state colmate col gustoso nettare del dio Bacco, un’altra squisitezza si mostra sui nostri boschi: la castagna, in tutte le sue varietà. Questo prelibato frutto, ahimè, da qualche anno era praticamente quasi scomparso dalle nostre tavole ma soprattutto dalle nostre “padelle bucate” e questo a causa del famigerato Cinipide, l’insetto cinese “distruttore” di castagneti.

Quest’anno le cose dovrebbero andare un po’ meglio ed infatti, con la raccolta delle castagne ormai alle porte, ci sembra doveroso fare un breve bilancio dopo quattro anni di “lanci” del Torymus, l’insetto benevolo antagonista e sterminatore del Cinipide. Infatti, nella nostra zona, i castagneti si stanno indubbiamente riprendendo, il fogliame è più vegeto, i “cardi” sono molto più numerosi e il Cinipide incomincia, finalmente, a segnare il passo. Tutto questo ci rende molto speranzosi per un incremento della raccolta che, rispetto allo scorso anno, potrebbe arrivare al 40% in più. Obiettivamente bisogna dire che, se tutto va bene, ci vogliono ancora altri 4-5 anni per tornare alla normalità. In Piemonte, la prima regione ad essere attaccata dal Cinipide nel 2003-2004, quest’anno la produzione, stimata, dovrebbe attestarsi al 90%, quindi dopo circa 10 anni dal primo lancio del Torymus stanno tornando praticamente alla normale produzione.

Detto ciò bisogna ricordare che anche un altro “distruttore” del Cinipide ci ha dato una mano: lo Gnomoniopsis, una spora di fungo, tipico del castagno, che ha contribuito a far seccare le galle(nidi) del Cinipide. Però, tale fungo, se da una parte ci ha dato una mano, dall’altra ci ha un po’ fregato; questo perché i suoi batteri hanno fatto marcire all’interno molte castagne che sono risultate esser belle fuori ma marce dentro! Certamente lo Gnomoniopsis, anche per questa stagione, potrebbe essere ancora presente ma, man mano andrà a ridursi fino a scomparire definitivamente con il soccombere del Cinipide. Ricordiamo che questo fungo è stato sempre presente sulla corteccia dei castagni: è praticamente una sorta di anticorpo a difesa della pianta che si è “acceso” quando è arrivato il Cinipide. Alcuni studi fatti dall’amico Cav. Ferruccio Schiavella di Segni(RM), coadiuvato dal Prof. Angelo Bini di Vallerano(VT), hanno appurato che le spore di questo fungo, invisibili ad occhio nudo, anche se hanno quasi del tutto abbandonato i tronchi dei castagni, sono ancora presenti nel terreno sottostante e, alla luce dei fatti, consigliano, per chi lo può fare, di non lasciare le castagne mature al suolo per più di tre/quattro giorni, questo perché le spore potrebbero “attaccare” la castagna a terra facendola marcire all’interno.

Ci risulta che alcuni grossi produttori stanno mettendo sotto le piante dei teli per evitare che le castagne, che cadono,  vengano a contatto diretto con il suolo. Qui va a finire che ora, dopo le olive, ci tocca comprare anche i “balluni” per la raccolta delle castagne, mah…! Comunque non è il caso di allarmarsi ulteriormente perché, da una verifica fatta da esperti del settore, le castagne marce risulterebbero essere pochi “pezzi” per quintale, la percentuale si aggira intorno all’ 8-10% e, visti i tempi, la cosa(credo) sia più che accettabile! Abbiamo un’ultima informazione che, però, va assolutamente verificata e confermata: Si vocifera, negli ambienti castanicoli, che il costo dei marroni “alla mano” dovrebbe aggirarsi intorno ai 160/180 euro/quintale, mentre per la prima scelta(quelli “capati”) il prezzo dovrebbe oscillare tra 450/500euro/quintale. Logicamente questi prezzi sono indicativi e sono sempre riferiti al rapporto pezzatura/qualità, ovviamente! Per concludere possiamo affermare che, comunque vada, le castagne stanno ricomparendo e questo per la gioia, in primis, dei produttori e poi anche per i consumatori che amano gustare questo prelibato frutto autunnale. Allora vi comunichiamo che  sabato 17 e domenica 18 ci sarà la decima edizione della “Sagra del Marrone” organizzata dall’Associazione “La Castagna di Rocca Massima”. Saranno due giorni dedicati al divertimento, allo spettacolo, al folklore e ovviamente alla buona cucina locale dove non mancheranno assolutamente i nostri prelibati marroni. Il programma della Sagra lo potrete leggere nella pagina accanto. Quindi vi invitiamo a salire su a Rocca Massima numerosi come sempre, vi aspettiamo!

