Lo Sperone Aprile 2016
 

Il  5 x 1000  all’Ass. “Mons. Giuseppe Centra”

La legge  ti permette di destinare il cinque per mille dell’IRPEF, senza alcun aggravio e senza mutare la destinazione dell’otto per mille. Se vuoi, indica al tuo commercialista o al CAF il codice fiscale dell’Associazione “Mons. G. Centra”, oppure segnalalo tu stesso nell’apposito spazio del CUD che poi consegnerai all’Agenzia delle Entrate. E’ possibile destinare il cinque per mille alla nostra Associazione perché essa è inserita nell’elenco  della Regione e dell’Agenzia delle Entrate per i suoi meriti culturali, sociali e divulgativi.

Ti invitiamo a destinare il cinque per mille all’Associazione culturale “Mons. Giuseppe Centra”; ci conosci abbastanza per verificare e anche controllare l’uso che ne facciamo.

Il codice fiscale dell’Associazione, da indicare, è il seguente: 91056160590
Se ti è possibile e lo ritieni opportuno, comunicalo anche ai tuoi amici e sollecita anche loro a destinare il
cinque per mille all’Associazione “Mons. G. Centra”.

 

 

Rocca Massima e la sua fede

Finalmente, dopo oltre cinque lustri, è stato nominato dal Vescovo della diocesi di Latina, don Alfonso Fieni quale pastore della nostra parrocchia che identifica la comunità credente di Rocca Massima. Trenta anni sono più di una generazione umana e, durante questo tempo,  la fede cattolica di noi rocchigiani è stata guidata, per lo più, da sacerdoti non italiani cioè da preti-laureandi che frequentavano le varie università cattoliche di Roma.

Questi sacerdoti celebravano i riti e le liturgie ecclesiastiche specialmente nelle domeniche e nei giorni festivi perché in quelli feriali erano impegnati con lo studio e, sebbene animati da spirito cristiano  e da tanta fede, alcuni di loro, purtroppo, non hanno lasciato un buon ricordo; altri invece ci sono rimasti proprio nel cuore; però in tutti i casi la nostra comunità si è sempre dimostrata amorevole e comprensiva  nei loro confronti, a volte fin troppo! In questo periodo “ LA PIETRA” su cui si è ininterrottamente fondato il sentimento cristiano della nostra parrocchia è sempre stata alta ed è cresciuta, grazie ai valori cattolici che ci sono stati trasmessi dai nostri antenati;  abbiamo ereditato e perseverato nella devozione verso i nostri Santi protettori,  nell’amore sconfinato per la “nostra” Madonna, Maria S.S. Della Pietà e sopratutto verso i nostri luoghi di culto che si identificano nelle nostre chiese: San Michele Arcangelo, San Giuseppe, San Rocco e la chiesetta della Madonnella, dedicata alla Madonna Del Carmine.

Nel nostro essere cristiani abbiamo sempre interpretato la comunità come chiesa e così, come è stata definita  dallo stesso Gesù , la chiesa come la comunità di coloro che hanno fede in Lui. Tutta la nostra collettività sente questi luoghi come propri e quindi ne ha grande rispetto, perché, nella storia di Rocca Massima,  il percorso liturgico cristiano dei rocchigiani si è svolto all’intero di essi. Per renderli sempre accoglienti ed agibili al culto, sono stati fatti grandi sforzi finanziari sia da Enti pubblici, Regione e Comune in testa, sia da associazioni di volontariato, come l’Associazione “Mons. Centra”;  infatti alcune risorse dei loro bilanci sono state impegnate per le manutenzioni, rifacimenti, pulizie,  vigilanza, ecc. di questi luoghi di culto. Tutto ciò, il più delle volte, senza il sostegno morale e spirituale di Parroci stabili ma sempre nel rispetto della sacralità del luogo dove è presente, nell’altare,  il corpo e sangue di Cristo. 

