Lo Sperone Aprile 2017
 

L’Associazione Mons. G. Centra  e La Redazione de Lo Sperone
Augurano ai soci, agli amici e ai lettori del nostro mensile
BUONA PASQUA

 

 

“Resurrezione” di Piero della Francesca
(Palazzo dei Conservatori di San Sepolcro) databile 1450

 

Il  5 x 1000  all’Ass.ne  “Mons. Giuseppe Centra”

La legge  ti permette di destinare il cinque per mille dell’IRPEF, senza alcun aggravio e senza mutare la destinazione dell’otto per mille. Se vuoi, indica al tuo commercialista o al CAF il codice fiscale dell’Associazione “Mons. G. Centra”, oppure segnalalo tu stesso nell’apposito spazio del CUD che poi consegnerai all’Agenzia delle Entrate. E’ possibile destinare il cinque per mille alla nostra Associazione perché essa è inserita nell’elenco  della Regione e dell’Agenzia delle Entrate per i suoi meriti culturali, sociali e divulgativi.

Ti invitiamo a destinare il cinque per mille all’Associazione culturale “Mons. Giuseppe Centra”; ci conosci abbastanza per verificare e anche controllare l’uso che ne facciamo.

Il codice fiscale dell’Associazione, da indicare, è il seguente: 91056160590
Se ti è possibile e lo ritieni opportuno, comunicalo anche ai tuoi amici e sollecita anche loro a destinare il cinque per mille all’Associazione “Mons. G. Centra”.

 

 

ASSOCIAZIONE “MONS. G. CENTRA”
eletti i nuovi organi direttivi

Lo scorso 18 marzo presso i locali del Centro Anziani “Il Ponte” di Giulianello si sono riuniti i soci dell’Associazione “Mons. G. Centra” di Rocca Massima per la consueta assemblea plenaria annuale. Solitamente tale riunione si faceva nella chiesetta della Madonnella, fino allo scorso anno facente parte della sede dell’Associazione,  ma da quanto essa è stata riassegnata al parroco, necessariamente si è dovuto cercare un altro sito che potesse ospitare agevolmente tutti i soci. La scelta del Centro Anziani di Giulianello è stata fatta perché tra le due Associazioni è in essere una  fattiva collaborazione e, addirittura, alcuni soci hanno le tessere di entrambi i sodalizi.

Qui facciamo un breve resoconto per i soci che non sono potuti intervenire e per i nostri lettori. Si è iniziato con l’approvazione del bilancio del 2016 e quello preventivo del 2017; subito dopo queste incombenze statutarie, si è provveduto ad eleggere il nuovo direttivo che guiderà l’Associazione per il prossimo triennio. Dopo la presentazione delle liste dei canditati e un breve dibattito, l’assemblea ha eletto, per acclamazione, Remo Del Ferraro nuovo Presidente dell’Associazione Culturale “Mons. Giuseppe Centra” ; Luciana Magini vicepresidente; Giorgio Mattoccia tesoriere;  Franco Della Vecchia, Andrea Dan, Simone Tora  membri  del Direttivo. Nella stessa seduta sono stati eletti: Lucia Pera, Missella Lucarelli e Walter Cianfoni  membri del Consiglio dei Revisori dei Conti.

Al presidente uscente Enrico Mattoccia (che non si era ricandidato) gli è stata insignita, per acclamazione, la carica di “Presidente Onorario”, come tangibile segno di riconoscenza per l’impegno costante e la dedizione indiscussa verso l’Associazione per ben 9 anni. Subito dopo le nomine si è provveduto al tesseramento per l’anno corrente e abbiamo constatato, con grande piacere, che le adesioni alla nostra Associazione sono aumentate, rispetto allo scorso anno, di un lusinghiero 15%. Tutto questo è  stato anche frutto del buon lavoro svolto, nei nove anni ininterrotti di presidenza, dal prof. Enrico Mattoccia e dal suo gruppo dirigente  che hanno  saputo mantenere alto il buon nome della “Mons.Centra”;  a loro va tutto il nostro plauso incondizionato!