Aurelio Alessandroni

 

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PELLEGRINAGGIO A GENAZZANO

L’otto settembre, l’associazione “Mons. G. Centra”, come ormai è tradizione, ha organizzato il pellegrinaggio alla Madonna di Genazzano. Ovviamente lo scopo principale è stato quello di venerare la Madonna nel famoso santuario, ma anche quello di continuare una tradizione dei nostri avi, i quali, con grande sacrificio, a piedi all’andata e al ritorno, con una parte di percorso anche di notte, tutti gli anni facevano tale pellegrinaggio. Il fatto che attualmente si vada in pullman non toglie nulla alla devozione delle persone di Rocca Massima tutta, compresi i fedeli delle varie Contrade.  Quest’anno la visita a Genazzano ha avuto un carattere particolare: nello stesso giorno i partecipanti hanno avuto la possibilità di visitare due  Santuari e di partecipare a tre messe: Galloro,  Genazzano e a Rocca Massima, come è usanza, al ritorno dal pellegrinaggio.

La Messa al Santuario della Madonna di Galloro si è celebrata nella chiesa progettata da Gian Lorenzo Bernini e costruita tra il 1624 e il 1633. Alla bellezza architettonica si deve unire anche il fatto che la chiesa è molto frequentata dai fedeli di Ariccia (Galloro è la località precisa dove si trova il santuario), ma anche dai fedeli dei Castelli Romani e perfino di Roma. La Madonna è molto venerata  ed è festeggiata con tre feste solenni: la seconda domenica di ottobre, 8 dicembre e il giorno di Pentecoste. I nostri pellegrini sono stati presenti perché invitati ufficialmente dal Parroco e dai Padri Gesuiti dell’istituto adiacente, perché la funzione sacra è stata contemporaneamente diffusa da un’emittente televisiva(TV2000). Belli i canti, eseguiti dagli studenti del collegio vicino; apprezzabile la partecipazione devota di tutti i presenti.

A Genazzano siamo arrivati in tempo giusto per la Messa solenne; abbiamo fatto la solita, ammirata, breve processione con lo “stannardino” e poi abbiamo occupato i pochi posti liberi nella chiesa del Santuario. La Messa è stata celebrata da mons. Domenico Segalini, vescovo di  Palestrina, da cui dipende Genazzano che, prima della Messa, ha salutato i pellegrini della nostra associazione. Commoventi gli atteggiamenti e la devozione dei presenti. All’ora di pranzo abbiamo raggiunto il ristorante “La Rocca dei Briganti” molto conosciuto e apprezzato che si trova  in contrada “Canalicchi”,  ovviamente ci ha trattati benissimo, un pranzo da…Re!.

Alla fine del pranzo ci siamo rimessi sul pullman alla volta di Rocca Massima e, giunti in Paese, assieme a diverse persone, siamo andati in processione dalla Piazza  fino alla Madonnella. Come si è fatto nelle altre chiese, si è cantato con la partecipazione di tutti, specialmente delle donne. Il nostro Parroco Don Fedele che ci ha accompagnati tutta la giornata, alla fine ha voluto ringraziare tutti, lodando la serietà e la devozione delle persone e anche la nostra Associazione che da 15 anni organizza il pellegrinaggio. Sicuramente, se ce ne fosse stato bisogno, la giornata trascorsa con noi gli ha fatto toccare con mano che la fedeltà e la partecipazione abitano tra le persone di Rocca Massima, e la religiosità è al primo posto.

 

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Risate sotto le stelle

Sono sicurissimo che pochissimi di voi sanno che a Gorga(RM), a due passi da noi, c’è un attrezzato osservatorio astronomico con annesso un planetario; fino a un paio di mesi fa neppure io lo sapevo; me ne ha parlato per la prima volta l’ingegner Andrea Dan in una conversazione agli Alberetti. Egli conosce molto bene la struttura perché lavora proprio nel campo della strumentazione necessaria all’osservazione astronomica ed è in contatto con l’associazione che gestisce l’osservatorio di Gorga. In quell’occasione gli ho chiesto se poteva organizzare la visita per un gruppetto della nostra Associazione. Si è attivato subito e così la sera del 19 settembre  un bel gruppetto ci siamo radunati agli Alberetti, ci siamo organizzati con le macchine e siamo partiti per Gorga che abbiamo raggiunto in poco più di mezz’ora.

