Lo Sperone Luglio 2015
 

ROCCA MASSIMA
segnaletica, panchine e…rock and roll!

Segnaletica

Nel numero di maggio scorso abbiamo parlato dell’asfaltatura di alcune strade e piazze nel nostro Comune e, seppur con un po’ di  ironia,  abbiamo elogiato l’impegno e anche la solerzia con la quale il  nostro Sindaco ha affrontato quella situazione. Ora che tutto è sistemato, per terminare l’opera è stato necessario anche porre, nelle aree destinate al parcheggio, la doverosa segnaletica stradale. Infatti negli ultimi giorni dello scorso giugno è arrivata in Paese la Ditta all’uopo incaricata e ha segnato, sia in Largo Secondo Mariani che in Piazza della Madonnella, le superfici riservate alla sosta dei veicoli. Tutto bene? Manco per idea! Infatti hanno inspiegabilmente fatto(secondo me) il lavoro a metà perchè una parte delle piazze è stata segnata come da manuale: le strisce sono parallele e circoscrivono spazio dopo spazio i posti auto, mentre l’altra metà è stata delimitata da un’unica striscia periferica che lascia ad ognuno libera interpretazione su come posteggiare: a spina di pesce, in parallelo, oppure di traverso; insomma ognuno potrebbe parcheggiare come più gli aggrada purchè  resti dentro le strisce!

Poco male si direbbe; ma, con i pochi posti che ci sono a disposizione, questo non va assolutamente bene, perché là dove ci sarebbero entrate almeno 10 macchine, con questo sistema a malapena ce ne vanno la metà. Con l’ Impresa sul posto cosa ci voleva a far tirare su 6-7 strisce e delimitare bene l’area? Ovviamente quello che prima era in conto a loro, ora, per terminarlo (credo) si debbano spendere risorse del Comune: materiali, uomini e mezzi! Un’ altra cosa mi preme dirvi: sotto al “Lucino” sono stati sistemati dei dissuasori per impedire a qualche maleducato di parcheggiare in prossimità di una curva e di un incrocio. Ma c’era proprio bisogno di mettere sulla strada questi aggeggi? Peraltro mi sembrano alquanto fuori luogo, sono poco funzionali e potrebbero anche causare danni a pedoni distratti. Credo che basterebbe mettere un bel divieto di sosta e multare coloro che nonostante la curva, l’incrocio e il segnale vi parcheggiano sfacciatamente. Speriamo che almeno qualcuno dell’Ufficio Tecnico si renda conto di quanto detto e faccia al più presto quello che avrebbe dovuto fare sin dall’inizio. Già…magari!

Panchine

Tutti abbiamo notato, probabilmente storcendo un po’ la bocca, le panchine che qualche tempo  sono state posizionate nel marciapiede di Largo Secondo Mariani. Sicuramente si! Ma facciamo un passo indietro;certamente ricorderete le panchine che c’erano prima: il sedile era  in legno con schienale, erano comode e rilassanti insomma degne di essere chiamate tali! Quando ci si sedeva ci veniva voglia di spaparanzarsi per godere, in completo relax, il bel fresco degli Alberetti; erano una vera goduria! Verosimilmente quella nostra beata distensione non sarà andata a genio a qualcuno dei nostri amministratori che vedeva in questo ozio, pigrizia e poltroneria, certamente non consoni (secondo lui) alla nota operosità del popolo di  Rocca Massima. Infatti, un infelice giorno di circa 4 anni fa, improvvisamente e senza alcun preavviso di sfratto per coloro che vi erano comodamente seduti, sono state rimosse le vecchie panchine e al loro posto sono state messe quelle in cemento compresso, senza schienale, fredde e quasi certamente non conformi al nostro ambiente paesaggistico.