L’eredità culturale che ci hanno lasciato sarà sicuramente il carburante  necessario per continuare a far bene e, senza ombra di dubbio, farà da sprone al neopresidente Remo Del Ferraro. Per quanto riguarda il nostro giornale il prof. Virginio Mattoccia si è reso nuovamente disponibile per la carica di Direttore Responsabile de “Lo Sperone” , mentre al sottoscritto è stato riconfermato l’incarico di responsabile della Redazione. La serata, come da nostra tradizione “socio-cultural-culinaria”, non poteva  non finire con i piedi sotto il tavolo! Infatti le “cuoche”  del Centro Anziani ci  hanno preparato una cena veramente con i fiocchi: buon cibo cucinato alla casereccia, con il gusto d’altri tempi, che (ahimè) si trova sempre più raramente sulle nostre tavole! Ad Anna  Gennareschi, Franca Cenci, Viviana Colandrea e Guglielma Pietrosanti, ma anche al “tutto fare” Guido Costantini, va tutta la nostra gratitudine; bravissimi!

Un altro dovuto ringraziamento va al presidente del “Centro Anziani” di Giulianello, Attilio Coluzzi e al suo staff per l’apprezzata ospitalità e per l’efficiente collaborazione. Per concludere ci sembra doveroso fare un grande “in bocca al lupo” al presidente Remo Del Ferraro e al tutto il nuovo gruppo dirigente, con l’auspicio che possano tenere sempre alto il nome dell’Associazione Culturale “Mons. Giuseppe Centra” tenendo sempre presenti i valori cristiani e umani che ci ha lasciato Mons. Centra.  Auguri e buon lavoro!

Aurelio Alessandroni

 

SALUTO DEL PRESIDENTE ENRICO MATTOCCIA

Quando il 18 marzo noi dell’Associazione ci siamo riuniti per eleggere le cariche del Consiglio direttivo, sono stato nuovamente interpellato se intendevo ricandidarmi a Presidente. Ho ribadito quanto era già noto ai soci più vicini: i miei anni e qualche acciacco mi “consigliavano” di soprassedere anche perché dopo ben nove anni era giusto un rinnovamento.

Del mio periodo di presidenza mi piace ricordare due cose importanti: il Premio Goccia D’Oro, giunto alla 14a edizione  e il mensile “Lo Sperone” arrivato addirittura a 17 anni di vita. Con il Premio siamo venuti in contatto con molte scuole di diverse parti d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, e attraverso di esse abbiamo dato occasione a molte persone di conoscere e apprezzare Rocca Massima. Con “Lo Sperone” abbiamo fatto altrettanto e lo abbiamo fatto con un certo stile e competenza; gli argomenti che abbiamo trattato sono stati scritti in buon italiano ma semplice e comprensibile da tutti.

Credo di aver fatto quanto ho potuto per la nostra Associazione e sempre con l’accordo del direttivo e dei soci. Non è mancato certamente qualche momento “caldo” ma tutto è stato superato facilmente perché avevamo tutti come obiettivo il bene dell’Associazione. A nuovo presidente è stato eletto Remo Del Ferraro che nel suo intervento ha proposto ai soci la mia acclamazione a “Presidente Onorario”.  La cosa mi ha commosso e onorato.  Un grazie di cuore a tutti anche a nome della mia famiglia. Avrò meno impegni diretti con l’Associazione ma non mancherà certamente il mio contributo e sostegno non solo morale ma, per quanto possibile, anche operativo.

Sono sicuro che l’Associazione “Mons. Giuseppe Centra” continuerà a crescere e a non farà mancare il suo apporto al buon nome di Rocca Massima. Un saluto e un abbraccio a tutti

Enrico Mattoccia

 

Gita a Roma e al Santuario del Divino Amore

Domenica 26 marzo la nostra Associazione ha organizzato una gita socio-culturale a Roma (museo Etrusco) e al Santuario del Divino Amore. Per la verità questa gita era stata programmata già lo scorso 12 dicembre poi, per motivi organizzativi e anche (un po’) per il maltempo, era stata annullata e rinviata a primavera. Questa volta tutto è andato per il giusto verso e, una volta  raggiunto il numero giusto di adesioni, la gita è stata confermata.

Rispetto al programma iniziale abbiamo aggiunto una piccola variante: la vista alle “Fosse Ardeatine” in occasione del 73° anniversario dell’ eccidio di 335 cittadini romani per mano dei Nazisti, avvenuto il 24 marzo 1944. Ma veniamo ai fatti del giorno: Siamo partiti, puntali come sempre, alle 07.45 e, nonostante il ripristino dell’ora legale, non ci sono stati ritardatari. Arrivati al Santuario del Divino Amore abbiamo fatto visita alla chiesetta vecchia dove è custodita la Sacra Immagine della Madonna, luogo molto suggestivo e di  elevato culto mariano.

