Lo Sperone Agosto 2012
 

PREMIO GOCCIA D’ORO - X edizione

Il 12 agosto prossimo si terrà a Rocca Massima la cerimonia finale del “Premio Goccia d’Oro 2012”, rassegna d’arte: poesia e pittura, organizzato dall’Associazione Culturale “Mons. G. Centra”. Quest’anno l’evento ha una importanza particolare perché ricorre il decennale del “Premio”, conosciuto ormai non solo nei paesi limitrofi, ma anche fuori della Provincia e della Regione. Il “Premio” è sorto per iniziativa di alcuni soci, tra i quali anche dei fondatori dell’Associazione, che proposero al Direttivo di invitare qualche amico poeta a leggere i propri versi “sotto le stelle” nella splendida Piazza Doria del Paese dei Lepini.

L’invito fu bene accolto e ben recepito: difatti furono lette 20 poesie di 12 autori, dinanzi ad un vasto pubblico che riempiva quasi tutta la piazza. Ogni tanto ci fu uno “stacco” musicale grazie alla chitarra di un giovane amico. Già l’anno successivo prevalse l’idea di dar vita ad una specie di  “concorso” e di estendere l’invito anche ai ragazzi delle scuole, creando una sezione tutta per loro. E’ cominciata così una crescita continua sia dei “poeti” adulti, sia di quelli ragazzi. Naturalmente si è sempre trattato di dilettanti, non di personaggi noti, “consacrati” dalla critica ufficiale, soprattutto di alcune tendenze, oppure legati ad amici che gestiscono strumenti di comunicazione.

Nel 2007 si è affiancata una sezione di pittura per adulti che partecipano con quadri, esposti nella mostra che precede la premiazione finale e che quest’anno sarà aperta nel pomeriggio del 9 agosto alle 18. Il “Premio Goccia d’oro” non ha alcuno scopo di lucro, persegue ideali educativi che riguardano la crescita culturale non solo di coloro che partecipano (“Poeti” adulti, “poeti” ragazzi, pittori adulti), ma anche di coloro che visitano la Mostra e di coloro che leggeranno le poesie migliori, stampate in un apposito “catalogo” che sarà disponibile la sera della cerimonia. Lo scopo è dunque la promozione sociale, alla quale si aggiunge, nel nostro caso anche quella turistica specifica per Rocca Massima.

La cerimonia del 12 agosto avrà inizio alle ore 21 a Rocca Massima, nella Piazzetta della Madonnella, che offre un panorama fiabesco sulla Campagna Romana e Pontina; sarà allietata dagli interventi   canori dell’ormai famosa Sabrina Brodosi amichevolmente detta  “Brina”, dalla lettura delle migliori poesie e da un paio di interventi “allegri” dei ragazzi di Marina di Minturno. Ringraziamo  anticipatamente gli amici  lettori de “Lo Sperone” e tutti gli altriche ci onoreranno con la loro presenza.

Enrico Mattoccia­
Pres. Ass. “Mons. Giuseppe Centra”

scarica la versione in pdf

 

Gita a Sulmona e Scanno

La nostra Associazione organizza già da qualche anno varie gite per visitare città e luoghi di interesse storico-educativo con lo scopo di accrescesse il bagaglio culturale dei partecipanti e, nel contempo, trascorrere tra amici una bella giornata in allegria e spensieratezza. Quest’anno si è deciso di far visita di nuovo alla bella regione dell’Abruzzo e precisamente a Sulmona e a Scanno. Alle ore 07,15 di  sabato 7 luglio, puntuali come sempre, siamo partiti da Rocca Massima e dopo una breve sosta a Boschetto per far salire altri amici provenienti dalle varie Contrade, con il pullman pieno in ogni ordine di posti, abbiamo preso la strada alla volta di Sulmona.

