Lo Sperone Giugno 2017
 

Il  5 x 1000  all’Ass.ne  “Mons. Giuseppe Centra”

La legge  ti permette di destinare il cinque per mille dell’IRPEF, senza alcun aggravio e senza mutare la destinazione dell’otto per mille. Se vuoi, indica al tuo commercialista o al CAF il codice fiscale dell’Associazione “Mons. G. Centra”, oppure segnalalo tu stesso nell’apposito spazio del CUD che poi consegnerai all’Agenzia delle Entrate. E’ possibile destinare il cinque per mille alla nostra Associazione perché essa è inserita nell’elenco  della Regione e dell’Agenzia delle Entrate per i suoi meriti culturali, sociali e divulgativi.

Ti invitiamo a destinare il cinque per mille all’Associazione culturale “Mons. Giuseppe Centra”; ci conosci abbastanza per verificare e anche controllare l’uso che ne facciamo.

Il codice fiscale dell’Associazione, da indicare, è il seguente: 91056160590
Se ti è possibile e lo ritieni opportuno, comunicalo anche ai tuoi amici e sollecita anche loro a destinare il cinque per mille all’Associazione “Mons. G. Centra”.

 

 

ROCCA MASSIMA
Evviva, si è rivista la partecipazione alle Feste di maggio

Ormai da qualche anno ci eravamo un po’disabituati a partecipare con fervore alle feste di maggio. Forse perché non c’erano più validi motivi per farlo? Chi lo sa! Però stava inesorabilmente accadendo quanto temuto da tempo: le nostre belle tradizioni religiose e popolari stavano pian piano passando nel dimenticatoio tra la quasi totale indifferenza e rassegnazione di tutti! Non vogliamo, per carità, accendere polemiche o malumori, ma le feste padronali di quest’anno, in modo particolare quella di Sant’Isidoro, hanno finalmente ritrovato un po’ degli antichi splendori e una maggiore partecipazione.

Per onor di cronaca dobbiamo ammettere che la “crisi” delle feste padronali è andata di pari passo con la recessione della nostra economia che si è evidenziata, in modo più netto, a partire dal 2007. Sono stati anni di vera sofferenza economica che ha colpito più direttamente le classi medio-basse, proprio quelle più devote e più motivate, che contribuivano, anche con importanti offerte, alla buona riuscita dei festeggiamenti;  il più delle volte facendo anche qualche sacrificio. Anche  per questo motivo, da circa una decina di anni venivano organizzate le feste di maggio in modo più austero; di conseguenza, pian piano, sono iniziate (inconcepibili e ingiustificate) anche le defezioni dal lato religioso. Il fondo è stato toccato due/tre anni fa quando la processione di Sant’Isidoro non si è potuta fare per mancanza di “incollatori” e, fatto ancor più grave, per le tante assenze di fedeli! Non potevamo andare avanti così!

Non si poteva, nel modo più assoluto, far finire così miseramente le nostre antiche e belle tradizioni! Ai tanti fedeli delusi, saranno tornati in mente i tempi (non troppo lontani) in cui, per “incollare” Sant’Isidoro si organizzava addirittura una disfida chiamata “la stanga”; gli allevatori (da una parte) e gli agricoltori (dall’altra) si contendevano, a suon di offerte in danaro, l’onore di poter trasportare Sant’Isidoro in processione. A coloro che avevano donato di più, veniva concesso il privilegio di “incollare” il Santo e il ricavato veniva speso per organizzare i festeggiamenti. Da quei bei e nostalgici ricordi e anche per la grande devozione che il popolo di Rocca Massima nutre nei confronti del Santo spagnolo, credo sia scattato, in alcuni nostri concittadini,  quello che io definirei  una sorta di “orgoglio rocchigiano”! Come attirati da un richiamo comune, circa quaranta cittadini si sono associati per riorganizzare la parte civile delle  feste di maggio e collaborare con il parroco per la parte religiosa. Lo scorso anno hanno costituito una Associazione Culturale ad hoc, denominata “Fratellanza Madonna Della Pietà e Sant’Isidoro Agricoltore”. I segnali di un certo cambiamento positivo si sono visti già l’anno passato; infatti, per Sant’Isidoro, riuscirono ad organizzare una festa più che dignitosa e finalmente non ci fu bisogno di cercare con il “lanternino” i portatori per la processione.