Come è stranoto a tutti, la chiesa di San Michele Arcangelo (la nostra piccola cattedrale) in un passato abbastanza recente è stata totalmente restaurata sia all’interno che all’esterno, è stata dotata di un  bellissimo ed imponente organo a canne che è diventato orgoglio della comunità rocchigiana e, specialmente nel periodo estivo, vi si tengono importanti concerti. La chiesa dedicata a San Giuseppe, sita in loc. Boschetto,  possiamo definirla la più moderna perché la sua costruzione risale agli anni 50/60,  per volontà del parroco di allora don Giuseppe Cianfoni ed edificata grazie all’impegno, passione e volontariato della comunità di tutte le nostre Contrade.  Essa, negli anni, è stata oggetto di molti lavori di sistemazione, sia all’interno che all’esterno  e ancora una volta grazie al volontariato  e ai profondi sentimenti  religiosi che i  nostri concittadini contradaioli hanno confronti dei Santi Giuseppe e Antonio da Padova; addirittura hanno costituita una confraternita dedicata ai due Santi. La chiesa di San Rocco, adiacente al cimitero,  era diventata, ahimè,  ossario e magazzino, ma,  grazie ai lavori effettuati, ora è diventata un luogo di culto dove vengono per lo più officiati funerali e anche posto di convegni e manifestazioni culturali e religiose.

La chiesetta della Madonna del Carmine, dopo un periodo di vergognoso abbandono è stata diciamo un po’ “ristrutturata”  e, da circa 20 anni, affidata, con delibera di Consiglio Comunale, all’Associazione Culturale  “Mons. Giuseppe Centra”. In questi vent’anni l’Associazione l’ha mantenuta e valorizzata con molti onerosi lavori di rifacimenti interni ed esterni, fatti a proprie spese,  per far sì che oltre che  un luogo di culto diventasse anche un luogo di cultura promuovendo alcune manifestazioni culturali  molto apprezzate e conosciute anche fuori i confini comunali e regionali.  Ormai la Madonnella è un posto stimato e conosciuto da tantissima gente e questo grazie all’attento e certosino lavoro dei membri della “Mons. Centra” che ne hanno curato il decoro e la sacralità. Per questo motivo, con i tanti libri donati da cittadini e anche dal Comune di Rocca Massima e sempre impiegando proprie risorse, l’Associazione sta allestendo una piccola biblioteca all’interno della chiesetta, destinata a tutti i lettori rispettosi del luogo e della cultura cristiano-cattolica che contraddistingue la nostra comunità. Per dovere di informazione dobbiamo registrare un inspiegabile (a nostro avviso) ostracismo a tale iniziativa da parte di qualcuno che sostiene che la chiesetta deve essere soltanto un luogo deputato alle sole funzioni religiose.

Crediamo, con tutto il rispetto delle altrui opinioni, che la piccola biblioteca non infici sulla sacralità del luogo e tantomeno non impedisce le celebrazioni eucaristiche che eventualmente vi si intendano celebrare. La nostra Madonnella  è stata nei secoli e lo sarà in futuro un luogo di culto della nostra comunità. Per questo motivo siamo orgogliosi della nostra identità cristiana , dei nostri luoghi, delle nostre tradizioni e per il lavoro che ogni Associazione svolge per la collettività e anche per i luoghi che identificano l’opera di volontariato svolta. Luoghi costruiti per il culto che in alcune circostanze  accolgono manifestazioni culturali che siano compatibili  con la particolarità della struttura non ci sembra operazione sconveniente ma al contrario una diversa opportunità per la crescita spirituale della comunità. Un concerto, un convegno, una conferenza, una presentazione di un libro…. possono essere occasioni per una crescita culturale e umana.

Un’ultima considerazione: quattro chiese adibite solo ed esclusivamente per la liturgia non sono francamente troppe se proporzionate al numero di abitanti di Rocca Massima? Il più delle volte il buon senso, il rispetto e l’apprezzamento del lavoro di volontariato svolto da semplici cittadini a favore del bene comune sono l’elemento fondante per prosieguo di una civile convivenza.

Aurelio Alessandroni

 

 

Gli oli pontini si affermano al Premio Nazionale “Ercole Olivario”
Un 1° posto, due 2° e una menzione speciale per gli olivicoltori della provincia di Latina

L’olio pontino lascia il segno anche al Premio Nazionale “Ercole Olivario”. Dopo i riconoscimenti ottenuti nelle scorse settimane al Sol D’Oro di Verona, al Concorso provinciale “L’Olio delle Colline”, al Concorso Internazionale “Orciolo d’Oro” e al Concorso Regionale “Orii del Lazio”, gli olivicoltori della provincia di Latina si sono affermati anche alla XXIV edizione dell’autorevole concorso dedicato alle eccellenze olivicole italiane.