Arrivati nella bella cittadina abruzzese, che oggi conta circa 25mila abitanti, abbiamo visitato la Cattedrale dedicata a San Panfilo. Secondo la leggenda la chiesa sarebbe stata fabbricata al principio dell’ottavo secolo, ma è nel 1075 la data certa storica in cui fu iniziata la sua vera costruzione. Le numerose distruzioni, i rifacimenti, le sovrapposizioni e gli abbellimenti non consentono una precisa ricostruzione dell'aspetto originale della chiesa. La pianta è tuttavia rimasta inalterata. Si tratta di una basilica romanica a tre navate conclusa da tre absidi semicircolari senza transetto. Con il terremoto del 1706 i danni subiti furono ingenti e si decise di scavare la sacrestia per rinnovare le suppellettili, i libri e le scritture dell'archivio, i vasi sacri e ogni altra cosa concernente detta sacrestia e archivio, come anche di recuperare tutte le canne d'organo e rifare il tetto sopra il deposito. Si riportarono in luce, così, le strutture originarie salvate nel crollo. Da  rimarcare il suo prezioso organo, ora in fase di ristrutturazione ed ammodernamento (i lavori sono stati eseguiti dalla ditta “Inzoli- Bonizi”, la stessa che ha costruito l’organo che abbiamo a Rocca Massima).

La Cattedrale di San Panfilo, oltre al culto, è anche meta di numerose visite turistiche tant’è che quel giorno, oltre a noi, c’era anche un gruppo di visitatori provenienti dalla Germania. Al termine ci siamo diretti alla fabbrica di confetti della premiata ditta “Pelino”, rinomata in tutto il mondo e fiore all’occhiello di Sulmona. Purtroppo, visto il giorno semifestivo, abbiamo potuto visitare soltanto il “Museo del  confetto” che conserva numerose attrezzature ora non più in uso, dato il progresso tecnologico ma piene di fascino, numerosi attestati di riconoscimento ricevuti dalla ditta nel corso della sua vita, antiche confezioni, la storia della famiglia Pelino e numerose altre curiosità. Dopo la visita al museo ci siamo recati all’attiguo reparto vendite, dove abbiamo acquistato vari tipi di confetti confezionati nei modi più originali e stravaganti, delle vere e proprie opere d’arte. Il viaggio è continuato alla volta di Scanno, la strada pian piano è iniziata a salire ed a farsi sempre più stretta e tortuosa, ad ogni tornante si aveva uno ”fitta” al cuore perché alcuni erano proprio a strapiombo sul letto del fiume Sagittario ed a stento si riusciva a passare con il pullman.

Comunque, grazie alla perizia del nostro autista, siamo finalmente arrivati a Scanno… ma, ahimè, non era finita mica lì! L’agriturismo nel quale avevamo prenotato il pranzo non era proprio in paese, ma molti (forse troppi) tornanti più su! Quando, ormai, la speranza di trovarlo stava svanendo e la fame incominciava a fare brutti scherzi… in molti asserivano di vedere “Heidi” che salutava le caprette ecco, dietro l’ennesimo tornante è apparso, in mezzo al nulla, il tanto agognato bioagriturismo “Valle Scannese” in loc. Le Prata di Scanno (quota 1050 metri). Finalmente si poteva mangiare! L’attesa e la sofferenza sono state ampiamente ripagate perché il pranzo è stato ottimo, di quelli che solo i “buongustai” e i veri “forchettoni” sanno veramente apprezzare; un po’ disorientato è rimasto chi è abituato ai sapori indefiniti della cucina di largo consumo. La giornata è  terminata con la sosta nel suggestivo lago di Scanno dove ognuno di noi ha deciso di trascorrere un paio d’ore in completa libertà e autonomia: alcuni hanno preso il “risciò” per fare una salutare pedalata nel “lungolago”, altri hanno preferito gustare un buon gelato sul belvedere, mentre i più stanchi e “abbeverati” hanno pensato bene di farsi una benefica “pennichella” appoggiati sulle panchine tra i freschi boschi. Alle 21 circa siamo ritornati a Rocca Massima e, a parte i tornanti, abbiamo trascorso una bellissima e allegra giornata, come da tradizione. Grazie a tutti i partecipanti e arrivederci alla prossima!

Aurelio Alessandroni

scarica la versione in pdf

 

Rockmassima Festival
un bilancio positivo

L’Estate Rocchigiana quest’anno è stata aperta dal “Rockamassima in festival” una esibizione di gruppi rock più o meno conosciuti ma tutti molto interessanti. Secondo me l’edizione di quest’anno (la quarta) ha fatto intravedere tutte le potenzialità promozionali che questa manifestazione può offrire a Rocca Massima. Per l’occasione son salite su a Rocca Massima moltissime persone, soprattutto giovani, che hanno fatto rivivere il centro storico dove si sono esibiti i diversi gruppi musicali.

