Lo Sperone Maggio 2016
 

Il 5 x 1000 all’Ass.“Mons. Giuseppe Centra”

La legge  ti permette di destinare il cinque per mille dell’IRPEF, senza alcun aggravio e senza mutare la destinazione dell’otto per mille. Se vuoi, indica al tuo commercialista o al CAF il codice fiscale dell’Associazione “Mons. G. Centra”, oppure segnalalo tu stesso nell’apposito spazio del CUD che poi consegnerai all’Agenzia delle Entrate. E’ possibile destinare il cinque per mille alla nostra Associazione perché essa è inserita nell’elenco  della Regione e dell’Agenzia delle Entrate per i suoi meriti culturali, sociali e divulgativi.

Ti invitiamo a destinare il cinque per mille all’Associazione culturale “Mons. Giuseppe Centra”; ci conosci abbastanza per verificare e anche controllare l’uso che ne facciamo.
Il codice fiscale dell’Associazione, da indicare, è il seguente: 91056160590

Se ti è possibile e lo ritieni opportuno, comunicalo anche ai tuoi amici e sollecita anche loro a destinare il
cinque per mille all’Associazione “Mons. G. Centra”.

 

 

 

FESTE DI MAGGIO 2016

COMUNE DI ROCCA MASSIMA
-PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO-

FESTEGGIAMENTI IN ONORE  DI SANT’ ISIDORO AGRICOLTORE

12/13 MAGGIO 2016: Triduo in onore di Sant’Isidoro. Ore 16,30: Santo Rosario - Ore 17,00: Santa Messa.

SABATO 14 MAGGIO 2016

Ore 20,30: Santo Rosario - Ore 21,00: Esposizione della Statua di Sant’Isidoro –
Ore 21,15: Santa Messa cantata.

DOMENICA 15 MAGGIO 2016

Ore 11,00: Santa Messa Solenne, cantata dal coro parrocchiale. (la processione si farà soltanto per l’ottavario)

SABATO 21 MAGGIO 2016 (OTTAVARIO)
Ore 18,00: Arrivo della Banda Musicale “Città di Trevi nel Lazio” e breve concerto  in Largo Secondo Mariani.
Ore 20,00: Santo Rosario - Ore 20,30: Santa Messa Solenne cantata dal Coro Parrocchiale.
Ore 21,15: Processione Solenne per le vie cittadine con la Statua  di Sant’Isidoro.

Durante la Processione ci saranno i fuochi d’artificio eseguiti dalla premiata Ditta “Roberto Gabriele” di Cisterna (LT).

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FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA S.S. DELLA PIETA’

26/27 MAGGIO 2016: Triduo in onore di Maria S.S. Della Pietà. - Ore 16,30: Santo Rosario - Ore 17,00: Santa Messa. 

SABATO 28 MAGGIO 2016

Ore 10,30: Santo Rosario - Ore 11,00: Esposizione della Sacra Immagine della Madonna e Santa Messa cantata.
Ore 19,00: Santa Messa solenne e, a seguire, processione del “Corpus Domini”.

DOMENICA 29 MAGGIO 2015

Ore 09,00: Esposizione vespe d’epoca in Largo Secondo Mariani.
Ore 09,30: Arrivo della Banda musicale “Città di Frascati”.
Ore 09.45: Arrivo dei sbandieratori dei “Rioni di Cori” .
Ore 10,00: Deposizione della corona di alloro, da parte delle autorità cittadine, al Monumento dei Caduti.
Ore 10,30: Breve concerto bandistico in Largo Secondo Mariani.
Ore 11,00: Santa Messa Solenne cantata dal Coro Parrocchiale.
Ore11,45:  Solenne processione per le vie del Paese con l’Immagine Sacra della Madonna.
Ore16,45:In Largo Secondo Mariani ci sarà una commedia in dialetto della Compagnia teatrale “EssoChissi”
                  di Artena(RM) dal titolo: “nu Bambiniello e tre San Giuseppe”.
 
 Ore 18,45:Estrazione del Palio popolare  “Maria S.S. Della Pietà”; premio finale TV 32” LCD/HD.