Quest’anno, poi, si sono superati! Era da tanto tempo che il nostro Santo Agricolo non veniva festeggiato così degnamente e in particolar modo si sono riviste tante presenze di fedeli, inimmaginabili sino a qualche tempo fa. Il top di gradimento ma soprattutto di rinnovata devozione si è visto il giorno della processione, quando la “macchina” dove stava Sant’Isidoro, dopo aver attraversato gli stretti vicoli del centro storico, è stata posata, dai “fratelli incollatori”, su un carro trainato da due imponenti buoi che, a passo lento e maestoso, hanno trasportato il Santo nel proseguo della processione. Un momento veramente toccante; alcuni anziani ma non solo, avevano gli occhi lucidi e, al passaggio del carro con la statua, per l’evidente emozione, a stento riuscivano a pronunciare:“Viva Sanzidoro!”. Dopo la suggestiva processione la giornata è proseguita con i festeggiamenti civili, già iniziati il giorno prima.

Accompagnati da gruppi folkloristici, banda musicale con majorette e sbandieratori vari, i numerosi visitatori hanno potuto godersi in allegria la 1a fiera dedicata all’agricoltura: un’interessante esposizione di trattori (moderni e d’epoca) e di attrezzi agricoli, numerose bancarelle con prodotti tipici locali, giochi vari, le due riffe e, per la gioia dei piccini ma anche dei papà, perfino un trenino che faceva fare (gratis) il giro di Rocca Massima. Insomma ce ne è stato per tutti i gusti. La festa di Sant’Isidoro si è conclusa il sabato successivo (ottavario) con la tradizionale processione notturna e i suggestivi fuochi d’artificio in piazzetta della Madonnella. A proposito di quest’ultimo fatto, mi sembra doveroso segnalare un bell’episodio: durante la processione il nostro parroco ha chiesto ai fratelli se poteva  “incollare” per un breve tratto la statua di Sant’Isidoro; tra lo stupore e il piacere dei presenti e una volta trovato un pari altezza per formare la pariglia, è stato accontentato. Ovviamente la scelta del “partner” di Don Alfonso non poteva non cadere sul nostro confratello Paolo Mariani, da noi bonariamente soprannominato:“padre Cionfoli” per il suo carattere pacato e sempre conciliante e anche perché tra “prelati”ci s’intende al volo e la cadenza del passo è similare.

A parte questa piccola nota di colore, credo sia stato un gesto molto apprezzato che, ancor di più, rinsalda i buoni intendimenti per continuare a riscoprire le nostre tradizioni, sia religiose che civili. Al momento di andare in stampa era ancora in corso la festa della Madonna Della Pietà, festività questa molto sentita e sempre partecipata, anche ai tempi della “austerity”!  Organizzata, come detto, dall’Associazione “Fratellanza Madonna Della Pietà e Sant’Isidoro Agricoltore”, quest’anno è stata programmata una bellissima festa. Dal lato religioso c’è stata partecipazione del nostro Vescovo +Mons. Mariano Crociata e, nella stupenda processione, Don Alfonso e il confratello Paolo, si sono “incollata” pure la Madonna, oramai la pariglia è fatta?...vedremo; sempre nella processione è stata riproposta nientemeno che una “crillanna”(Ghirlanda floreale), erano decenni che ciò non accadeva! Per i festeggiamenti civili ci sono riviste tante bancarelle, giochi popolari, la riffa, il trenino “Rocca Express” e, dulcis in fundo, il concertone serale della famosa cover italiana dei Pooh, chiamata appunto: “Le orme dei Pooh”.