Camminando lungo le strette viuzze del borgo, negli slarghi e nelle piazzette si incontravano diversi gruppi musicali (in genere piccole formazioni) che eseguivano brani noti ma anche canzoni scritte da loro e incise su un numero limitato di dischi o addirittura inedite. Era un piacere fermarsi per qualche tempo ad ascoltare una formazione, per poi proseguire verso un altro gruppo. Facevano da contorno alle note una serie di bancarelle con i prodotti più vari: lavori di bigiotteria, lavori artigianali, panini, bevande… Un gruppo di artisti di strada costituiva un altro motivo di attrazione soprattutto per i più piccoli.

La manifestazione si è svolta in due giorni: il 21 e 22 luglio ma la giornata più bella è stata quella di sabato perché una classica serata estiva ha invogliato i visitatori ad attardarsi e godersi appieno la leggera brezza che si insinuava fra i vicoli. Domenica su in paese era salita ancora più gente anche perché i gruppi musicali erano più numerosi di quelli del giorno prima, ma un improvviso cambiamento di tempo, con un vento piuttosto freddo ha rovinato la festa. La gente che ha girato per Rocca Massima nei due giorni è stata tanta e ne hanno tratto beneficio i bar e i ristoranti che hanno lavorato a pieno regime. Con qualche miglioramento organizzativo, sempre possibile, questo evento può raccogliere l’eredità del percorso enogastronomico che per tanti anni è stato un appuntamento atteso, richiamando numerosissimi visitatori.

E’ giusto complimentarsi con l’associazione “LiberaMente” che ha promosso l’evento e con quanti hanno collaborato con essa ma, soprattutto, dobbiamo capire che manifestazioni del genere richiedono tanto impegno organizzativo e tanta fatica e, se non si mobilitano più persone che si offrono per dare una mano, prima o poi finiscono. A tal proposito voglio ribadire un concetto che ho già  espresso su questo giornale in un’altra circostanza: il nostro paese in questi ultimi anni ha vissuto un felice momento in cui diverse associazioni si sono date da fare per promuovere iniziative; ora sarebbe opportuno che si associassero i vari esercizi commerciali per promuovere e sostenere essi stessi eventi e manifestazioni che richiamino gente anche perché sono i più interessati all’incremento della presenza di turisti a Rocca Massima.

Remo Del Ferraro

scarica la versione in pdf

 

Attenti al lupo

Leggendo il titolo di questo articolo forse qualcuno penserà che scriverò una piccola recensione sulla bellissima canzone del grande Lucio Dalla ma non è così. Parlerò proprio del lupo, di questo predatore sempre temuto dall’uomo ma anche tanto citato in fiabe, film, canzoni e proverbi popolari. Esso, sin dalla notte dei tempi, è stato il terrore dei pastori in quanto il suo cibo preferito sono le tenere carni di giovani ovini, vitellini, puledri, insomma animali di piccolo taglio. Per questo motivo è stato sempre nel mirino dei fucili degli allevatori diventando, così, preda degli uomini e col passare degli anni si è rischiata addirittura l’estinzione della specie dalle nostre zone.

Una concausa di questa scomparsa è stata anche la costruzione dell’autostrada del sole la cui direttrice, da nord a sud, ha tagliato in due la  nostra Regione impedendo così ai branchi di lupi abruzzesi di emigrare nei monti Lepini, quindi non vi è stato più quello scambio tra vari branchi che negli anni precedenti assicurava un naturale  avvicendamento tra le due Regioni. Intorno al 1970, nella nostra zona, il lupo era praticamente  scomparso, resisteva solamente qualche vecchio esemplare che raramente si faceva notare dall’uomo e si cibava solo di qualche animale selvatico. Per questo motivo qualche anno dopo, per ripopolare la zona, si è incominciato ad inserire, nell’area lepina, alcune giovani coppie prelevate dal Parco Nazionale d’Abruzzo.