Ora vi chiedo: quanti di noi hanno maledetto il giorno in cui sono stati posizionati questi obbrobri? Quanti di noi hanno avuto ed hanno tuttora disagio nel sedersi su queste lastre di cemento? Da un sondaggio di piazza abbiamo rilevato che siamo in tanti, tantissimi, la stragrande maggioranza. Tramite  questo giornale suggeriamo al Sindaco di prendere una mazza e spaccare tutto; sarebbe un bel gesto a favore dei tanti cittadini che accusano dolori vertebrali e il fondoschiena surgelato soltanto perché hanno avuto ed hanno tuttora la malaugurata idea di sedersi su quelle scomodissime panchine.  Ovviamente, Sindaco, questa consiglio è soltanto metaforico, ci mancherebbe altro!Ti chiediamo di non aspettare; fai rimuovere al più presto questi pseudo sedili e al  loro posto fai recuperare le nostre care e vecchie panche che tuttora giacciono mestamente, in mezzo a erbacce ed escrementi di mucca, proprio sotto la balconata del “Pizzo”. Basta veramente poco, che ce vo?

Rock and roll

Giriamola come ci pare ma Rocca Massima non è assolutamente “rock and roll” ma, purtroppo, soltanto un paese “slow”! Ormai siamo entrati nel terzo millennio e, ci piaccia o no, si deve necessariamente essere al passo con i tempi. Se vogliamo che qualcosa cambi veramente non dobbiamo più arroccarci dietro vecchi e stantii stereotipi che hanno contribuito, in modo esponenziale, al lento ed inesorabile declino del nostro paese. Troppi rimbalzi di responsabilità, troppe paure nel prendere decisioni importanti, troppo sudditi del “capetto” di turno, troppo attenti a non sgarrare perché la cosa non piace a qualche famiglia amica, specialmente a ridosso di tornate elettorali. Avere il coraggio di dire basta senza remore verso coloro che commettono impunemente atti illeciti verso il bene pubblico o privato e sintomo di crescita, di maturità e soprattutto di correttezza. Purtroppo siamo anche un popolo opportunista e con la memoria corta, sempre pronto ad applaudire ed incensare il “potente” di turno ma altrettanto pronto a “crocefiggerlo” quando questi perde il potere. Siamo sempre veloci a salire sul carro del vincitore ma siamo altrettanto svelti a scendere quando il carro si sfascia.

Le vecchie generazioni, compresa la mia, molto spesso si sono comportate e si comportano tuttora  proprio in questo modo, inutile nasconderci dietro un  dito e dire che la colpa è sempre degli altri! A Rocca Massima, mai come in questo momento, si percepiscono reali segnali di cambio generazionale e la speranza di una concreta svolta è rivolta sopratutto ai giovani perché, almeno in loro (si spera) alberghi il temperamento, la voglia e la volontà di diventare “rock and roll” e non  rimanere “slow” come, ahimè, lo siamo noi, ormai attempati “giovinotti”! Possano loro (i giovani) far tesoro dei nostri buoni consigli ma anche e sopratutto dei nostri errori e crescere senza timori riverenziali e falsi perbenismi; insomma debbono incominciare a metterci la faccia e lavorare seriamente per il bene comune. Il qualunquista di turno forse direbbe che non siamo i soli ad essere “lenti”, ed è vero! Ma il detto che recita: “Mal comune, mezzo gaudio”, non ci deve assolutamente interessare se vogliamo far fare al nostro Paese il salto di qualità atteso ormai da oltre cinque lustri. Forza ragazzi, forza Rocca Massima!

Aurelio Alessandroni

 

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LA  MAESTRA  DEL  BOSCHETTO

Sabato 13 giugno l’ Associazione “Mons. G. Centra”, al  “ Boschetto”, frazione di Rocca Massima”, ha presentato la biografia della maestra Annunziata Bisogni Foschi che insegnò nella scuola elementare della frazione dal 1929 fino al 1956, anno della sua morte. La cerimonia si  è tenuta nella palestra dell’edificio della scuola elementare,  che è stata riempita da persone del luogo, conoscenti e amici della Associazione, provenienti da luoghi vicini e anche lontani, anche da Roma. A rappresentare Rocca Massima è intervenuto il sindaco  Angelo  Tomei. Per i lettori de “Lo Sperone” offro alcune notizie che possono dare un’idea di una grande insegnante.