SABATO 4 GIUGNO 2016 (OTTAVARIO)
Ore 16,00: Esibizione equestre nel Largo Secondo Mariani e inizio Via Trieste.
Ore 18,30: Arrivo della Banda Musicale “Città di Frascati” e breve Concerto in Piazza.
Ore 20,00: Santo Rosario. Ore 20,30: Santa Messa Solenne cantata dal Coro Parrocchiale.
Ore 21,15:Solenne processione con la Sacra Immagine della Madonna.

Durante la Processione ci saranno i fuochi d’artificio eseguiti dalla premiata Ditta “Roberto Gabriele” di Cisterna (LT).

Gli archi luminosi per le Feste di maggio sono forniti dalla Ditta “Claudio Draghetti”

 

Aurelio Alessandroni

 

 

 

 

 

 

 

Chi  fa la differenziata…si differenzia!

Lo scorso 22 aprile è stata celebrata L’Earth Day (Giornata della Terra), la più grande manifestazione ambientale del pianeta. Questo è l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. Le Nazioni Unite hanno deciso di celebrare l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera(il 22 aprile, appunto). Il summit di quest’anno è stato definito dagli addetti ai lavori "senza precedenti":

165 capi di Stato e di governo presenti, il più alto numero da quando si riunisce il consiglio dell'Onu, che si sono impegnati per salvaguardare il clima e abbassare il riscaldamento globale. Per frenare la “febbre della Terra”, la strada da percorrere senza esitazioni, è quella di ridurre fino ad azzerare, entro la seconda metà del secolo, le emissioni di gas ad effetto serra, mettendo  un freno ai combustibili fossili e dando slancio alle energie rinnovabili. Fin qui la cronaca, per sommi capi, dell’evento;  però, credo che per arrivare alle cifre auspicate dalle Nazioni Unite bisogna senz’altro prendere coscienza del fatto che l’inquinamento globale è arrivato al livello di guardia, quindi dobbiamo imparare sempre di più a rispettare l’ambiente che ci circonda.

Rispetto a qualche lustro fa, la cosa sembrerebbe essere stata recepita perché, visti i sempre più frequenti disastri ambientali che si verificano quasi ogni giorno, si sta sempre più consolidando, nell’opinione pubblica, uno spirito ecologista atto a preservare il territorio e con la consapevolezza che, quando un ambiente è salubre, anche la nostra salute ne beneficia in modo esponenziale. In questo contesto di cose, anche le istituzioni(nazionali, regionali e locali) stanno cercando di correre ai ripari e pian piano stanno attuando misure atte a ridurre sensibilmente l’inquinamento ambientale nei territori di propria competenza. Attualmente, pur se con notevole ritardo rispetto a molti paesi nordeuropei ma non solo, in molti comuni italiani è entrata in vigore la “raccolta differenziata” dei rifiuti (porta a porta); anche Rocca Massima è, a pieno titolo,  tra questi. Nel nostro Comune questo tipo di servizio è partito nell’agosto del 2012 e, sebbene ci siano state alcune difficoltà iniziali, dovute principalmente alle nostre vecchie abitudini dove in un unico sacco mettevamo di tutto e di più; le cose ora sembrano procedere più speditamente tant’è che a Rocca Massima si è arrivati, pensate, a ben oltre l’80% dei rifiuti riciclati. Per dovere di cronaca riferiamo che i dati non ci sono stati forniti dall’Amministrazione Comunale, che magari poteva essere di parte, ma li abbiamo presi da un Ente ufficiale: l’Osservatorio Rifiuti Provincia di Latina. Siamo andati in quel sito e abbiamo scoperto che il nostro piccolo Comune è tra quelli più “ricicloni” dell’intera provincia, anzi è collocato nelle primissime posizioni.

Questo bel risultato è stato possibile perché  l’amministrazione comunale, che gestisce in proprio il servizio, di concerto con il responsabile settoriale, ha saputo sfruttare al meglio alcuni contributi erogati ad hoc dalla provincia di Latina. Con quei contributi sono stati acquistati due mezzi specifici ed è stato possibile assumere, tramite un’agenzia interinale, due operatori part-time per 3 giorni a settimana a 4 ore giornaliere che, uniti agli operatori ecologici comunali, hanno fatto sì che il servizio funzionasse in modo più che soddisfacente. E’ bene ricordare che qualche mese prima di incominciare la raccolta porta a porta è stata fatta una piccola campagna d’ informazione con la distribuzione a tutte le famiglie di un esaustivo depliant;  si è poi proceduto alla distribuzione dei vari contenitori e buste per differenziare tutti i nostri rifiuti.

