Lo Sperone Giugno 2016
 

Il 5 x 1000 all’Ass.“Mons. Giuseppe Centra”

La legge  ti permette di destinare il cinque per mille dell’IRPEF, senza alcun aggravio e senza mutare la destinazione dell’otto per mille. Se vuoi, indica al tuo commercialista o al CAF il codice fiscale dell’Associazione “Mons. G. Centra”, oppure segnalalo tu stesso nell’apposito spazio del CUD che poi consegnerai all’Agenzia delle Entrate. E’ possibile destinare il cinque per mille alla nostra Associazione perché essa è inserita nell’elenco  della Regione e dell’Agenzia delle Entrate per i suoi meriti culturali, sociali e divulgativi.

Ti invitiamo a destinare il cinque per mille all’Associazione culturale “Mons. Giuseppe Centra”; ci conosci abbastanza per verificare e anche controllare l’uso che ne facciamo.
Il codice fiscale dell’Associazione, da indicare, è il seguente: 91056160590

Se ti è possibile e lo ritieni opportuno, comunicalo anche ai tuoi amici e sollecita anche loro a destinare il
cinque per mille all’Associazione “Mons. G. Centra”.

 

 

 

MALATTIA DEL CASTAGNO
riprende, a sorpresa, l'infestazione del Cinipide

Ci risiamo! Il Cinipide non vuol proprio mollare! Questo maledetto insetto, che da qualche anno sta inesorabilmente distruggendo i nostri castagneti, è tornato di nuovo alla carica e, dopo che nel 2015 sembrava dovesse segnare il passo, quest’anno si sta riproponendo più vispo che mai. Coloro che hanno un po’ di esperienza nel settore, avranno sicuramente notato che il fogliame dei nostri marroneti, rispetto allo scorso anno, è, in molte piante, più rado e si stanno osservando anche alcune galle molto più grosse rispetto a quelle che eravamo abituati a vedere.

Questa, per certi versi, inspiegabile recrudescenza della malattia del castagno mi ha allarmato non poco e quindi ho ritenuto opportuno chiedere informazioni ad alcuni amici della filiera “Allerta Cinipide” che si trovano in Toscana, Vallerano(VT), a Segni(RM), a Roccamonfina(CE) e in Calabria. Tutti sono stati concordi nel dire che quest’anno si sta prospettando di nuovo una “rinfestazione” dell’insetto cinese. Mi hanno detto che anche nelle loro zone la situazione si presenta a dir poco drammatica,  nonostante che da oltre cinque anni si stia lanciando Torymus.

L’anno scorso ci eravamo illusi della potente reazione della natura ed infatti ci fu una sostanziale ripresa della produzione anche se con conseguenze amare in fatto di marciume. Probabilmente è successo che nel 2014, anno particolarmente piovoso, la “poco estiva”  temperatura di luglio, aveva impedito al Cinipide di espandersi e anzi la regressione era stata davvero notevole;  il luglio 2015, al contrario, fu un mese caldissimo e di certo le alte temperature hanno favorito di nuovo la sua diffusione.

Ma queste sono, per ora, solo delle supposizioni, quindi, non avendo dati certi, ho ritenuto opportuno chiedere al prof. Angelo Bini di Vallerano(VT), espertissimo in materia, cosa diamine sta nuovamente succedendo alle nostre castagne! Mi ha inviato una mail che spiega, in modo corretto ed esaustivo, l’evolversi della questione Cinipide e testualmente scrive: “…nel 2002 viene rinvenuto nei castagneti del Piemonte un insetto tutto nuovo(Cinipide) e che normalmente vive stabilmente in Cina ma senza fare danni perché è ben “controllato” dal suo antagonista naturale, un insetto anche esso, chiamato Torymus Sinensis. Il Cinipide da noi in Italia, come già accaduto in Giappone nel dopoguerra, e successivamente  in Corea e Stati Uniti, è approdato, purtroppo, senza il suo antagonista naturale e quindi ha potuto proliferare molto velocemente invadendo in pochi anni l’intero territorio nazionale e come ben sappiamo nel 2004 è arrivato anche nella nostra Regione(Lazio).