Era nata a Narni nel 1906;  purtroppo, quando venne alla luce, il suo papà, Giuseppe, non potè vederla perché era morto  circa 20 giorni prima.  La mamma,  Bonina Leonardi si trovò in gravi difficoltà, lasciò il paese e si trasferì a Roma presso dei parenti che l’accolsero amorevolmente e le procurarono anche un lavoro presso la SNIA Viscosa, dove divenne anche responsabile di un settore. La bimba così visse con la mamma e i parenti, in un ambiente non ricco ma sicuramente sereno ed affettuoso. Frequentò tutte le scuole (elementari, medie, magistrali) presso l’istituto “Suore di Santa Croce”e conseguì il diploma Magistrale presso l’Istituto Statale  “Margherita di Savoia”, che le permetteva di insegnare. Nel 1925 la maestrina superò subito il concorso per i maestri del Lazio. Nel 1926/27 insegnò a Fabrica  di Roma, poi due anni a S. Felice Circeo; nel 1929 approdò al Boschetto dove rimase sino alla fine della vita, nel 1956.

Al Boschetto, malgrado le difficoltà della vita e le carenze della scuola, che non aveva una sede e usufruiva di locali (due stanze)affittati da persone del luogo, fece cose eccezionali con sacrificio personale. Per diversi anni fecero i turni : due classi la mattina, due il pomeriggio e una classe presso la casa della maestra Assunta Pandolfi, anziana, che era piuttosto vicina. La nostra Maestra abitò presso l’anziana collega fino al 1935, quando ebbe una casa propria avendo sposato, nel 1931,  un giovane del luogo, Settimio Foschi, quattro anni più grande di lei. Le difficoltà erano diverse: non c’era l’acqua e si andava avanti con l’acqua dei pozzi  o quella delle cisterne, dove si raccoglieva l’acqua piovana, le strade non erano asfaltate, parecchie persone vivevano ancora nelle capanne, gli insegnanti venivano da Velletri, da Cori, da Rocca Massima, da Giulianello….; il più delle volte gli insegnanti dovevano raggiungere la scuola a piedi, difatti il treno passava a Giulianello (km. 3), da Rocca Massima c’era un pullman al giorno e a piedi si impiegava poco tempo a scendere e poi il ritorno in paese era sempre problematico. La maestra Nunziatina, come talora la chiamavano, malgrado tutto, con la sua inventiva e la sua dedizione, riuscì ad ottenere risultati eccellenti. Presto le fu assegnato anche il compito di fiduciaria, perché la direzione didattica era a Cori e tutto ricadeva su di lei. Spesso sostituiva gli insegnanti mancanti o ritardatari e, se stava insegnando alla sua classe, i ragazzi dell’insegnante mancante li portava nella sua classe.

 La Maestra aveva della scuola un’idea e una stima altissima, che meritava qualsiasi sacrificio per i ragazzi che l’amavano come una madre. Per quei ragazzi, tanto bisognosi sotto molti aspetti, dimenticava se stessa. Mirava anzitutto a una buona educazione e poi voleva che diventassero bravi in tutte le materie scolastiche, anche perché la maggior parte di loro non avrebbe continuato gli studi dopo la scuola elementare. Si preoccupò pure degli anziani che non avevano frequentato o interrotto la scuola ed istituì corsi di Scuola Serale. Aiutava gli adulti anche in altro modo, perchè era sempre disponibile ad interpretare una lettera, riempire una pagina richiesta da un ufficio, scrivere una domanda ad un ente…

Malgrado tutto si aggiornava sempre per la didattica e la pedagogia, tanto che il Direttore Didattico di Cori, da cui dipendeva, volle che alla fine di ogni anno scolastico facesse delle conferenze agli altri insegnanti sugli argomenti più necessari o di maggiore richiesta. Al Boschetto molti la ricordano ancora con ammirazione e gratitudine…noi ci permettiamo di auspicare che gli insegnanti di oggi imitino la dedizione e la passione di Annunziata Bisogni Foschi, la Maestra del Boschetto.