La manifestazione, organizzata dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, in collaborazione con la Camera di Commercio di Perugia e il sostegno del Sistema Camerale Nazionale, delle associazioni dei produttori olivicoli, degli enti e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’olio di qualità italiano, si è conclusa lo scorso 19 Marzo, a Perugia con la premiazione dei vincitori.

L’Azienda Agricola Biologica Orsini di Priverno ha ottenuto il 1° posto nella sezione Oli Extravergine DOP – categoria Fruttato Medio, ricevendo anche la Menzione Speciale ‘Olio Biologico’; l’Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino è arrivata 2^ nella sezione Oli Extravergine DOP – categoria Fruttato Intenso; l’Azienda Agricola Adria Misiti di Sabaudia è giunta 2^ nella sezione Oli Extravergine di Oliva – categoria Fruttato Intenso.

Quest’anno partecipavano in tutto 249 etichette in rappresentanza di 17 regioni, con Lazio (47), Umbria (40) e Sardegna (26) in cima alla lista di adesioni. Gli altri iscritti provenivano da Puglia e Sicilia (24), Calabria e Abruzzo (19), Toscana (17), Campania (10), Liguria (6), Marche (4), Molise e Lombardia (3), Veneto, Basilicata ed Emilia-Romagna (2), Trentino (1). 100 i finalisti.
“La campagna olearia 2015/2016 si conferma di ottima qualità – commenta il Presidente del Capol Latina Luigi Centauri – questo risultato è ancor più rilevante perché conquistato in una vetrina prestigiosissima e importante momento di confronto per tutti gli attori del comparto olivicolo. Le nostre aziende hanno dimostrato ancora una volta di essere tre le eccellenze del panorama nazionale, capaci di promuovere e valorizzare l’intero territorio caratterizzato dalla cultivar autoctona Itrana”. 

(M.C.)

 

 

 

 

 

 

 

XXIII Concorso regionale per i migliori oli extravergine di oliva
la provincia di Latina conquista 8 primi posti, 3 secondi, 6 menzioni speciali

Altro prestigioso riconoscimento della qualità dell’olio della Provincia di Latina al XXIII Concorso regionale per i migliori oli extravergine di oliva ‘Orii del Lazio – Capolavori del Gusto’. L’evento, organizzato da Unioncamere Lazio (Camere di Commercio del Lazio), è il preludio all’Ercole Olivario, il più importante concorso nazionale dedicato all’olio extravergine di qualità. La cerimonia di premiazione si è svolta stamattina presso il Tempio di Adriano, a Roma. Gli olivicoltori pontini tornano a casa con 8 ori, 3 argenti e 6 menzioni speciali.

Ai primi posti: Azienda Agricola Biologica Orsini Priverno (Extra Vergine – Fruttato medio); Centro Produzione Olio F.lli De Gregoris Sonnino (Extra Vergine – Fruttato medio); Azienda Agricola Iannotta Lucia Sonnino (Dop Colline Pontine – Fruttato intenso); Azienda Agricola De Gregoris Gregorio Sonnino (Dop Colline Pontine – Fruttato medio); Azienda Agricola Iannotta Lucia Sonnino (Biologico); Azienda Agricola Iannotta Lucia Sonnino (Olio Monovarietale); Azienda Agricola Alfredo Cetrone Sonnino (Olio ad alto tenore di polifenoli e tocoferoli); Azienda Agricola Cosmo di Russo Gaeta (Premio Grandi Mercati).