Vista la gravità della situazione e molto tempestivamente, l'Università di Torino, nella persona del prof. Alberto Alma, docente di Entomologia, ha provveduto a trasferire nei nostri castagneti anche l'antagonista: il Torymus Sinensis. Nel Lazio, però, l'introduzione è partita con un inspiegabile ritardo: i primi lanci del Torymus sono avvenuti nel 2010!  Gli esperti  internazionali in materia, ci riferiscono che per permettere al Torymus di mettere sotto controllo la popolazione del Cinipide, c’è bisogno di un tempo che varia da 12  a 22  anni e non 10 anni come un po’ frettolosamente ci avevano riferito, a suo tempo, le fonti ufficiali. Comunque è bene dire che, in ogni caso,  il Cinipide non scomparirà mai più dai nostri castagneti ma vivrà seppur molto ridimensionato in modo perenne; ma arrecherà, nella sua minima diffusione, un danno massimo del 3%  sulla produzione totale. All'inizio della stagione 2015 avevamo gridato al miracolo perché le galle, le capsule di legnina ove la larva del Cinipide nasce e si sviluppa, erano quasi scomparse.

Ferruccio Romano Schiavella, attento ed esperto castanicoltore di Segni, aveva pronosticato l'evento come conseguenza dell'attacco alle galle da parte di una spora fungina: lo Gnomoniopsis Pascoe; per questo motivo lo stato d’animo di noi tutti si stava rasserenando e si già si pregustava il ritorno alla quasi normale produzione. Purtroppo quest'anno è iniziando molto male: le galle sono tornate molto abbondanti! Cosa è accaduto veramente?Ad oggi non lo sappiamo! L’amico Ferruccio Romano Schiavella sostiene che se la stagione sarà favorevole allo sviluppo delle spore fungine, quasi sicuramente, si ripeterà l'attacco dello Gnomoniopsis e quindi molte galle si seccheranno, consentendo una seppur non grande produzione; ma credo sia il caso di non farci troppe illusioni!

Personalmente ho interpellato anche il Prof. Alberto Alma e l'ho invitato a tenere un incontro con i produttori dei Monti Cimini a Caprarola in collaborazione con una associazione locale, l'Assofrutti, la quale regola più di tremila aziende agricole produttrici di nocciole e di castagne. Alma ha accettato l'invito e appena riuscirà a liberarsi verrà a Caprarola.  In quella sede analizzeremo la situazione e cercheremo di farci spiegare il tutto. Ho già avvistato l'amico Aurelio Alessandroni, che da tanti anni segue assiduamente e con tenacia la vicenda, ad organizzare una delegazione di produttori di Rocca Massima per partecipare al convegno che programmeremo a Caprarola;  quando Alberto Alma potrà venire, vi farò sapere il tutto.  In ogni caso per debellare il Cinipide  i tempi saranno lunghi e questo lo sapevamo sin dall'inizio, per cui consiglio a tutti di non demordere perché il momento della rinascita della nostra castanicoltura avverrà sicuramente. Tanti cari saluti a Rocca Massima, Angelo Bini”.

Ho voluto trascrivere per intero la mail che mi ha inviato il prof. Angelo Bini in modo che tutti noi potessimo prendere atto della brutta situazione che si sta di nuovo prospettando nei nostri castagneti. Ora non ci resta che aspettare l’evolversi della stagione per accertarsi se veramente il Cinipide sta di nuovo proliferando e la nostra produzione di marroni dovrà, ancora una volta, segnare il passo, oppure questa brutta situazione è dovuta soltanto ad una primavera capricciosa che ha impedito ai castagni di fiorire nel modo regolare. Per concludere riprendo l’invito dell’amico Angelo Bini e, quando avrò notizie certe, comunicherò agli interessati la data della prevista conferenza di Vallerano, coinvolgendo, ovviamente, anche la nostra Amministrazione comunale.

Aurelio Alessandroni

 

BOSCHETTO - Festa di San Giuseppe

Il primo di maggio con la festa di San Giuseppe si apre, a Boschetto, il mese mariano dedicato alla Madonna e con la festa di Maria SS. della Pietà, a Rocca Massima lo si chiude. Partecipando alla festa di San Giuseppe, che è un nostro preciso dovere cattolico, abbiamo notato che è stata una bella festa sia dal punto di vista meteorologico che da quello puramente organizzativo.