Di seguito abbiamo visto il locale dove sono esposti i quadri di tutte le Madonne italiane e anche quelle di molti paesi stranieri; purtroppo, con rammarico, abbiamo notato che mancava la “nostra Madonna”. Sarebbe il caso di colmare questa lacuna; la Parrocchia, la neo-Associazione “Fratelli di Maria SS. Della Pietà”, il Comune e la nostra stessa Associazione potrebbero prendere l’iniziativa. Subito dopo abbiamo assistito alla messa domenicale nella chiesa nuova stracolma di fedeli, un bel colpo d’occhio e, ovviamente, anche di fede! Subito dopo siamo andati a vedere (come detto) il sacrario delle Fosse Ardeatine. Appena varcato il cancello d’ingresso abbiamo immediatamente avvertito un brivido nella schiena nel vedere quei luoghi dove, circa settanta anni or sono, tante persone innocenti furono giustiziate dai soldati nazisti come rappresaglia per l’attentato di via Rosella in Roma, dove morirono 33 soldati tedeschi per mano dei partigiani.

Per simili fatti non si possono trovare giustificazioni e devono spingerci a una riflessione  spontanea e logica: le guerre e le tirannie sono sempre foriere di morte, calamità e di quanto di più inumano si possa fare! Che questo inutile ed efferato eccidio sia da monito per le future generazioni! Comunque, come si dice, la vita continua e logicamente anche la nostra gita è continuata come da programma. L’ora del pranzo si stava avvicinando e i segnali (sbadigli e accarezzate de panza) che la nostra allegra brigata stava inviando erano eloquenti…era tempo de magnà! A calmare i morsi della fame e a riportare i livelli degli zuccheri sul normale ci ha pensato magnificamente lo staff di “Casa la Salle” il ristorante romano dove avevamo prenotato il pranzo; abbiamo mangiato e bevuto veramente bene…forse troppo! Infatti nel pomeriggio, quando l’abbiocco stava prendendo il sopravvento e già assaporavamo il gusto di una gradita e salutare pennichella, perentoria è suonata la chiamata “alle armi” della nostra guida Luciana Magini per recarci al Museo Etrusco di Villa Giulia.

Reagendo all’incipiente torpore e alla tentazione di abbandonarci per un po’ fra le braccia di Morfeo siamo risaliti sul pullman siamo andati a rendere omaggio al re Porsenna. Le indubbie capacità esplicative di Luciana ci hanno fatto apprezzare le opere degli antichi Etruschi: statue, anfore, strumenti culinari, bracciali, collane, gioielli e manufatti vari, realizzati da questo antico popolo circa 3000 anni fa, hanno suscitato la nostra ammirazione e stupore. Anche se nelle stanze del Museo c’erano circa 35° (a causa dei termosifoni ancora accesi nonostante la bella giornata quasi estiva) siamo rimasti tutti attenti alle spiegazioni di Luciana Magini, pur rischiando qualche “coccolone” da calore.

Alla fine della visita una rinfrescante bibita ha rimesso tutto a posto e così ci siamo diretti  al pullman per far ritorno a Rocca Massima. In conclusione abbiamo trascorso, ancora una volta, una bellissima giornata in simpatica compagnia e con il proposito di ritrovarci ancora. Grazie a tutti per la partecipazione e arrivederci alla prossima gita! Proseguendo nel programma culturale, che da anni sta portando avanti la nostra Associazione, la prossima volta sarà scelta una località non toccata dal grande turismo di massa ma non per questo meno interessante.  

Aurelio Alessandroni

 

LETTERE  AL  GIORNALE
1. DA UN LETTORE DI AREZZO

Spettabile Redazione, Egregio sig. Remo,
nonostante la mia sede di lavoro si trovi in Toscana, ormai da 15 anni, cerco di ritagliarmi il tempo per leggere cosa succede nella mia terra. Vi confesso che tra i siti da me cliccati, quello dalla vostra Associazione riveste un ruolo particolare, forse perché mi riporta a casa, al calore dei miei familiari e nella tranquillità dei miei ulivi. Quegli ulivi, che nonostante gran parte delle persone “dicono” di maledire, hanno plasmato il nostro territorio, ritagliandosi il ruolo da protagonista indiscusso.