Secondi piazzamenti per: Azienda Agricola Alfredo Cetrone Sonnino (Extra Vergine – Fruttato intenso); Oscar Società Cooperativa Agricola Rocca Massima (Extra Vergine – Fruttato medio); Azienda Agricola Alfredo Cetrone Sonnino (Dop Colline Pontine – Fruttato intenso). Le menzioni speciali a: Azienda Agricola Adria Misiti Sabaudia; Azienda Agricola Tenuta Piscolanni Sonnino; Azienda Agricola Cosmo di Russo Gaeta (Extra Vergine – Fruttato intenso); Azienda Agricola Cosmo di Russo Gaeta; Azienda Agricola Biologica Orsini Priverno; Azienda Agricola Casino Re Coletta Filomena Sonnino (Dop Colline Pontine – Fruttato intenso).

Da sottolineare che al continuo miglioramento della qualità organolettica corrisponde anche un miglioramento della qualità salutistica, grazie alla sempre maggiore concentrazione di antiossidanti, soprattutto polifenoli, che si registra ogni anno.”

(M.C.)

 

 

“La Via Francigena, cammino dell’Anima”

L'uomo ha sempre avuto la necessità di trascendere dalla realtà materiale per cercare la sua realtà spirituale. In ogni civiltà, anche le più lontane da noi, questa tensione si è manifestata in varie forme tra cui nel fenomeno dei pellegrinaggi. Nel mondo cristiano il più noto fu quello della Regina Elena, madre di Costantino, alla ricerca delle reliquie della Croce ed alla riscoperta della Gerusalemme descritta nelle sacre scritture, ed obliterata dall'imperatore Adriano che vi aveva costruito sopra la colonia romana di Aelia Capitolina.

Lungo i tracciati della via Appia giunsero ai porti pugliesi, per imbarcarsi alle volta di Gerusalemme, folle di cristiani animati dalla ricerca di un contatto con la realtà concreta dei Vangeli; tra loro personaggi di assoluto rilievo nella storia della Chiesa quali S.Girolamo e S.Ambrogio. Questo flusso di pellegrini caratterizzò la vita delle grandi arterie di comunicazione mescolandosi e confondendosi con i grandi flussi che dal Nord giunsero nel meridione. Tra questi flussi due in particolar modo influenzarono questi percorsi: le Crociate e l'invasione Normanna. In entrambe i casi la maggior parte di queste genti venivano dal mondo nord europeo e venivano genericamente individuati dalla popolazione locale come Franchi, da qui il nome di vie Francigena. Le vie Francigene del sud assumono un particolare rilievo perchè uniscono l'Europa con il mondo orientale (greco-bizantino e poi anche islamico) facendo da ponte tra diverse spiritualità e culture, tra Roma e Gerusalemme..

In sostanza il pellegrinaggio cristiano nasce su quelle che diventeranno le vie Francigene del sud, solo successivamente e molto tempo dopo si svilupperanno i pellegrinaggi dal Nord Europa a Roma e poi a Santiago de Compostela.

Oggi la Via Francigena è Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa e dal 1994 è al centro di riflettori internazionali facendo dialogare i territori, le istituzioni, le associazioni, le università, gli operatori culturali e turistici, riscoprendo questa preziosa risorsa che ci apre un angolo importante di storia spirituale e sociale della nostra realtà passata. Le Vie Francigene del Sud costituiscono la proposta di estensione che AEVF ha presentato recentemente al Consiglio d'Europa.

La Confraternita Santa Maria del Gonfalone di Cori, con questa conferenza vuole contribuire a far conoscere questa parte delle vicende e particolarità, anche presenti nella zona di Cori, comune interessato da una delle direttrici della via Francigena a Sud di Roma.

Dal 2001 la rinata Confraternita, ha tra le sue prerogative la ricerca e la divulgazione di ciò che nel tempo le Confraternite, gli Ordini Religiosi e movimenti vari hanno operato nel nostro territorio.

Ogni anno delibera e organizza una conferenza su ciò che è avvenuto in passato, su personaggi autorevoli, fatti avvenuti a Cori e nel territorio su temi prettamente religiosi o socio-religiosi.

In quest’ottica si inserisce la conferenza “La Via Francigena, cammino dell’Anima”, in programma sabato 9 Aprile 2016 alle ore 17,30 presso la Chiesa di S. Tommaso a Cori (LT), interverranno: Marco Aguiari del Comitato Via Francigena del Sud e Luca Bruschi, dell’Associazione Europea Vie Francigene.

(AEVF) .

 

 
 
 
 

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