                             Enrico Mattoccia

Chi desiderasse il libretto “Annunziata Bisogni Foschi - La maestra del Boschetto” può farne richiesta all’Associazione “Mons.G. Centra”, inviando un’offerta come aiuto per  l’Associazione,   mediante Conto corrente n. 73093031, intestato a: “Associazione Culturale Mons. G. Centra”- Piazzetta della Madonnella 1- 04010 Rocca Massima (LT).

 

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NOTIZIE  DAL  BOSCHETTO

1. Via “Annunziata Bisogni”…la strada della ritrovata concordia?

Sicuramente ai passanti più attenti non sarà sfuggito che nelle vicinanze della pensilina della fermata dei bus, ubicata di fronte al frantoio “Del Ferraro”, da qualche tempo è stato tolto il segnale di parcheggio e la relativa segnaletica stradale. Ciò nonostante le macchine continuano a parcheggiarvi normalmente, probabilmente perché tale spazio si trova vicino alla farmacia e quindi gli automobilisti, che vi si recano, evitano di sostare in mezzo alla strada provinciale. Stuzzicato dalla curiosità, tipica del “giornalista”,  mi sono preso la briga di informarmi,  presso l’ufficio tecnico comunale, del perché di tale azione.

La risposta del personale addetto è stata perentoria: quello spazio che prima si utilizzava ufficialmente per parcheggiare le auto non era regolare  in quanto tale area è il proseguo della strada comunale che passa dietro la chiesa e che termina in Contrada Colle Gorgone; infatti, la stradina, si “dovrebbe” chiamare ( ma non è censita) Via di Colle Gorgone. Purtroppo questo spazio attualmente è argomento di una “querelle” tra il proprietario della casa adiacente al “parcheggio” e coloro che vi sostano, senza soluzione di continuità, sia di giorno che di notte. Il proprietario asserisce che le autovetture lì parcheggiate gli precludono il regolare accesso nella sua abitazione. Gli altri, per contro, asseriscono il contrario. Un bel rompicapo che soltanto il buonsenso e il rispetto delle regole potrebbe far finire del tutto. Mi spiego: appurato che quello spazio sia il proseguo di una strada comunale, l’ufficio tecnico, a mio modesto avviso,  dovrebbe attivarsi immediatamente, senza ulteriori indugi, affinchè si possa determinare bene l’area ed  evidenziarne tutti i confini;  poi  stabilire e marcare la zona di rispetto dell’abitazione in oggetto ed infine, se c’è ancora spazio, creare una regolare zona di parcheggio.

Se le problematiche, a quanto si dice, sono queste ma quanto ci vuole per risolverle? Si deve sempre aspettare che i cittadini perdano la pazienza e vengano ai “ferri corti”? Suggerimento sensato (spero): una volta che le cose si sono aggiustate e basta poco, credetemi, la stradina comunale si potrebbe intitolare (così come ha proposto il prof. Enrico Mattoccia al Sindaco) alla memoria di Annunziata Bisogni Foschi, la maestra di Boschetto. Così facendo sono sicuro che quella strada sarà ricordata oltre che per un doveroso tributo a colei che tanto ha dato per la comunità di Boschetto, anche come quella della ritrovata concordia! 

Aurelio Alessandroni

2)  “Bar delle Contrade” non lascia ma…raddoppia!