All’inizio è stata dura accettare una simile innovazione e, specialmente le persone anziane, hanno faticato non poco a capire il motivo per cui si doveva selezionare la spazzatura. Pian piano e armati di santa pazienza si è potuto arrivare al buon risultato suddetto. Se avete ancora qualche dubbio su come differenziare in modo corretto i rifiuti potete richiedere il libricino (vedi foto), che specifica il tutto in modo molto dettagliato, al responsabile del servizio presso il Comune. Per finire un ultimo suggerimento: non dobbiamo assolutamente cullarci sugli allori, si può e si deve fare di più,  perché, per mantenere pulito e decoroso il nostro piccolo Paese e anche contribuire allo “sfebbramento” del Pianeta, c’è bisogno della collaborazione di tutti, nessuno escluso. Inoltre, visti i buoni risultati finora acquisiti e auspicando che continuino gli aiuti economici, da parte di Enti superiori, si spera che in seguito ci possa essere anche una riduzione della tassa comunale sui rifiuti!

Aurelio Alessandroni

 

 

SUBIACO -  L’Associazione celebra il Giubileo
RESOCONTO  A  PIU’  VOCI

1. La voce del pellegrino
Una giornata eccezionale sotto tutti gli aspetti. Per “i pellegrini” , come pure per me che scrivo, è stato come se fossimo andati in un mondo diverso. Tutto è sembrato nuovo, bello, rispondente ai desideri di ognuno, di grande rispetto per le persone e per l’ambiente; tutto  sereno, preciso, come se avessimo fatto le prove prima di partecipare alle varie cerimonie.  L’aria stessa sembrava chissà di quale lontananza e purezza, malgrado si fosse a poca distanza dalla cittadina. La serie di costruzioni di Subiaco sono state fatte nei secoli dai monaci, i quali oltre alla preghiera e alla meditazione dedicavano (e dedicano) il loro tempo anche al lavoro, come dice la loro regola “ora et labora” (prega e lavora).

I monaci in genere non parlano ad alta voce e i visitatori   si sentono come affascinati dalla loro voce serena e  calma,  oltre che dalle loro spiegazioni. Alla Messa il canto gregoriano, sobrio ed efficace, ha creato nella chiesa un’atmosfera eccezionale. Le cerimonie dei monaci, discrete, precise, hanno dato una nota di solennità; vedere persone di una certa età muoversi lentamente,  con tranquillità ed insieme, secondo i momenti della cerimonia, è  stato un vero spettacolo in cui prevaleva la devozione ed il pensiero a Dio. Nel pomeriggio siamo saliti al Sacro Speco, la parte più antica e più significativa che ad ogni angolo ricorda eventi e propone affreschi  di scene del Vangelo ,  della vita di S. Benedetto e dei suoi discepoli: “uno spettacolo” di bellezza che spinge alla riflessione e spesso ci scuote interiormente. Per tutti i partecipanti è stata una giornata eccezionale, sia per le cose viste che spingono alla riflessione e ad una più generosa pratica della religione, sia per la cordialità e simpatia con la quale abbiamo vissuta tutta la giornata.

Enrico Mattoccia


 

SUBIACO -  L’Associazione celebra il Giubileo
RESOCONTO  A  PIU’  VOCI

2. La voce della cultura
Dei due monasteri benedettini di Subiaco, quello di S. Scolastica ispira al visitatore la netta sensazione di una struttura potente e quasi fortificata, molto grande e con testimonianze di vita vissuta al suo interno con strutture che vanno dal X sec. d. C. fino alla metà del 1800, ma il senso della spiritualità benedettina lo troviamo senz’altro nell’altro monastero, quello del Sacro Speco, abbarbicato alla roccia e costruito intorno al fulcro dell’ eremitaggio e della meditazione di S. Benedetto. Il Sacro Speco, circondato da boschi selvaggi e dal silenzio più assoluto è quello che esprime meglio il senso di riflessione, pace e distacco dal mondo.