Nei dintorni del monte Lupone questi predatori hanno trovato subito un habitat a loro congeniale, hanno trovato un territorio ricco di animali che pascolano allo stato brado e che, cosa più preoccupante, non sono assolutamente smaliziati nei loro confronti, quindi i lupi hanno di che sfamarsi abbondantemente e proliferare indisturbati. Agli inizi i pastori non si sono preoccupati più di tanto per la scomparsa di qualche capo di bestiame ma, più passa il tempo e più la cosa sta diventando drammatica: vitellini, cavallini o agnelli che periodicamente vengono sbranati sono sempre più numerosi. Allora cosa si può fare…? Mi tornano in mente le famose “cacciarelle” che i nostri pastori, armati di “doppietta”, facevano ai lupi alla fine degli anni ’50 e, al temine della battuta quando un lupo veniva ucciso, il cacciatore che lo aveva preso faceva il giro del Paese con l’animale sulle spalle e ogni famiglia gli donava qualche cosa come ringraziamento. Attualmente i lupi sono una razza protetta, non si possono cacciare e, ironia della sorte, agli allevatori non vengono nemmeno rimborsati i capi mangiati da questi predoni perché la nostra zona non è compresa nell’area di parchi protetti.

Lo scorso mese sono stato “quasi” protagonista dell’ennesima aggressione dei lupi e a farne le spese questa volta è stato un puledrino di proprietà di Mario “Barbone”. Mi ero recato presso la sua baracca in   località La Selva e lo trovai intendo a curare un cavallino di appena tre mesi che la notte precedente era stato aggredito, insieme alla mamma, da una coppia di giovani lupi che da alcuni mesi stazionano nei pressi del suo terreno. L’amico Mario era visibilmente preoccupato e mi ha raccontato la storia di “Furio” (così si chiama il puledrino) e della sua mamma. La cavalla si chiama “Geronima” e, lo scorso anno, aveva perso due puledrini sbranati dai lupi nei dintorni del bosco dell’Astone e anche quest’anno stava per subire la stessa tragedia. Fortunatamente qualcosa deve essere scattato in lei perché è riuscita a mettere in fuga i lupi e ha riportato a casa, seppur azzannato alla gola, il suo Furio.

Appena è arrivata nei pressi della baracca ha incominciato a nitrire a più non posso attirando, così, l’attenzione di Mario che immediatamente si è preso cura del suo puledro e della sua cavalla ormai esausti. Mentre ero lì e stavo guardando Furio che, straiato in terra respirava con affanno, mamma Geronima gli si è avvicinata e sfiorandolo con il muso ed emettendo strani brontolii lo ha spinto ad alzarsi; il cavallino ha aperto gli occhi e pian piano si è sollevato da terra e lei subito lo ha guidato verso la sua mammella per rifocillarlo e per tranquillizzarlo. Una cosa davvero toccante, credetemi! Mario mi ha raccontato che ormai nella zona che va da Monte Sant’Angelo, La Selva, Punte Cascone sino a monte Lupone, ci sono circa una trentina di lupi che ogni anno “fanno fuori” tantissimi capi di bestiame; i pastori e gli allevatori sono ormai al limite della sopportazione e probabilmente, se non cambiano le leggi, qualche cosa faranno! Bisogna evitare, però, di tornare alla caccia indiscriminata come si faceva una volta ma è indispensabile trovare delle forme di tutela che siano non solo vantaggiose per l’animale ma anche per gli allevatori. Qui si rischia, col prolificare dei lupi, l’estinzione degli altri animali e tra qualche anno va a finire che bisognerà “lanciare” qualche coppia di pastori con bestiame al seguito. Rammentiamoci che i predatori, una volta estinti gli animali da predare, si dovranno pur cibare di altro e quindi è proprio il caso di stare… attenti al lupo!

Aurelio alessandroni

scarica la versione in pdf

 

Guida sicura ed ecologica

Sabato 1 settembre 2012 la “Diamond Style” di Rocca Massima, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Mons. G. Centra”, organizza un imperdibile evento che avrà come protagonisti i motori.
Nello spazio sottostante il Largo Secondo Mariani, dalle ore 16.00 sino alle ore 19,00, verrà allestito un circuito di prova per sensibilizzare alla guida ecologica e scoprire i punti cardine della guida sicura, con attrezzature specifiche e personale qualificato. Vi aspettiamo numerosi!

Info su: www.eco-italy.it

 

 

 

scarica la versione in pdf

 

Associazione Culturale Mons. Centra C.F. 91056160590. Design by Diamond Style