Difatti, questa, è una festa programmata e preparata, con risorse proprie, dalla Confraternita  di San Giuseppe di Boschetto; questo ci fa comprendere come i confratelli sono devoti al Santo. Finito il rito religioso, la confraternita stessa, nella palestra comunale ha offerto un rinfresco a tutti.  La Confraternita è molto attiva e  non si tira indietro;  quando ci sono le feste, anche nei paesi limitrofi, i membri della Confraternita partecipano sempre con fervore  e se qualche volta, per seri motivi, si trovano in difficoltà, fanno di tutto per essere presenti e si danno aiuto reciprocamente. I fedeli ringraziano il priore Marco Della Vecchia e tutti i membri per ciò che  hanno fatto e faranno per la causa, augurano loro di crescere ancora nella fede e nella devozione verso il Santo di Padova.

I devoti di S. Giuseppe

 

COMUNICAZIONE

La nostra Associazione sta organizzando una visita culturale presso la “rinnovata” reggia di Caserta per domenica 10 luglio 2016. Il programma è il seguente: partenza da Rocca Massima alle ore 07.00; all’arrivo visita guidata alla reggia e, al termine, pranzo in un ristorante del luogo; nel pomeriggio visita al giardino inglese. Il rientro a Rocca Massima è previsto per le ore 21,00. La quota di partecipazione è di €.60 che comprende: viaggio in pullman GT, pranzo, biglietto ingresso alla reggia e al giardino inglese, entrambi con guida ufficiale. Per info potete telefonare al numero: 3483882444  oppure inviare una mail a: info@associazionecentra.it

 


 

 VELLETRI
La Funghitex ha festeggiato i suoi primi 50 anni

Lo scorso 7 maggio si è verificato, a Velletri, un grande evento per la festa della Funghitex in occasione dei suoi 50 anni di attività. Una bellissima festa alla quale hanno partecipato più di 800 persone tra cui chi ha scritto la storia della Fungicultura negli ultimi decenni, molteplici imprenditori dell' indotto ed esperti del settore. La Funghitex nasce il 6 maggio del 1966 dall’idea di 4 giovani ragazzi che fondano l’azienda di Velletri con l’obiettivo di produrre e coltivare funghi. Ma è il momento della rivoluzione del compost in sacchi e la pastorizzazione in massa e allora si sceglie di specializzarsi solo nel compost. La sfida è riuscita e con il tempo l’azienda si è evoluta ed ingrandita.

Con gli anni l’assetto societario è cambiato: uno dei tre, Franco Mattozzi, esce dalla società e insieme al suo nuovo socio Remo Azzola, fonda nel 1973 la Magnifung a Giulianello di Cori, azienda che poi nel 2000 sarà assorbita dalla Funghitex. Ma il primo amore non si scorda mai. Franco e Remo nel frattempo hanno continuato ad investire nella produzione di funghi: nel 1975 fondano la Mac e nel 1981 prendono il controllo della Fungicoltura del Circeo (per una produzione totale di funghi, nel 2015, di 50 mila quintali di funghi). Nel 1987 viene fondata la Funghidea Srl; quella che può essere definita la prima forma di aggregazione di produttori finalizzata alla vendita. Il gruppo così articolato si può definire la prima filiera dei funghi coltivati in Italia. Arrivano gli anni 2000 è c’è un‘altra opportunità da cogliere: quella dell’incubato. Altra scelta indovinata! Bisogna investire e ampliare la produzione e la nostra società lo fa; poi i tempi cambiano e gli obiettivi sono altri...arriva la sfida della qualità!

Nel  2008 c’è il “passaggio generazionale” della società da padre a figlio: è così che Mario,grazie alla sua politica orientata al rispetto dei più elevati standard di qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente, riesce ad ottenere le certificazioni di qualità, ambiente e sicurezza (unici al mondo nel settore), facendo sì che quell’azienda,che un tempo sul territorio veniva chiamata “la fungaia”,diventasse oggi un importante impianto tecnico di trasformazione di sostanze organiche all’avanguardia. Ma cos’è il substrato? E’ un preparato che contiene  materie prime naturali tra cui paglia e stallatico equino e, che dopo aver subito dei processi, prima di fermentazione e poi di pastorizzazione, viene inoculato con dei miceli (semi). Si procede poi alla fase dell’incubazione, che consente al seme di invadere completamente il substrato. Dopo circa una quindicina di giorni, viene messo a dimora in stanze strutturate dove avverrà la fruttificazione e la raccolta dei funghi che troviamo in commercio. La Funghitex, utilizzando anche il letame equino, riesce a riciclare un materiale che altrimenti andrebbe smaltito con costi molto elevati ed un forte impatto ambientale. Questo materiale viene ritirato nei principali ippodromi ed allevamenti sparsi sul territorio nazionale.