A marzo si corre per la concimazione e la fresatura degli oliveti, ad agosto si tolgono i maledetti succhioni, e per tutto l’anno si lotta per difendere il prezioso frutto dalla mosca, dagli storni e da altre avversità. La raccolta delle olive viene vista come il premio di tante fatiche, si è stanchi, ma felici di vedere che anche quest’anno siamo riusciti a difenderle. Al di là di quello che a caldo gli olivicoltori dicono, tutti amiamo i nostri oliveti, la loro incredibile longevità traghetta storie familiari a cui è difficile sottrarsi. Ne consegue che dal connubio “Amore per gli oliveti e caratteristiche territoriali”nasce un prodotto eccellente, il migliore di tutto il mondo! E’ nei territori di Rocca Massima e Cori che nasce la preziosa Oliva di Gaeta, peraltro con il miglior livello di qualità.

Il 4 febbraio si è tenuto il Concorso provinciale “L’olio delle Colline” e l’Oliva di Gaeta era la protagonista, in quanto era alla sua prima uscita ufficiale in veste di DOP (Il 15 dicembre 2016 c’è stata la pubblicazione in Gazzetta Europea (numero L 340/47)).

Ebbene chi sono stati i premiati: 1° classificato - Del Ferraro Marco (il sottoscritto), 2° classificato - Azienda Oscar e Gran Menzione – La Rocca srl. Cosa hanno in comune? “il Cognome”, tutti sono Del Ferraro, un cognome che contraddistingue Rocca Massima.

Sono e siamo convinti che il nostro prodotto è il migliore per le motivazioni sopra descritte, oggi però, dobbiamo dimostrarlo a tutti e il riconoscimento del DOP è un’occasione da non perdere. Il territorio è formato da piccole aziende agricole familiari, questo non deve essere visto come un ostacolo al cambiamento, ma come un vantaggio qualitativo. Vendere un prodotto “anonimo” equivale ad arricchire altri, vendere un prodotto DOP invece equivale ad arricchire chi lo produce e a valorizzare il territorio.

La terrà che mi ha adottato, Arezzo, è ricca di marchi DOP (Montepulciano, Chianti, Gallo Nero, Chianina, ecc ecc.) e a beneficiarne “non” sono esclusivamente coloro che sono all’interno della filiera (produttori, trasformatori e confezionatori), ma tutto il territorio. Il DOP porta ricadute occupazionali, visibilità dei territori di origine e protezione dalle contraffazioni. Ho avuto la fortuna di lavorare per un Istituto Finanziario e quindi applicarmi su ciò che ho studiato, ma nel momento in cui l’Oliva di Gaeta si è fregiata di un questo importante titolo non ho avuto esitazione ad aderire all’iniziativa.

Ciò che ho voluto trasmettervi (non sono se ci sono riuscito), è l’esperienza di chi vede la cosa dal di fuori e ne ha ben presente la potenzialità. Il Sindaco del Comune di Rocca Massima, che stimo e sta facendo molto per dare visibilità all’oliva di Gaeta, ripete sempre che non bisogna pensare ognuno per se. Parole sante!

I passaggi burocratici-amministrativi sono stati tutti espletati, adesso ci deve essere la risposta degli “attori”, NOI!
Il mio appello alla redazione de “Lo Sperone” è quello di invogliare, con i vostri mezzi, gli olivicoltori a produrre un prodotto che abbia un nome, altrimenti il consumatore continua a pensare che le Olive di Gaeta si chiamano così perché vengono coltivate a Gaeta!
Saluti…

Marco Del Ferraro

 

 

2. DALLA SEGRETARIA DEL COMUNE DI ROCCA MASSIMA

Spett.le Redazione de “Lo Sperone”,
puntualmente come all’inizio d’ogni mese siamo lieti di poter sfogliare “Lo Sperone”, con grande orgoglio e viva soddisfazione notiamo in prima pagina Il logo dell'Associazione Sportello Sostegno donna, Associazione che da tempo collabora con il Comune di Rocca Massima con numerose e diverse iniziative in programma per incrementare i momenti di riflessione sociale sul nostro territorio. Con scrupolosa attenzione si prende atto dello sfogo del Sig. Franco Della Vecchia nell’ articolo “ L’invasione degli storni” a pagina 7 dello Sperone , anno 17 , numero 3, che affronta la grande problematica degli attacchi devastanti degli storni alle colture dell’oliva itrana .

