Lo Sperone Agosto 2015
 

GALLERIA FOTOGRAFICA - PREMIO “GOCCIA D’ORO” 2015

Lo scorso 9 di agosto, per la serata finale della XIII edizione del Premio Goccia d'Oro, eravate circa 350: molti di voi comodamente seduti nelle gradinate del Parco della Memoria ad altri, ahimè, gli è toccato stare in piedi. Alla fine avete manifestato grande soddisfazione sia per le bellissime poesie che del nostro lavoro! Il vostro gradimento è il "super propellente" che ci consente di continuare la nostra missione culturale a favore della comunità. Grazie ancora ed arrivederci al prossimo anno!

Foto Premio Goccia d'Oro 2015

 

 

PREMIO “GOCCIA D’ORO” 2015

Carissimi lettori de “Lo Sperone”, Domenica 9 agosto a Rocca Massima, alle ore 21, nel “Parco della Memoria” l’associazione “Mons. G. Centra”  premierà  i ragazzi e gli adulti che hanno partecipato al concorso “Goccia d’oro 2015”. Si tratta di un concorso che è al suo tredicesimo anno  ed ha un grande gruppo di partecipanti, soprattutto  ragazzi delle scuole sparse in vari luoghi d’Italia. Ovviamente non potranno essere tutti presenti; ci saranno gli adulti e i ragazzi autori delle 16 poesie più belle, scelte dalle giurie, composte da persone competenti, molte delle quali scrivono e pubblicano poesie.

Per l’Associazione è un traguardo importante, il punto di arrivo di un lungo lavoro che si è svolto specialmente nelle scuole  e i cui risultati sono nel libretto  in cui sono riportate le poesie migliori;  tale libretto   sarà disponibile nel corso della cerimonia  del 9  agosto.

L’evento si svolgerà a Rocca Massima ma non si fermerà nel paese perché coinvolgerà anche persone  lontane, legate ai ragazzi  e alla Associazione soprattutto tramite “Lo Sperone”. I ragazzi sono certamente i più entusiasti e sono quelli che dal lavoro svolto riceveranno maggiori benefici; il primo dei quali è imparare  a scrivere meglio in italiano.  Anche gli adulti  avranno le loro poesie  provenienti da varie  parti d’Italia:  sono riportate all’inizio del libretto, prima delle poesie dei ragazzi. Lo stesso paese di Rocca Massima ne trarrà un beneficio perché, ovunque arriva “Lo Sperone”  e il libretto delle poesie, si potranno conoscere  le iniziative  del Paese.

Cari lettori,  se potete partecipate la sera del 9 agosto ed invitate  degli amici  ad intervenire; vi ringraziamo in anticipo; se i vostri impegni non ve lo permettono,  vi inviamo un caloroso saluto e un ringraziamento per la vostra amicizia. Il presidente e i soci dell’Associazione.
                                                        

Enrico Mattoccia,
presidente ass. “Mons. G. Centra”

 

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LA GROTTA DELL’ARCANGIOL D’ORO

In passato, in una rubrica dedicata all’archeologia,  vi avevo invitato a visitare alcuni musei e siti archeologici del nostro territorio;  in questo numero vorrei proporvi la visita di un piccolo museo, esistente a Rocca Massima, che non ha statue o reperti archeologici, ma che ritengo comunque un piccolo gioiello della nostra cultura contadina, in cui la semplicità del modo di vivere di una volta è ben rispecchiata nei locali di un’ antica costruzione al centro del paese. Il museo, voluto e organizzato dalla Pro Loco di Rocca Massima e inaugurato nel luglio del 2014, ha coinvolto tutta la comunità, in quanto tante persone hanno dato al museo oggetti, talvolta anche dimenticati nelle cantine, che oggi possono contribuire a raccontare la storia della vita quotidiana del paese di tanti anni fa.

Oggi Rocca Massima è un paesino grazioso e curato, in cui quasi tutte le vecchie costruzioni sono state rimesse a nuovo;  si può dire però che viva  solo d’estate, quando tornano i turisti e i rocchigiani per le ferie, perché mancano negozi e attività artigianali che una volta facevano sì che la comunità fosse autonoma nelle sue esigenze primarie.  Non era certo questo l’aspetto che il paese aveva fino a cinquant’anni fa, anche se la povertà e la semplicità di una vita contadina, basate sul duro lavoro sia degli uomini che delle donne, sembrano oggi tanto lontane e quasi dimenticate dalle giovani generazioni; ecco lo scopo quindi di questo museo che ci riporta, al suo interno, ad un mondo ormai quasi dimenticato, che vive ancora solo nella memoria degli anziani.