Un percorso, quello fatto da questa grande organizzazione di produttori non facile, ma che oggi ha portato queste aziende ad essere leader del settore e più di 200 addetti.“I 50 anni per un’attività sono senza dubbio un grande traguardo da raggiungere – commenta l’amministratore del gruppo, Mario Mattozzi – e ora guardiamo avanti, guardiamo alle nuove sfide che ci attendono. Il nostro prossimo obiettivo – aggiunge l’AD – è quello di valorizzare il fungo coltivato e di farlo conoscere ed apprezzare ad una fetta di mercato sempre più ampia. Per questo, abbiamo partecipato alla costituzione del FUNGO ITALIANO CERTIFICATO, consorzio per la Valorizzazione e la tutela del Fungo coltivato prodotto in Italia, di cui fanno parte aziende che costituiscono il 70% della produzione nazionale. Lo scopo è quello di comunicare il valore di questo prodotto, unico per proprietà nutrizionali (ricchissimo di proteine e leggero) evidenziando il valore del Made in Italy.Colgo l’occasione – conclude Mario Mattozzi – per ringraziare tutti i miei collaboratori che hanno reso possibile un evento così grande. Un ringraziamento particolare ai tutti gli attori della fungicoltura italiana che hanno partecipato calorosamente e alle istituzioni del nostro territorio che hanno deciso di omaggiarci con la loro presenza a partire dal sindaco di Velletri, Fausto Servadio,gli assessori,  dirigenti provinciali tutti e il Vescovo Vincenzo Apicella”.

Maria Cristina Marcucci

 

GIULIANELLO
diritto di uso civico per gli studenti delle medie

Gli studenti di Giulianello hanno esercitano il loro diritto di uso civico con una lezione di “paesaggio visivo, sonoro e gustativo”. Su iniziativa dell’ASBUC, d’intesa con i proprietari, giovedì 19 maggio i 35 allievi della scuola media «Salvatore Marchetti»  hanno varcato il cancello di Torrecchia Vecchia, esercitando il diritto di visita guidata in uno dei luoghi simbolo dell’ex Feudo Juliano. Hanno attraversato il caratteristico paesaggio a mosaico del Monumento Naturale, tra zone umide, aree agricole, boschi; tra resti di costruzioni medievali, laghetti con ninfee, ruscelli e piante pregiate. Una passeggiata didattica arricchita dal sottofondo canoro del Coro contadino delle Donne di Giulianello, che hanno insegnato ai ragazzi anche a riconoscere e cogliere le erbe spontanee.

L’idea di convertire i diritti di uso civico relativi a questa zona in un diritto inalienabile di visita scolastica guidata per gli alunni delle scuole locali nasce da una visione geniale e futuristica dell’avv. Raffaele Marchetti che, intorno alla metà degli anni ‘90, incontrò il consenso dell’allora ex proprietario dell’antico castrum, il dott. Carlo Caracciolo. Costui, dovendo provvedere ad un urgente restauro del castello immerso nell’oasi, prima di ottenere le autorizzazioni, dovette rivolgersi al Comune di Cori per la liquidazione degli usi civici. Per l’Ente si occupò della questione l’avv. Raffaele Marchetti, uno dei massimi esperti nazionali in materia. In fase di valutazione del valore dei diritti che insistevano su quella porzione di territorio, l’avv. Marchetti propose alla proprietà di tramutare i diritti vantati, di semina, pascolo e legnatico a secco, in un diritto di visita scolastica guidata nella tenuta, a favore degli studenti di Cori e Giulianello, una volta l’anno, per tutti gli anni a venire.

Un’intuizione, quella di Marchetti, che ha riproposto in forma più moderna l’antico diritto di uso civico allargando il ventaglio delle possibili forme di collaborazione futura tra i proprietari del fondo e l’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Giulianello. “Questo è il momento finale di un percorso didattico sulla conoscenza e la valorizzazione degli usi civici che l’ASBUC realizza durante l’anno scolastico nelle scuole di Giulianello con il suo Delegato alle progettualità Eugenio Marchetti – spiega il Presidente ASBUC Luca Del Ferraro – ringrazio la proprietà per la sensibilità che continua a dimostrare e che si concretizza ogni anno con la splendida accoglienza riservata alla delegazione”.(M.C.)


 

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