In questo periodo di crisi dove molte attività commerciali sono costrette a chiudere i battenti, a Boschetto di Rocca Massima è accaduto l’esatto contrario. La famiglia Battisti, che già da qualche anno gestisce il Bar delle Contrade, lo scorso 25 giugno ha ufficialmente inaugurato(nei medesimi locali) “La Pizzeria delle Contrade”. A gestire entrambe le attività sono sempre loro, a cominciare da papà Gino, da mamma Patrizia e dalle figliole Federica e Luana. Però, come l’amico Gino ha precisato, la titolare di tutto è Federica, quindi loro sono alle sue dipendenze. A parte la “gerarchia” aziendale ritengo che per fare una ottima pizza, oltre che gli ingredienti di primo ordine, ci vuole senz’altro un bravo pizzaiolo ed è per questo che si sono avvalsi dell’opera di Sergio Milanesi di Giulianello e di un suo giovane collaboratore locale Alessandro Cianfoni.

La sera dell’inaugurazione io c’ero ed ho potuto vedere, ma sopratutto gustare, una pizza “al taglio” eccellente, preparata, con perizia e maestria, nei più svariati gusti; c’era veramente l’imbarazzo delle scelta! Personalmente non ho avuto nessun imbarazzo…ho assaggiato di tutto e di più! Ovviamente non sono mancati i panini con la porchetta e un buon bicchiere di “carburante” rosso. Eravamo in tantissimi a festeggiare, insieme a Gino e alla sua bella famiglia, l’inizio di questa nuova attività e siamo rimasti tutti molto soddisfatti. Hanno avuto coraggio e quindi vanno gratificati con una nostra presenza sempre massiccia nella Pizzeria delle Contrade…ma non solo! Il Bar e la Pizzeria, per ora, sono aperti tutti giorni escluso il lunedi, poi si vedrà come vanno le cose, ci tiene a specificare Gino. La nostra redazione augura alla famiglia Battisti buoni affari per il proseguo delle loro attività commerciali.

Approfittiamo dell’occasione per congratularci con un altro commerciante il sig. Nazzareno Frasca di Latina che un paio di settimane fa ha riavviato, dopo anni di chiusura, la rivendita di tabacchi  “Boschetto 1” sita nelle immediate vicinanze del Bar Pizzeria. Auguri e buon lavoro da parte de Lo Sperone.

Aurelio Alessandroni 

 

 

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MOMENTI  DI  GIOIA

Domenica 14 giugno 2015, nella nostra parrocchia di San Michele Arcangelo, dodici  nostri giovani hanno ricevuto i sacramenti della Comunione e della Cresima. Quattro bambini hanno fatto la Prima Comunione: Valentina Lanna, Gloria Lucarelli, Carlotta Latini e Giulia De Blasi; mentre otto hanno ricevuto il sacramento della Cresima: Filippo Vitelli,  Aurora Mariani, Yuri Foschi,  Lorenzo Della Vecchia,  Alessandro Leli, Gianmarco Alessandroni, Filippo Del Ferraro e Filippo Fanella. Ad officiare i sacri riti è stato il delegato vescovile don Angelo coadiuvato dal nostro parroco don Fedele che, nella bellissima omelia, hanno indicato ai piccoli comunicandi il significato e l’importanza di ricevere il corpo di Gesù; mentre hanno ricordato ai cresimandi che con questo Sacramento sono diventati “soldati” della Chiesa ed inviati dal Signore, per opera dello Spirito Santo, come testimoni dell’amore di Gesù nel mondo.

Ci sembra doveroso ricordare anche il ruolo fondamentale, l’impegno e l’abnegazione delle catechiste che hanno preparato i giovani ad affrontare con responsabilità questo nuovo impegno nella vita ecclesiale; quindi ringraziamo di cuore: Anna Coriddi, Antonella Lucarelli, Stefania Del Ferraro e Clara Corbi. Per una piccola comunità cristiana come Rocca Massima, occasioni del genere sono momenti di gioia per tutti. La nostra redazione si unisce alla felicità dei giovani e dei loro familiari e augura a tutti ogni bene. (A.A.)

 

 

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