Ora, per concludere, ci sembra proprio doveroso ringraziare il Direttivo che, insieme ai confratelli della suddetta Associazione, ha voluto e saputo riportare a Rocca Massima, dopo tanto tempo, il piacere e la voglia di partecipare alle feste di maggio, con la viva speranza che tutto ciò continui duraturo nel tempo.

Aurelio Alessandroni

 

PIACEVOLI RICORDI DI DIECI ANNI FA

La settimana scorsa, dopo varie insistenze di mia moglie, ho finalmente messo mano nell’armadio dove custodivo, in un caos (a mio dire) ordinato, tutte le mie “cianfrusaglie”. Veramente c’era proprio bisogno di rassettarlo perché, una volta aperte le ante, mi è cascato addosso di tutto, tante erano le cose che avevo ammicchiate nel tempo. Pian piano e armato di santa pazienza, ho iniziato a svuotare i vari comparti e, una dopo l’altra, son venute fuori tante cose: vecchie foto(addirittura in bianco e nero),  faldoni di documenti (per lo più ormai inutili), due/tre telefonini della prima ora (ormai pezzi d’antiquariato), penne di tutti i tipi (ormai inservibili), musicassette anni ’70, floppy-disc di ogni genere (credo che i più datati servissero per l’antesignano dei PC, il celebre Commodore 64), insomma un vero e proprio bazar da far invidia alle più fornite bancarelle dell’usato che si trovano nei mercatini rionali.  

Mentre facevo la selezione tra quello che dovevo conservare e quello da buttar via mi è cascato l’occhio su una copia, perfettamente conservata, del settimanale “Velletri oggi” datato 8 agosto 2007. Un po’ incuriosito ho incominciato a sfogliarlo e a pagina 20 spiccava un titolone: “Ambìto riconoscimento  per l’Associazione “Mons. G. Centra”, a firma di Enrico Mattoccia.  Francamente in quel momento non ho ricordato il motivo di tale premiazione,  quindi ho iniziato a leggere lo scritto e man mano che andavo avanti le cose mi sono ritornare alla memoria e ho iniziato a ricordare quella bellissima edizione (la quarta) del nostro Premio “Goccia d’ Oro”. Quell’anno la manifestazione si tenne in due serate, il 28 e 29 luglio nella nostra sede storica: Piazzetta della Madonnella e, come riferiva Enrico Mattoccia, il pubblico fu numeroso e secondo fonti molto attendibile si superarono le 800 presenze nelle due serate. Come lo è adesso, il presidente dell’Associazione di allora era Remo Del Ferraro che in una dichiarazione affermò soddisfatto: “L’Associazione Centra  ha vissuto, in questa edizione del Premio, il momento più importante della sua vita associativa, il mio personale ringraziamento va a tutti i soci che si sono impegnati volontariamente affinché il tutto fosse realizzato nel migliore dei modi”.

Che quella edizione del Premio segnò un momento importante per la “Mons. Centra” fu oltremodo confermato anche da un prestigioso e quanto mai gradito riconoscimento (targa in argento) fatto dalla Regione Lazio che, per mano dell’allora Consigliere Regionale On. Claudio Moscardelli (ora Senatore della Repubblica), fece avere pubblicamente al presidente Remo Del Ferraro (vedi foto), con la seguente motivazione: “All’Associazione Mons. Giuseppe Centra di Rocca Massima che, con il consolidamento dell’associazionismo, ha divulgato il valore della cultura nel territorio”.  Per l’Associazione si trattò di un riconoscimento che da una parte generò soddisfazione, dall’altra dimostrò di aver pienamente colto i motivi ispiratori che portarono alla sua costituzione nel 1998,  che poi sono stati e sono tutt’ora la base dell’attività di tutti i soci. Nel prosieguo del’articolo Enrico Mattoccia elogia e ringrazia, giustamente, tutti i poeti e i pittori partecipanti a quell’edizione e sciorina una serie di cifre molto lusinghiere che sono state una forte spinta a continuare a far bene e ancora oggi i risultati sono positivi se solo guardiamo al numero crescente di partecipanti al Premio (soprattutto scuole).

