Lo Sperone Settembre 2016
 

L’Associazione in lutto, ma solidale!

L’Associazione Culturale “Mons. Giuseppe Centra” è vicina alle persone dei luoghi colpiti dal terribile terremoto che, lo scorso 24 agosto, ha devastato molti Comuni dell’Italia Centrale. Partecipa al loro dolore e alle loro difficoltà; ricorda con carità cristiana e affetto fraterno le persone defunte; augura ai superstiti di potersi riprendere al più presto, con la viva speranza che possano tornare a vivere giorni sereni e felici.

Il Direttivo dell’Associazione ha deliberato d’urgenza un documento nel quale si specifica che provvederà ad inviare, attraverso i canali ufficiali e secondo le proprie possibilità, aiuti concreti ai fratelli così duramente colpiti dal sisma.  

 

PERCHE’, MADRE TERRA?

Papa Francesco ci insegna con insistenza a rispettare e amare la natura; San Francesco ci ha lasciato la lode della “madre Terra” e tutti ci siamo (più o meno) convinti del rispetto e salvaguardia della Terra e la ringraziamo perché ci dà “sostentamento”.  Ma tu, madre Terra, perché ci uccidi e ti comporti da matrigna proprio nelle terre predilette da San Francesco? Dove c’è più amore e rispetto per la Natura, essa sembra rispondere con odio, vendetta, indifferenza; allora viene spontaneo dare ragione a Leopardi quando considera la Natura ostile all’uomo! Ma forse la terra soffre insieme all’uomo, nel suo lentissimo vagare, curvarsi, spezzarsi, scomporre e comporre continenti, soggetta a leggi superiori. Anche noi ci sentiamo dominati da forze distruttive, incontrollabili, come la Terra. Forse anche la Terra è erede di una colpa originale e attraverso la morte cammina verso la trasfigurazione.

Intanto bisogna convivere con la sua e la nostra distruzione. Inutile farci domande: è così e basta! Che fare? Convivere con la Terra e il suo terribile “respiro”, come gli esperti chiamano i terremoti, proteggerci in tempo, perché i tempi della Terra non sono i tempi dell’uomo. Allora che fare? Convivere con gli abitanti della Terra, come gli Italiani hanno dato prova in questi giorni terribili; però sempre, non solo nella sciagura!

Nel poemetto “Il portico del mistero della seconda virtù” lo scrittore francese Charles Peguny(1873-1914) elogia la speranza “sorella” minore della fede e della carità. La speranza è la più piccola, la più fragile, ma la più umana delle tre virtù. E’virtù tipicamente umana, perché oscilla tra il tempo e l’eternità, tra la razionalità e l’irrazionalità, tra l’evidenza e l’utopia. La speranza è prudente, ma anche audace, solidale, ma anche personale. Leggevo che un abitante di Pescara Del Tronto si vergognava di essere un sopravvissuto e si domandava: Perchè? La speranza spera contro se stessa; la speranza sostiene la carità; la speranza risplende della fede e non si interroga mai. La “nostra madre Terra” è così e basta!

Anche essa soffre e va, chi sa dove! Alla speranza il compito di  guidare la Terra e l’uomo in un porto più sicuro. A quell’uomo vergognoso tra i vivi, a quegli occhi di bimbi sperduti nel vuoto il compito di testimoniare che la speranza, la vita, vincano sempre sul dolore e sulla morte!

Virginio Mattoccia

 

Per nonna Antonina son 103…ma non per tutti!

Questa volta nella nostra rubrichetta, che pubblica momenti di gioia e felicità dei nostri lettori, abbiamo  una graditissima ospite, eccezionale veramente: Antonina Liberati, la nonna di Rocca Massima! Pensate che la “nostra”  nonna  lo scorso 23 agosto ha compiuto ben 103 anni, dico: centotre! Nata a Rocca Massima ha sempre vissuto in paese ed era sposata con Alberto Alessandroni detto “Riccetto” dal quale è rimasta vedova da oltre 30 anni; hanno avuto tre figli: Franca (vedova di Umberto Del Ferraro), Gabriella (sposata con Mario Cherubini) ed Almerindo (sposato con Paola Paoletti).

Sempre operosa con l’indole della negoziazione nel proprio “dna”, è stata sempre presente e partecipe nelle varie attività commerciali prima del marito e poi dei figli. Nonna Antonina è ancora lucida ed autosufficiente e anche se la vista gli incomincia un po’ a “calare”, non disdegna, di quando in quando, di preparare, con le proprie mani, delle ottime fettuccine all’uovo, molto apprezzate da tutti i parenti ma non solo.