Tale segnalazione merita una riflessione più precisa e circostanziata. Invero, occorre sottolineare che questa Amministrazione Comunale, è solidale con il risentimento del nostro concittadino e già da qualche tempo si è attivata nei confronti della Regione per chiedere l'autorizzazione alla riapertura della caccia. Il sindaco Angelo Tomei ha chiesto con nota protocollata il 13 febbraio 2017 al Dirigente Area Decentrata agricoltura, al Presidente dell'ATC, al responsabile delle Guardie provinciali di Latina Maresciallo Bono, al Professore Luciano Pieralli, all' Assessore Carlo Hausmann di convocare una riunione per renderli partecipi del pericolo di perimento delle coltivazioni di oliva itrana, che sta interessando il Comune di Rocca Massima, evidenziando quanto queste rappresentino la principale fonte di sostentamento per gli agricoltori nonché una eccellenza nella produzione della provincia di Latina e del Lazio.

E' stata anche inoltrata una nota all'assessore regionale all'agricoltura, Carlo Hausmann, chiedendogli di intervenire immediatamente, mettendo in atto ogni strumento di natura straordinaria, di integrare i sistemi di dissuasione e allontanamento anche con gli abbattimenti degli storni, senza l’uso di richiami, fino alla tarda primavera nelle zone in cui si praticano le coltivazioni con frutto pendente o in maturazione data la urgente necessità di tutelare dagli attacchi devastanti degli storni le colture dell'oliva itrana che senza interventi rapidi rischiano di essere distrutte. In ultimo, ma non per importanza , si puntualizza che oggi la caccia, rientra tra le funzioni che la Regione Lazio ha avocato a sé dopo l’ abolizione delle province, per cui è di primaria importanza colmare quanto prima il vuoto creatosi con il passaggio di competenze in tema agricolo - venatorio dalla Provincia alla Regione per risolvere l’annosa questione.

Come sempre cerchiamo di risolvere i problemi che affliggono il nostro territorio , sperimentando approcci, soluzioni ed esperienze, condividendo e affrontando le sfide prioritarie dell’inclusione e della partecipazione di tutte le Istituzioni, necessarie per programmare, orientare e monitorare le politiche di intervento in una piccola realtà come Rocca Massima. Auspicandoci la piena collaborazione con l’Amministrazione comunale, saremo grati per la pubblicazione di questa lettera e di quelle eventuali future anche e soprattutto per un corretto uso delle informazioni che quotidianamente cerchiamo di fornire alla nostra comunità.
Cordiali Saluti

Il Responsabile Affari Generali, Segretario Comunale
Maddalena Piedimonte

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Gentilissima dott.ssa Maddalena Piedimonte,

abbiamo pubblicato con vero piacere la lettera che ci ha mandato circa la nota che il Sindaco di Rocca Massima ha inviato agli organi competenti per sollecitare provvedimenti efficaci a limitare il più possibile il danno che puntualmente ogni anno gli storni arrecano alla nostra olivicoltura. Così come è stato nel passato, anche per il futuro “Lo Sperone” è disponibilissimo a pubblicare comunicazioni di interesse generale che l’Amministrazione Comunale vorrà farci pervenire, compatibilmente con gli spazi disponibili e in piena autonomia e discrezionalità. “Lo Sperone” è organo dell’associazione “Mons. G. Centra” che lo usa per meglio perseguire i suoi fini sociali. Questa precisazione ci è parsa doverosa leggendo la chiusura della sua lettera che ribadisce, ancora una volta, quanto da Voi già scritto in calce alla delibera di Giunta n° 65 del 02/11/2016: “….sarebbe auspicabile, e ineccepibile, che mensilmente la direzione dello Sperone veicolasse nel suo giornale alcune informazioni e annunci di carattere generale, provenienti dagli uffici del Comune…”

Come detto, Lo Sperone non può fungere da ufficio stampa dell’Amministrazione (snaturerebbe il suo carattere) ma certamente sarà sempre attento a valutare qualunque informazione vogliate farci pervenire. La salutiamo…

 

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