Mentre i miei pensieri vagavano nei ricordi, la voce un po’ “stridula” di mia moglie, che mi diceva di sbrigarmi nel mettere tutto a posto, mi ha riportato alla dura realtà; per non sentirla più blaterare mi sono messo di gran lena a finire di rimettere in ordine il mio armadio ma ho conservato, con piacere e anche con un po’ di nostalgia, la pagina 20 di  quel “Velletri Oggi”.  Stavolta, però,  la mia “dolce metà”, notando il mio nostalgico gesto, non ha detto nulla; in fondo anche lei vuol bene e ammira la nostra Associazione!

Aurelio Alessandroni

 

CORI E GIULIANELLO
Strada Sicura” per gli alunni: consegnata la Patente dell’Utente Responsabile

Circa 250 alunni dell’ultimo anno dell’infanzia e delle classi quarte elementari di Cori, Giulianello e Boschetto di Rocca Massima che hanno frequentato anche quest’anno il progetto di educazione alla sicurezza stradale giunto alla sua XII edizione grazie ad un’efficace sinergia interistituzionale.

Si è conclusa la 12^ edizione di «Strada Sicura», progetto promosso dall’Assessorato alla Sicurezza del Comune di Cori, in collaborazione con il Corpo di Polizia Locale, l’Istituto Comprensivo Statale «Cesare Chiominto» e il Comune di Rocca Massima. Un’efficace sinergia interistituzionale che sta garantendo con continuità ai giovani del territorio anche una formazione in materia di circolazione stradale, seguendo le linee guida del MIUR sui programmi scolastici e lo spirito generale del Codice della Strada, per il quale la sicurezza delle persone non può essere garantita solo con la repressione.

Presso le scuole primarie «Virgilio Laurienti» e «Don Silvestro Radicchi» è stata consegnata anche quest’anno la Patente dell’Utente Responsabile ai circa 250 alunni dell’ultimo anno dell’infanzia e delle classi quarte elementari di Cori, Giulianello e Boschetto – Rocca Massima che hanno frequentato il corso tenuto dal Maresciallo della Municipale di Cori, Lidia Cioeta. Le lezioni si sono svolte una volta a settimana, per circa due mesi, con modalità interattive, l’ausilio di strumenti multimediali e la partecipazione del corpo docente. Alla fine i corsisti sono scesi in strada per mettere in pratica la teoria.

Tra gli applausi di genitori ed insegnati, gli studenti si sono esibiti in canti e recite sul tema della sicurezza stradale, materia alla quale hanno cercato anche di dare una veste grafica con la realizzazione di disegni e cartelloni. I rappresentanti delle istituzioni coinvolte hanno presenziato le due cerimonie. Erano presenti, tra gli altri, il comandate della Polizia Locale di Cori, Cap. Alessandro Cartelli; il dirigente scolastico, Patrizia Pochesci e la sua vicaria Fiorella Marchetti; il consigliere Gino Battisti per il Comune di Rocca Massima e il comandante della Municipale rocchigiana, il M.llo Maurizio Cianfoni.

“Il fine ultimo dell’iniziativa è responsabilizzare i futuri utenti della strada ad una giusta condotta stradale, consapevoli dell’importanza del rispetto della vita propria e altrui – spiega il vice sindaco con delega alla Sicurezza, Ennio Afilani - Si cerca in tal modo di promuovere una nuova cultura della sicurezza stradale, che riesca ad incidere sul cambiamento degli atteggiamenti, puntando su conoscenza, riconoscimento e percezione del rischio stradale. La sicurezza stradale è anche una questione di cultura della prevenzione, alla quale occorre educare i cittadini fin da piccoli, partendo dalla scuola per arrivare, indirettamente, alla famiglia”.(M.C.)