Appena si entra, sulla sinistra del primo ambiente, sono appoggiati al muro gli strumenti che si usavano nei lavori dei campi; è ricostruita poi  la cucina con la tavola apparecchiata, la credenza,  le stoviglie e i recipienti di rame, specialmente la conca per l’acqua, che ogni donna portava in dote quando si sposava; in un altro locale ci troviamo nella   camera da letto degli sposi, ricca di oggetti disposti con particolare cura, come lo scaldaletto, composto di un’armatura di legno, il prete, all’interno del quale si poneva lo scaldino con le braci, un libretto di musica sacra che spunta da un cassetto del comò, un manichino con la ricostruzione del vestito della festa della donna rocchigiana, ricavato da una foto d’epoca e realizzato fedelmente; la macchina da cucire, il letto in ferro con il materasso rigorosamente di crine; l’angolo della toelette, con gli strumenti tipici del barbiere.

Un antico armonium, un violino e un sassofono ci ricordano che la tradizione musicale è  viva da sempre nel paese. C’è poi una parete dedicata ad  un’esposizione di oggetti dell’ultima guerra mondiale, compresi i bossoli di cannone che venivano usati in chiesa come portafiori. In discesa, si può vedere la grotta dove si mettevano in fresco le botti di vino e l’olio e, su un piano diverso, la bottega del calzolaio,con un’infinità di attrezzi , compreso un tavolo da lavoro: manca solo il ciabattino al lavoro, per quanto è precisa la ricostruzione dell’ambiente. Nel vano di una finestrella ci sono gli attrezzi tipici del falegname e un’enorme sega da tagliaboschi, per usare la quale serviva una grande perizia. Quello che più mi ha impressionato è la cura meticolosa con cui è stata disposta l’abbondanza di materiale recuperato in tanti anni di paziente lavoro di collezionismo o di generosità da parte della popolazione, ma soprattutto la capacità di far rivivere, anche nei minimi particolari, la vita di tutti i giorni di una famiglia rocchigiana. Niente è sfarzoso o ricco, infatti ho notato che perfino le posate sul tavolo della cucina e tutto l’arredamento una volta era piuttosto povero, tutto fatto in paese; pochi erano gli oggetti di provenienza forestiera, in quanto nei tempi passati era possibile avere tutto il necessario per la vita quotidiana grazie alla  bravura dei vari artigiani  e all’industriosità dei paesani.

Presto uscirà un libretto di Anna Tomei sul dialetto e sulle tradizioni di Rocca Massima che ci aiuterà a capire meglio il valore di questo piccolo museo e a ritrovare atmosfere che ormai appartengono al passato.  

Luciana Magini

 

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ROCCA MASSIMA
un ottimo  risultato per la XVI Sagra degli Antichi Sapori

Lo scorso 11 e 12 luglio a Rocca Massima si è svolta la XVI Sagra degli Antichi Sapori. Quest’anno l’evento, rispetto alle passate edizioni, è stato anticipato di circa un mese e ciò nonostante, complice anche la bellissima e calda serata estiva, il centro storico del nostro paese si è riempito di tantissime persone salite su in montagna per degustare gli ottimi prodotti locali, come: la minestra paesana, la pastasciutta rocchigiana, il pane casereccio, i prelibati funghi porcini e i tipici dolci locali. Le degustazioni di tutte queste bontà sono state allietate da vari gruppi musicali dislocati negli angoli più suggestivi del paese, così i visitatori  hanno potuto ancor più apprezzare le bellezze del vecchio borgo e la innata ospitalità della popolazione di Rocca Massima.

Un plauso e un elogio vanno  senz’altro,  alla “ rinnovata”  Proloco locale e ai suoi giovani componenti che, ben organizzati dal neo presidente Riccardo Desideri,  hanno  svolto un ruolo fondamentale per l’ottimo risultato della manifestazione. La buona riuscita di questa  kermesse  musical-gastronomica  non si  può certamente valutare soltanto nelle due giornate che sono state visibili a tutti,  ma va anche sottolineato il duro e instancabile lavoro organizzativo svolto sia dalla Proloco che dai ristoratori locali i quali si sono resi disponibili ed hanno preparato, in modo impeccabile, alcune pietanze che sono state distribuite ai partecipanti. Quindi, alla luce dei fatti, è doveroso menzionare la “Trattoria Pinocchio” e il suo grande chef  Pasquino, “Pizzamania” e la supercuoca-pizzaiola Angela, la “Locanda dell’Arcangelo” con la “dolce” e brava pasticcera Bruna e il bar “Montano del Principe” con  il barman “fratello Mauro”. Un grazie anche a tutti i commerciati olivicoli locali che hanno offerto i loro prodotti.

