Lo Sperone Luglio 2012
 

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che domenica 12 agosto alle ore 21,00 in piazzetta della Madonnella di Rocca Massima, si svolgerà la serata finale del “Premio Goccia d’Oro 2012” con premiazioni e spettacolo.

Siete tutti invitati a partecipare; liberatevi da ogni impegno.


VI ASPETTIAMO!!!

 

 

 

 

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Rocca Massima accoglie i Bersaglieri

Il 16 giugno, aria di allegria a Rocca Massima: una fanfara di bersaglieri in congedo ha fatto risuonare per le vie del paese le festanti note delle marce tipiche di questo corpo militare. In occasione del 60° Raduno Nazionale dei Bersaglieri che si è tenuto a Latina nei giorni 15-16-17, la nostra Amministrazione Comunale ha ospitato i componenti di una sezione di bersaglieri in congedo. Dalla stampa abbiamo appreso che al raduno hanno partecipato in 18.000, molti dei quali con famiglie ed amici al seguito; chiaramente tutta questa massa di gente non poteva essere ospitata nella sola città di Latina per cui tutti i comuni del circondario sono stati in qualche modo interessati. La sezione ospitata dal nostro Comune è stata quella di Paceco, una cittadina siciliana in provincia di Trapani. I Bersaglieri sono arrivati nella giornata del 16, hanno pernottato all’Ostello e in alcune case private e il giorno 17 sono andati a Latina per partecipare alla grande sfilata per poi ritornare in paese per il pranzo e per un salutare riposo, prima di affrontare il lungo viaggio di ritorno.

La fanfara di Paceco, nel pomeriggio del giorno 16 ci ha coinvolti in un pirotecnico susseguirsi di marcette e canti patriottici regalandoci momenti di vera emozione (chi scrive, ex bersagliere, a fatica ha trattenuto lacrime di commozione). Il primo momento toccante è stato l’omaggio al monumento dei caduti con la presenza del sindaco Angelo Tomei, di alcuni membri della Giunta e del Consiglio Comunale, del presidente della sezione di Paceco, Vincenzo Quartana. Le struggenti note del “Silenzio” e poi l’Inno Nazionale hanno sottolineato il semplice ma nobile gesto della deposizione di un mazzo di fiori ai piedi del monumento. Proseguendo per la via di Cori la Fanfara si è poi recata al Parco della Memoria dove è stato piantato un albero alla memoria dei Bersaglieri caduti per la Patria.

Dopo la breve cerimonia, per via San Rocco i bersaglieri sono tornati alla piazza degli Alberetti percorrendo l’ultimo tratto di corsa. A questo punto quanti erano presenti, travolti dall’entusiasmo, non si sono più trattenuti e hanno tributato loro applausi scroscianti e grida di apprezzamento. Dopo, per una buon’ora, in piazza è stato un susseguirsi di marce (soprattutto Flic Floc, la celebre marcia dei Bersaglieri), un vero e proprio spettacolo che si è concluso  con un’ultima corsa alla quale ha partecipato anche il Sindaco che, prima che si sciogliessero le righe, ha donato alla bravissima fanfara di Paceco una targa in ricordo della loro breve presenza a Rocca Massima; i bersaglieri hanno ricambiato donando il gagliardetto della loro sezione.
Non c’è niente da fare, i Bersaglieri sono un corpo davvero speciale: sono bravi soldati come lo sono tutti i corpi del nostro Esercito, ma nessuno ispira tanta simpatia come loro. L’agile corsa, la veloce  marcia, quel cappello con le piume al vento, le brillanti note delle loro fanfare li rendono unici e… belli.

Il termine “bersagliere” si associa subito all’agilità, alla rapidità, al coraggio, all’amore per la Patria. Lo so: state pensando che mi sto facendo prendere la mano dal mio cuore di ex bersagliere; forse è anche vero. Del resto, come posso dimenticare la mia esperienza nella caserma “Cavour” di Torino? Ricorderò per sempre quell’addestramento certamente faticoso fatto di corse e marce veloci ma sempre accompagnato da canti e suono di fanfara. Vi do un dato “tecnico”: i Bersaglieri corrono al ritmo di 180 passi al minuto e marciano al ritmo di 140 passi da 86 centimetri. Non posso dimenticare la corsa reggimentale  del sabato mattina quando, con la fanfara al centro di piazza d’armi a dettare il ritmo, si correva senza sosta per un’ora e guai a chi rimaneva indietro: gli veniva tolto il piumino dal cappello, la massima umiliazione per un bersagliere.

Quando ci si spostava da un punto all’altro della caserma si doveva correre, non camminare. Certe formalità, allora come adesso, mi apparivano esagerate ma sicuramente contribuiscono a creare un forte spirito di corpo che rimane anche dopo l’esperienza della vita militare. Ecco perché molti bersaglieri, una volta congedati, si riuniscono in associazioni per tener vivo l’amor di patria, lo stile di vita dinamico e sportivo, la solidarietà, l’amicizia, per prestare assistenza materiale e morale fra soci e le loro famiglie, per adoperarsi in opere volontariato. Quando è possibile, come a Paceco, viene costituita anche una fanfara. La prima associazione di questo tipo fu costituita a Torino nel 1886 ma ora se ne contano molte in tutte le regioni d’Italia; una sezione sta anche vicino a noi ed è quella di Valmontone. Noi che abbiamo la fortuna di abitare vicino a Roma, qualche giorno potremmo anche andare a visitare il Museo dei Bersaglieri che sta a Porta Pia; potrebbe essere un buon motivo per ripassare tante pagine della nostra storia dal Risorgimento ad oggi.