 

 

CORI -Latium Festival 2017

È iniziato il Laboratorio“Canto Tradizionale a Coro”per la salvaguardia del patrimonio musicale tradizionale estimolare l’interesse dei giovani e della collettività per la produzione musicale non professionistica. Il progetto intende favorire il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale di tradizioni musicali e orali italiane e straniere, attraverso la sua digitalizzazione, archiviazione e traduzione nei linguaggi contemporanei. I risultati di questo lavoro verranno presenti durante le serate del Latium Festival 2017.

Anche quest’anno, a cavallo tra Luglio e Agosto, Cori e il Lazio saranno il punto di riferimento del folklore mondiale grazie al Latium World Folkloric Festival – Musiche e Danze popolari del mondo per una cultura della Pace - CIOFF®, organizzato dall’Associazione Culturale “Festival della Collina” di Cori, dal Comune di Cori, della Pro Loco Cori e dell’Associazione “Latium” di Roma. Un aspetto scientifico caratterizzante ogni edizione della kermesse, cui viene dato particolare rilievo attraverso il Latium Folk & Ethnic Music Fest - Melodie e Ritmi popolari del mondo – è quello della musica e della danza popolare. In questi anni si sono esibiti in concerto e hanno tenuto conferenze in materia, etnomusicologi come Edoardo Bennato, Mimmo Epifani e Ambrogio Sparagna, oltre a gruppi musicali locali di estrazione popolare, e sono state promosse iniziative e workshop con il coinvolgimento degli alunni delle scuole di Cori.

Considerate le direttive del CIOFF®, dell’UNESCO e del MIBCAT che spingono ad incentivare la tutela dei Beni Culturali Immateriali, l’Organizzazione del Festival, col supporto del Coro Polifonico Giovanile “Always Young Choir”, diretto dal M° Giovanni Monti, del Complesso Strumentale “Fanfarra Antiqua”, diretto dal M° Carlo Vittori, e dell’antropologa dott.ssa Anna Maria Pasquali, hanno avviato un progetto per la salvaguardia del patrimonio musicale tradizionale, per stimolare l’interesse dei giovani e della collettività per la produzione musicale non professionistica. Il Laboratorio“Canto Tradizionale a Coro” che si tiene ogni venerdì a Palazzetto Luciani, intende favorire il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale di tradizioni musicali e orali italiane e straniere, attraverso la sua digitalizzazione, archiviazione e traduzione nei linguaggi contemporanei.

Dopo aver individuato e recuperato il patrimonio esistente per farlo “sopravvivere” nella memoria comune, questo sarà reinterpretato per farlo “rivivere” e renderlo accessibile ad un pubblico più ampio. Il Coro Giovanile sta apprendendo canti a più   voci, appartenenti alla tradizione popolare italiana, soprattutto del centro e sud Italia, rintracciati attraverso una ricerca antropologica, ma anche etnica, e in particolare dei popoli presenti al Latium Festival 2017. In questo lavoro, che verrà presentato e portato in scena nelle serate   del festival, i giovani partecipanti al laboratorio useranno anche la propria creatività e abilita nell’uso delle nuove tecnologie, che in questo contesto dovranno contribuire a “restituzione” alla Comunità il patrimonio musicale tradizionale, espressione della storia e della cultura dei territori del Lazio, dell’Italia e del mondo. (M.C.)

 

 

AVVISO

CASA DI CAMPAGNA PANORAMICA CON PICCOLO ULIVETO
SI VENDE IN LOCALITA’ BOSCHETTO DI ROCCA MASSIMA (LT).

CHIEDERE DETTAGLIATA SCHEDA INFORMATIVA A:
TOM.SCO@TELETU.IT

 

 

Associazione Culturale Mons. Centra C.F. 91056160590. Design by Diamond Style