Alla fine del percorso enogastronomico ai turisti partecipanti (oltre mille nelle due serate ) abbiamo chiesto impressioni e commenti  sull’evento. La stragrande  maggioranza, di un bel gruppo preso a campione, ha affermato che il cibo era ottimo e hanno avuto piacevoli reminescenze degli antichi sapori del passato ormai quasi perduti nella sempre più caotica vita giornaliera; altro apprezzamento  è stato fatto  per la chiesa di San Michele Arcangelo e il suo imponente organo a canne; ampi consensi anche per le splendide vedute panoramiche e le caratteristiche viuzze medievali del borgo. Però, oltre alla maggioranza delle lodi, abbiamo registrato anche qualche critica, da noi verificata ed accertata e che riportiamo: la mancanza di punti di appoggio nello stand dei primi piatti,  una insufficiente illuminazione in alcuni punti del centro storico,  pochi punti di raccolta differenziata dei rifiuti, poche e anche scomode panchine.

Di questo ultimo argomento abbiamo già parlato nel precedente numero e quindi  evitiamo di riparlane, anche perché non c’è più sordo di chi non vuol sentire! Per  quanto riguarda le, seppur pacate, lamentele dobbiamo necessariamente scindere le responsabilità e quindi  precisiamo che per la mancanza di punti di appoggio negli stand dobbiamo imputare la cosa alla organizzazione dell’evento che, molto onestamente, ha subito recepito l’appunto; comunque riteniamo che sia stata una piccola sbavatura di un lavoro quasi perfetto; per le altre, invece, va fatto un discorso più approfondito. Domande: 1)Può un Comune che è stato beneficiato di fondi regionale (circa 900mila euro) per il rifacimento del centro storico avere ancora, in alcuni punti, un’ illuminazione che ci ricorda quella d’altri tempi e che, purtroppo, non rende omaggio alle bellezze del centro storico? Anzi alcuni angoli suggestivi sono addirittura occultati dalle “eterne” impalcature dei lavori di ristrutturazione delle facciate delle case del vecchio borgo che durano ormai da anni; pensate dovevano terminare nel 2013!- 2)Può un Comune che si vanta di aver raggiunto oltre il 70% di raccolta differenziata non prevedere adeguati punti di raccolta rifiuti(differenziati) per un evento del genere? Abbiamo notato(ma non solamente noi…)  molti piatti, alcuni con resti di cibo, bicchieri e posate di plastica appoggiati, qua e la, per le vie del centro storico.

Purtroppo i maleducati ci sono sempre, ahimè, però quanto visto non va assolutamente bene! Inoltre non vogliamo assolutamente pensare che, dopo la festa, i rifiuti siano stati raccolti un po’ a “casaccio”, vista la carenza (sul percorso) di bidoni adeguati. Ovviamente ci riferiamo alla raccolta della plastica, alluminio ecc. perché, per l’umido, ci avranno sicuramente  pensato i numerosi cani e gatti randagi che ormai sono diventati “padroni” incontrastati delle nostre vie cittadine. Scherzi a parte (…mica tanto, però), ci preme fare una doverosa precisazione: le osservazioni che si scrivono su questo mensile non devono essere sempre interpretate da “qualcuno” come un attacco demagogico alle istituzioni, ma  dovrebbero servire da stimolo per migliorare alcune condizioni del nostro bel paesello. Infine, per concludere, dobbiamo, senza alcun dubbio, annotare che è stato un piacevole evento e, alla fine,  tutto è andato magnificamente bene tant’è che gli organizzatori hanno deciso di ripetere la Sagra (in un solo giorno) per sabato 22  agosto, quindi vi aspettiamo ancora più numerosi e sicuramente troverete anche le auspicate e annunciate migliorie. Con l’occasione auguriamo a tutti i turisti ma non solo, buone vacanze e buona permanenza a Rocca Massima. 