Rocca Massima ricorderà con piacere la bella giornata con i Bersaglieri di Paceco e credo che anche loro avranno un buon ricordo di noi perché l’accoglienza che abbiamo riservato a loro è stata calorosa. La bravura della loro fanfara avrebbe meritato un pubblico molto più numeroso ma purtroppo gli abitanti del nostro paese sono pochi, ma la gran parte stavano in piazza ad applaudirli.

Remo Del Ferraro

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FUMO E FIAMME SU... “LA ROCCA”

Lo scorso 26 giugno a Rocca Massima, come del resto in tutta Italia, splendeva uno splendido caldo sole e nulla lasciava presagire l’inferno di fuoco che si sarebbe abbattuto, da lì a poco, su “La Rocca” una delle più grandi aziende olivicole del nostro territorio, situata in loc. Colle Gorgone. L’allarme è scattato poco dopo le 9 di mattina ed in pochissimo tempo le fiamme hanno avvolto uno dei magazzini della ditta dove erano stoccati cartoni e contenitori di plastica che servivano per l’imballaggio e la spedizione delle olive e altri prodotti alimentari.

Che l’incendio fosse di una certa gravità è stato subito evidente a tutti, infatti tutta la zona, per un raggio di circa 2-3 Km, è stata invasa da una coltre di fumo nero e denso che ha destato subito preoccupazione ed apprensione perché si temeva, inizialmente, che potesse essere nocivo per la salute. Ma il pensiero e la preoccupazione di tutti, una volta accertato il luogo d'origine dell’incendio, è stato per la famiglia di Mariano Del Ferraro, titolare dell’azienda, e per tutti i numerosi operari che vi lavorano. Istintivamente, quasi obbedendo ad un segnale solidale, ci siamo ritrovati al “Pizzo” ad osservare l’evolversi della situazione con l’angoscia nel cuore. Quel pennacchio di fumo nero e tetro che si alzava da uno dei capannoni e le lingue di fuoco che ne fuoriuscivano facevano veramente rabbrividire! Il via vai di camion dei Vigili del Fuoco a sirene spiegate, l’elicottero del 118 che atterrava in un terreno adiacente, per un istante ha fatto temere il peggio ma, fortunatamente, non ci sono stati feriti o vittime. Solo nel tardo pomeriggio, grazie all’encomiabile lavoro dei VV.FF. arrivati da Aprilia, Frosinone, Velletri, Montelanico e Roma, coadiuvati anche dai mezzi della protezione civile di Cisterna, si è riusciti a domare l’incendio che ha distrutto, comunque, un intero capannone di circa 400metri quadrati.

I danni sono stati stimati in diverse centinaia di migliaia di euro ma potevano essere ben più gravi se,  qualche mese fa in fase di restaurazione, non fossero state adottate nuove tecniche antincendio e il materiale di rivestimento non fosse stato trattato con una speciale vernice ignifuga che ha ritardato il propagarsi delle fiamme nei locali adiacenti. La causa dell’incendio non è stata, per ora, accertata e tutto l’accaduto è al vaglio delle autorità competenti. Come ha già fatto l’Amministrazione di Rocca Massima, anche noi della redazione de “Lo Sperone” esprimiamo solidarietà e vicinanza a Mariano ed Andrea Del Ferraro con la viva speranza che possano riprendere quanto prima la produzione e continuare così ad esportare tutti i loro prodotti non solo in Italia ma nel resto del mondo.

Aurelio Alessandroni

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MOMENTI DI GIOIA
Prime Comunioni e Cresime dei bambini di Rocca Massima

Sabato 30 giugno, nella nostra parrocchia di San Michele Arcangelo, sette nostri giovani paesani hanno ricevuto i sacramenti della Comunione e della Cresima. Tre bambini hanno fatto la Prima Comunione: Sonia Cianfoni, Alessandro Trustz e Matteo Della Vecchia; quattro hanno ricevuto il sacramento della Cresima: Giada Cianfoni, Francesca Lanna, Clarissa Lucarelli ed Alessandro Ricci.

Ad ufficiare i sacri riti è stato il nostro parroco don Angelo che, nella bellissima omelia, ha indicato ai piccoli comunicandi il significato e l’importanza di ricevere il corpo di Gesù; mentre ha ricordato ai cresimandi che con questo sono diventati “soldati” della Chiesa ed inviati dal Signore, per opera dello Spirito Santo, come testimoni dell’amore di Gesù nel mondo. Per una piccola comunità cristiana, come la nostra, occasioni del genere sono momenti di gioia per tutti. La nostra redazione si unisce alla felicità dei giovani e dei loro familiari e augura loro ogni bene.

Ci sembra doveroso ricordare il ruolo fondamentale, l’impegno e l’abnegazione delle catechiste che hanno preparato i giovani ad affrontare con responsabilità questo nuovo impegno nella vita ecclesiale. Ringraziamo di cuore Stefania Del Ferraro, Maria Lucarelli, Sonia Priori ed Antonella Lucarelli.

(le foto di questo articolo sono state gentilmente concesse da Franco Lucarelli)

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