Tutto il Sacro Speco cresce intorno alla grotta in cui S. Benedetto, poco più che adolescente, si era ritirato in meditazione. Tutto il complesso, anche se con continue modifiche, è rimasto quello del 1200-1300 e la volontà di abbellirlo in tutta la sua superficie con affreschi sul Vangelo e sulla vita del santo non distraggono la mente del visitatore ma piuttosto lo inducono alla   meditazione attraverso la raffigurazione di quelli che sono i temi principali della fede, della religione e dell’esistenza umana. Il pellegrino rimane sbalordito per la bellezza degli affreschi e per il senso di spiritualità che si sprigiona ancora oggi da questo andare quasi in verticale dalla chiesa superiore, giù giù per la scala santa, fino alla grotta di S. Benedetto e alla Grotta dei pastori dove Benedetto incontrava pastori sempre più numerosi e desiderosi di conoscere i suoi insegnamenti. Il senso della spiritualità di questo luogo è espresso tutto nell’iscrizione che si trova all’ingresso della Chiesa superiore che dice:  “Pax sit intranti, sit gratia digna precanti” (sia pace a chi entra, sia grazia a chi prega degnamente).

Entrando nella sala del Capitolo Vecchio, affrescata per ultima (XVI sec.) da pittori della scuola del Perugino, possiamo vedere i quattro evangelisti con al centro il Salvatore e, gettando uno sguardo fuori delle luminose finestre della sala, si può vedere il verde panorama del Monte Taleo e il fiume Aniene che scorre nella gola sottostante. La Chiesa superiore, che è l’ultima ad essere stata costruita è tutta dedicata alla passione di Cristo, dalla domenica delle palme alla sua resurrezione e gli affreschi sono tutti di scuola senese e, oltre che raccontare gli episodi del Vangelo, sono la rappresentazione vivace, dolente e commossa dell’umanità che circonda la figura di Cristo. La Chiesa inferiore è dedicata alla vita e ai miracoli di S. Benedetto e anche questa è completamente affrescata mentre la grotta del Sacro Speco, dove S. Benedetto è vissuto per tre anni, in solitudine e meditazione è volutamente spoglia , a ridosso della roccia viva; scendendo ancora la scala santa, a destra c’è l’affresco del trionfo della Morte, la quale, senza distinzione, colpisce dei giovani con  la spada , mentre sulla destra un monaco mostra il corpo umano nei tre stadi diversi dopo la morte, inducendoci, con il loro crudo realismo, a riflettere sulla precarietà dell’esistenza umana.

Molto più serena è l’atmosfera della   Cappella della Madonna in fondo alla scala, (tutti gli affreschi sono dello stesso pittore di scuola senese della Chiesa superiore) in cui sono rappresentate tutte le scene della vita della Madonna di cui la più bella è quella del presepe e della presentazione dei re magi; ancora qualche gradino e ci troviamo nella grotta dei pastori, dove il Santo riceveva e istruiva i pastori che avevano saputo della sua esistenza, suscitando l’astio di Fiorenzo, parroco di Subiaco. Nel giardinetto esterno, si trova il roseto di S. Benedetto; non si può vedere più il groviglio di rovi e di spine in cui S. Benedetto si gettò per punirsi delle sue tentazioni in quanto, secondo la leggenda, S. Francesco, mentre si trovava in questo monastero, sui quei rovi innestò delle rose. Il colpo d’occhio che dal basso permette di vedere tutte le complesse strutture esterne del Santuario è veramente impressionante e indimenticabile.

Luciana Magini

 

 

SUBIACO -  L’Associazione celebra il Giubileo
RESOCONTO  A  PIU’  VOCI

3. La voce del gitante
Domenica 17 aprile la nostra Associazione è riuscita finalmente ad organizzare una gita sociocultural-religiosa al monastero benedettino di Subiaco(RM). Dicevo “finalmente” perché il primo tentativo, fatto nel novembre 2014, era andato a vuoto  a causa di un prematuro maltempo, dal sapore tipicamente invernale. Questa volta  è andata bene perché un caldo sole, quasi estivo, ci ha accompagnato per l’intera giornata e ci ha dato modo di poter ammirare appieno il Monastero benedettino, l’ Abbazia dedicata a Santa Scolastica e il Sacro Speco dove dimorò a lungo San Benedetto. Con l’occasione abbiamo abbinato la visita al complesso benedettino con la celebrazione dell’Anno Santo,  perché Papa Francesco ha designato anche la Cattedrale del monastero tra quelle scelte per le celebrazioni dell’evento misericordioso.