Aurelio Alessandroni

 

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AGOSTO ROCCHIGIANO
Programma

1 Agosto
XVI Rassegna Organistica : Chiesa San Michele Arcangelo - Ore 21,30
(Organista M° Maria Luisa Veneziano - Musiche di J.S. Bach, F. Liszt, A. Guilmant)
S. Antonio da Padova: località Boschetto - ore 20,00 S. Messa e, a seguire, processione; Ore 22,00 intrattenimento musicale

2 Agosto
Festa di S. Antonio da Padova: località Boschetto - Ore 9,00 S. Messa; Ore 10,30 Estemporanea per i bambini;
   Ore 17,30 Gara di briscola; Ore 21,00 Spettacolo con  i “Tali e Quali…o Quasi” - Ore 24,00 Spettacolo pirotecnico

8 Agosto
XVI Rassegna Organistica: Chiesa di S. Michele Arcangelo - Ore 21,30
(Organista M° Giovanna Riboli - Musiche di J.S. Bach, F. Tunder, G. Muffat, D. Buxtehude, G. Frescobaldi, B. Pasquini, V. Petrali)
S. Antonio Abate: località Boschetto—Ore 20,00 S. Messa; Ore 21,00 spettacolo con “Giada e Blue Note”

9 Agosto
Premio Goccia d’Oro 2015. Parco della memoria - Ore 21,00 - Cerimonia di premiazione con la partecipazione della cantante Sabrina Brodosi; conduce Fabiola Sambucci, speaker di R.D.V.S. Velletri

10 Agosto
“Memorial Marco Del Ferraro” - Parco della memoria – Ore 19,30 Apericena e, a seguire “A Nice Pair Performing  Pink Floyd” Cover

12 Agosto
Escursione a Monte Lupone - Ore 7,00 raduno in Largo Secondo Mariani

13 Agosto
“Poesie della memoria” - Parco della memoria - Ore 21,30

15 Agosto
“Giornata dello sport” con ricca pesca in piazza - Ore 10,00
Concerto in piazza con “Rino Gaetano Revisided” -Ore 21,30

16 Agosto
Memorial dedicato a Gianfranco Brodosi - Largo Secondo Mariani - Ore 18,00

18 Agosto
Bambini pasticcieri in piazza - Ore 10,30 ; Caccia al tesoro - Ore 16,00

21 Agosto
La Taranta in piazza: serata salentina … ballando con la Pizzica con “I Dissonanti” - Ore 21,00

22 Agosto
Sagra Antichi Sapori in Rockmassima - Ore 20,00

23 Agosto
XVI Rassegna Organistica: Chiesa di S. Michele Arcangelo - Ore 21,30
(Organista M° Giuliana Maccaroni - Musiche di J.S. Bach, P. Cornet, P. Morandi, G. Morandi)

28 Agosto
Notte brava sotto le stelle - Ore 19,30 Apericena con musica Soul e, a seguire, Dj Set

29 Agosto
XVI Rassegna Organistica: Chiesa di S. Michele Arcangelo - Ore 21,30
(Organista M° Livia Mazzanti -  Musiche di J.S. Bach, D. Zipoli, M. Castelnuovo-Tedesco, N. Rota)

8 Settembre
Tradizionale Pellegrinaggio alla Madonna di Genazzano(RM)

17 e 18 Ottobre
Sagra dei marroni di Rocca Massima

 

 

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RITORNO A SPOLETO

Ero stato  a  Spoleto  diverse volte:  da studente,  con la famiglia e poi per incontrare un carissimo amico. A causa di impegni e contrattempi erano passati almeno quattro anni che non ci andavo,  quando è venuta l’occasione della  gita organizzata dall’associazione “Mons. Centra” per il 19 luglio. Oltre che trascorrere una bella giornata  con i soci e gli amici ho potuto  rivedere il paese e constatare tante novità. Mi riferisco soprattutto ai numerosi ascensori  e   alle larghe e lunghe gallerie con “tapis roulants” che facilitano l’accesso a tutti i luoghi più interessanti della città, specialmente nella parte più alta in cui prima  era faticoso recarsi. Oggi basta conoscere  la galleria e l’ascensore giusto e in pochissimo tempo si raggiunge anche la meta più alta, fino alla Rocca che ora è un museo dopo essere stata anche carcere.

Un’altra bella sorpresa è stata quella dell’incontro con una guida eccezionale, indicataci da amici(Graziano Verdini ed altri, d’accordo con p. Ernesto Broglioni)  che hanno organizzato “in loco” la nostra visita; si tratta di Luca Cittadoni, giovane e informatissimo della storia e dell’arte del suo Paese. Col suo parlare chiaro e facile, con la spiegazione precisa di qualche espressione tecnica, col tono di voce che tutti capivano bene, ha attirato l’attenzione di tutti...ci ha illustrato quello che forse un ingegnere celebre o un architetto non avrebbero reso tento facile e nello stesso tempo interessante. Dalla visita del Teatro Romano, alla Chiesa del Vescovado, una delle più antiche e più belle…., alla spiegazione dei siti dove passavamo, ai vicoli caratteristici, con attenzione soprattutto alle antichità romane, dappertutto è stato un  incontro piacevole, una scoperta da aggiungere alle nostre conoscenze storiche.