Attualmente abita nella sua bella casetta in Via Delle Croci, adiacente a quella del figlio Almerindo e della nuora Paola; ma tutti i figli, i nipoti, i parenti e i vicini quotidianamente passano a salutarla. A Rocca Massima non si ricorda, a memoria d’uomo, una persona cosi longeva e in apprezzabile salute sia mentale che fisica. Il giorno del suo compleanno nonna Antonina ha voluto festeggiarlo insieme a tutti i suoi famigliari che tramite il nostro giornale le fanno tantissimi auguri per ancora molti compleanni da trascorrere insieme, senza porre limiti alla divina provvidenza. Nella foto posa sorridente con la sua piccola pronipote, la bellissima Benedetta; pensate tra bisnonna e pronipote la differenza d’età è calcolata in…secoli!  La nostra redazione insieme a tutti gli abitanti di Rocca Massima augurano a nonna Antonina tanta felicità e ogni bene!

(A.A.)

 

PREMIO GOCCIA D’ORO
Una manifestazione speciale

La nostra Associazione, ogni tanto fa conoscere al pubblico il suo lavoro e le sue iniziative; l’ultimo evento importante e ben riuscito è stato senza dubbio il XIV “Premio Goccia d’Oro” il 31 luglio scorso, tenuto a Rocca Massima nel comunale “Parco della Memoria”. Sono stati premiati gli adulti e i ragazzi che hanno partecipato  inviando delle poesie, giudicate poi da persone competenti.

Mentre ringrazio ancora una volta le autorità intervenute,  i soci e gli amici che hanno partecipato alla buona riuscita della manifestazione e gli “amici curiosi” che erano presenti, voglio attirare l’attenzione sul complesso della cerimonia che, a detta di molti,  è riuscita un piccolo capolavoro. Non è una vanità, alla quale non siamo abituati in Associazione, ma il racconto di quanto i presenti hanno visto e sentito ed è stato captato da Soci ed Amici presenti.

Sia per l’organizzazione  che per la precisione e  sveltezza, “gli attori” sono stati davvero eccezionali, come se già avessero partecipato molte volte; nessun intoppo, nessuna dimenticanza, nessun errore nel presentarsi sulla scena: una precisione perfetta che ha evitato anche la lunghezza del tempo della cerimonia. La distribuzione dei premi  e la lettura delle poesie sono state affidate alle professoresse Luciana Magini e Patrizia Audino; un plauso anche alla conduttrice Fabiola Sambucci, veterana della manifestazione..

La cerimonia è stata arricchita da due intervalli canori  delle cantanti Noemi Pogliani e Sabrina Brodosi, dirette e accompagnate al piano dal Maestro Giovanni Monti: tutto preciso e ben attuato! La bravura al piano del M° Monti e le splendide voci delle due cantanti hanno reso la serata, già di per sé bella, eccezionale!

Gli spettatori si sono dimostrati molto interessati, anche coloro che non avevano persone premiate. Insomma, precisione, preparazione, liste di nomi preparate prima, premi e attestati pronti con i nomi dei destinatari ben scritti, attenzione anche alle più piccole cose, tutto è stato tenuto presente e preparato per  una cerimonia veloce, semplice  ma  precisa  e ritenuta bella e interessante da tutti. Gli ospiti alla fine della cerimonia sono stati invitati ad un buffet molto gradito e ottimamente preparato dalla “Locanda dell’Arcangelo” di Rocca Massima.  A questo punto è doveroso ringraziare anche tutti gli altri ristoranti e pizzerie di Rocca Massima e del circondario che hanno collaborato con il Premio Goccia d’Oro: ristorante “La Taverna dei Doria” di Rocca Massima; ristorante/pizzeria “La Taverna dei Briganti” di Rocca Massima; ristorante/pizzeria “Montano del Principe” di Rocca Massima; pizzeria “PizzaMania” di Rocca Massima; pizzeria “L’Infinito” di Rocca Massima; ristorante/pizzeria “Pinocchio” loc. Tinello di Rocca Massima; pizzeria “Le Contrade” Boschetto di Rocca Massima; ristorante/pizzeria “Tre Più” di Giulianello; ristorante/pizzeria “Mastrella” di Lariano; ristorante/pizzeria “Il Bersagliere” di Lariano; ristorante/pizzeria “Il Nespolo d’Oro” di Lariano; ristorante/pizzeria “La Baracca” di Giulianello. A tutti ancora un grazie di cuore!  

Penso che sia lecito e giusto aggiungere che la manifestazione è un vanto anche per il paese di Rocca Massima, dove l’Associazione è nata ed ha la sua sede già da alcuni lustri.

Enrico Mattoccia
(Presidente Ass.ne G. Centra)

 
 

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