Però, non siamo andati subito all’osservatorio perché avevamo prenotato per mangiare una pizza insieme dalla signora Tiziana che gestisce un simpatico locale ricavato da un vecchio frantoio (la macina in pietra, le presse e altre attrezzature fanno parte dell’arredamento). Siamo stati benissimo non solo per la buona cucina e il buon vino ma anche per la piega che ha preso la serata. Vicino alla nostra tavolata c’era un gruppetto di Bersaglieri in congedo del nord Italia con le loro famiglie che erano venuti a Roma per un raduno nazionale organizzato in occasione dell’anniversario della breccia di Porta Pia. La simpatia che suscita questo corpo è nota, per cui dopo pochi minuti, abbiamo subito familiarizzato con loro e un intenso e vivace scambio di battute ha rallegrato la serata; naturalmente non ci siamo fatta sfuggire l’occasione per farci qualche foto con i loro magnifici cappelli piumati.


Salutati a malincuore i Bersaglieri, siamo andati all’osservatorio dove abbiamo partecipato ad una conferenza sulla luna perché, a Gorga come in ogni osservatorio, il 19 si è celebrata la  “Notte della luna”, una iniziativa promossa a livello mondiale da numerose organizzazioni, enti di ricerca, e scienziati tra i quali la NASA. Terminata la conferenza siamo saliti all’osservatorio per vedere direttamente alcuni pianeti e stelle ma siamo stati poco fortunati: nel cielo si muovevano con una certa velocità numerose nuvole che spesso e volentieri oscuravano la stella su cui era puntato il cannocchiale. Il fatto di riposizionare spesso il cannocchiale ha comportato un prolungamento del tempo per cui si è fatto molto tardi e, complice anche il maltempo che si annunciava con fulmini in lontananza, più di qualcuno ha cominciato a manifestare il desiderio di ritornare subito a casa. Siccome ognuno era legato all’altro per la macchina anche chi avrebbe fatto tranquillamente tardi ha dovuto, per giocoforza, rinunciare al successivo appuntamento al planetario. E’ stato un vero peccato. Bisognerà riandarci perché ne vale veramente la pena; sicuramente l’ingegner Dan non avrà difficoltà ad organizzare una nuova spedizione; intanto lo ringraziamo per la collaborazione di questa volta. 


Remo Del Ferraro

 

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A Cori il seminario tecnico del Capol

Venerdì 25 Settembre 2015, alle ore 16:00, nell’affascinante cornice dell’ottocentesco Casale Stoza-Agriturismo Cincinnato, si è tenuto il seminario tecnico “Tecnologie di lavorazione delle olive in frantoio. Rese di estrazione e qualità dell’olio”. Questo convegno ha riguardato le buone prassi per la produzione di olio extravergine di oliva di qualità ed è stato organizzato dall’Associazione CAPOL (Centro Assaggiatori produzioni Olivicole di Latina) con la partecipazione dell’ASPOL (Associazione Provinciale Produttori Olivicoli di Latina) e della Cooperativa Agricola Cincinnato.

Alle porte dell’imminente nuova campagna olearia, questa è stata un’occasione di confronto ed arricchimento per gli operatori del territorio che investono sul miglioramento del prodotto finale, la cui qualità è fortemente influenzata dalla tecnologica di trasformazione.  Numerosi studi e ricerche confermano che il momento della trasformazione può incidere per circa il 60% sulla qualità del prodotto. La qualità dell’olio extra vergine d’oliva la fa non solo l’oliva, ma anche il frantoio. Se l’impatto della varietà è determinante nel dare l’impronta organolettica e chimica dell’extra vergine, la tecnologia può allo stesso modo fare molto per modificare il profilo dell’olio, rendendolo più armonico o più aggressivo.

Nel corso dell’incontro si è proceduto alla consegna degli attestati (formazione di 2° livello) ai nuovi assaggiatori CAPOL che permetteranno loro di iscriversi all’Elenco nazionale dei tecnici ed esperti assaggiatori di oli di oliva vergine. A seguire, c’è stata una cena a tema “La disfida: Itrana contro la Tonda iblea”. (M.C.)

 

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