Interessantissima la visita al Duomo: un gran numero di scoperte a cominciare dall’esterno con il campanile  costruito con materiali di recupero, come si vede chiaramente, per proseguire all’interno con una architettura del 1600 voluta dal Papa del tempo, un pavimento meraviglioso e antichissimo e l’abside con le pitture di Filippo Lippi, cosi vive da sembrare staccate dal muro tanto precisa è la tecnica prospettica. Tutto è interessante nel duomo: ci sono altre cappelle con quadri famosi ed interessanti, ma le pitture del Lippi restano insuperabili. La guida è stata veramente eccellente, precisa, con una visuale ampia e profonda.

Le viste panoramiche della città,  la storia precisa di ogni monumento…tutto è stato interessantissimo, anche se…qualche particolare ci sfugge, tutto ci ha suscitato una grande soddisfazione. Il pranzo consumato in un ristorante al centro della città ha soddisfatto tutti, ma non ha eliminato il desiderio di conoscere e scoprire altre cose: una chiesa risalente ai primi tempi del Cristianesimo e la visita alle fonti del Clitunno, celebri fin dai tempi dei Romani. La chiesa è veramente interessante, ricca di quadri e antichità, con colonne provenienti da un tempio romano; è stata restaurata da p.Ernesto Broglioni che è stato a lungo parroco della zona chiamata “S. Brizzio”.  Le fonti del Clitunno , non molto lontane da Spoleto, sono state celebrate ed esaltate da grandi poeti  fin dal tempo dei Romani (Plinio e Virgilio…), poi da scrittori medievali e nel 1800 da Giosuè Carducci nelle “Odi Barbare”. Egli sicuramente ha contribuito a renderle ancora più famose. La descrizione dettagliata sarebbe troppo lunga. L’acqua che esce da vari punti sotto la montagna forma dei laghetti dai quali poi ha origine il fiume Clitunno. Il luogo è bello e caratteristico, forse più attraente anni fa,quando non era tutto recinto come ora.

Malgrado il caldo, la gita è ben riuscita, i partecipanti sono stati contenti per tutto, specialmente per aver conosciuto un altro angolo caratteristico della nostra bella Italia ed aver passato una giornata con amici sinceri.

Enrico Mattoccia

 

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UNA GRAN BELLA GIORNATA…

Riportiamo la cronaca di una ragazza di scuola media, molto attenta e contenta di far conoscere ciò che ha visto nella gita a Spoleto.

Spoleto: che bella città culturale! Stando a Rocca Massima con i miei nonni ho avuto modo di partecipare alla gita per scoprire le bellezze di Spoleto, una città stupenda. Siamo stati accolti da una guida che ci ha illustrato le meravigliose opere culturali di Spoleto e ci ha illustrato le notizie riguardanti i monumenti incontrati nelle nostre piccole tappe.  Ci ha mostrato delle bellissime e antichissime chiese, tra le quali quella di S. Eufemia, con una perfetta riproduzione di una croce, l’originale della quale sta nel Duomo. Inoltre quella chiesa era stata dedicata a s.  Lucia che veniva ritratta con gli occhi in un calice. L’affresco è contornato di colonne diverse fra loro, ce n’è pure una corinzia con il capitello formato con foglie d’acanto.

Altro monumento visto è stato il duomo. La facciata principale è composta da pietre diverse, quelle che si sono mantenute col passare del tempo e quelle usate per  mantenere la struttura. All’interno abbiamo ammirato alcune cappelle: una con la Croce originale  e un’altra con il quadro che viene portato in processione e infine un’altra con le mura ed il soffitto dipinti da due pittori diversi. Successivamente, con la scala mobile ci siamo diretti alla “Rocca”, dove abbiamo ammirato immagini antiche. Alle ore 13 siamo andati al ristorante e abbiamo degustato un pranzo ricco e appetitoso, specie per  quelle tagliatelle casarecce buonissime. Dopo pranzo, con don Ernesto, ci siamo diretti alla chiesa di S. Brizio, dove ci ha mostrato i quadri fatti restaurare da lui . Per finire siamo andati alle Fonti del Clitunno dove ci siamo rinfrescati e ammirato il paesaggio Bisogna dare un grande ringraziamento alla Associazione per aver organizzato la gita. Mi è dispiaciuto un po’ perché non siamo andati in un chiesa dove viene ricordato che la Madonna apparve ad un bambino e gli disse: “Sii buono, chiedi al tuo parroco di costruire un santuario proprio qui”. Comunque, abbiamo passato una bellissima giornata. Grazie a tutti. 

Erica Quadrotta

 

 

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