Siamo partiti alle 07,30,  puntuali come sempre, per arrivare intorno alle 09,30  in loco;  ad attenderci c’era la nostra guida che, passando per la Porta Santa, ci ha scortato nella cattedrale per assistere alla Santa Messa giubilare. A partecipare alla sacra funzione oltre al nostro gruppo ce n’erano anche altri tre: provenienti da Belluno, Viterbo e Perugia; insomma la  grande Chiesa era strapiena e molti fedeli sono dovuti rimanere in piedi. Al termine della messa,  Gabriele ( la guida) ci ha accompagnato nella visita al monastero e, con una dialettica molto esplicativa, ci ha illustrato dettagliatamente tutte le bellezze artistiche e religiose del luogo. Intorno alle 13,00, quando ormai i crampi della fame avevano raggiunto il livello massimo di allerta e qualcuno addirittura  incominciava a dialogare con le statue di Santa Scolastica e San Benedetto, abbiamo capito che era  giunta l’ora di recarsi presso la foresteria dell’Abbazia per gustare il tanto agognato pasto.

Un buon pranzo servito con solerzia, cortesia e professionalità, ha contribuito a sfumare le visioni mistiche e al termine siamo rimasti tutti molto soddisfatti. Dopo una breve pausa nei giardini antistanti la sala ristorante e quando la “pennica” post pranzo stava incominciando a produrre il suo inesorabile effetto,  la penetrante tromba del pullman ci ha riportati alla dura realtà; era tempo di avviarci per visitare il Sacro Speco, che si trova circa 3 Km più a monte del monastero. Giunti al parcheggio un’altra “piccola sofferenza” ci attendeva: l’ultimo tratto (circa 400 metri in salita) era da percorrere a piedi…un vero supplizio specialmente se compiuto in piena fase digestiva! Ma arrivati a destinazione tutta la stanchezza, come per incanto, si è dissolta nel vedere il Sacro Speco: un insieme di sacralità, magnificenza, bellezza e umiltà tutte racchiuse in una costruzione ricavata, circa 1000 anni fa, in un (quasi inaccessibile) costone di montagna.

Una volta all’interno dell’eremo la prof.ssa Luciana Magini, nostra socia, ci ha fatto da guida e, grazie alla sua indubbia conoscenza della materia, abbiamo potuto ammirare e soprattutto capire la vita e la permanenza di San Benedetto nel Sacro Speco; tanta è stata la sua bravura nell’ esporre i vari affreschi e dipinti che durante il percorso si sono aggiunte, al nostro gruppo, una trentina di persone attirate dalle sue competenti spiegazioni. Bene, brava, dieci (…meno?!).  Al termine, intorno alle 17,30, ci siamo avviati verso il pullman per fare ritorno a casa pienamente soddisfatti per aver trascorso tutti insiemi e tra amici una bella giornata dove sia l’anima che il corpo sono rimasti equamente appagati. Grazie a tutti i partecipanti e arrivederci alla prossima gita che la nostra Associazione sta organizzando per visitare la  Reggia di Caserta domenica 10 luglio 2016. Vi comunicheremo per tempo tutto il programma; intanto, se vi va, non prendete impegni per quella data!

Aurelio Alessandroni


 

COMUNICAZIONE

La nostra Associazione sta organizzando una visita culturale presso la  reggia di Caserta per domenica 10 luglio 2016. Il programma di massima è il seguente: partenza da Rocca Massima alle ore 07.00; all’arrivo visita guidata alla reggia e al termine pranzo in un ristorante del luogo. Nel pomeriggio visita libera al parco del palazzo reale e al giardino inglese. Il programma dettagliato e la quota di partecipazione saranno divulgati a mezzo locandine quanto prima. Per informazioni potete, sin d’ora, telefonare al numero: 3483882444, oppure inviare una mail a: info@associazionecentra.it

 


 

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