Lo Sperone Marzo 2015
 

VITA DELL’ASSOCIAZIONE “CENTRA”
Approvato il bilancio consuntivo 2014 e il preventivo 2015

Domenica 22 febbraio, i soci dell’associazione “Mons. Giuseppe Centra” si sono riuniti in  assemblea nella sede di Rocca Massima - Chiesetta della Madonnella per adempiere il dovere di controllare e approvare il bilancio e discutere altri argomenti importanti per l’attuazione degli scopi della Associazione. E’ stata fatta una breve illustrazione  delle più importanti attività svolte, tutte ben riuscite, malgrado le difficoltà. Anzitutto si è parlato del mensile “Lo Sperone” ormai con una buona schiera di lettori non solo vicini ma anche lontani da Rocca Massima.

Quest’anno il mensile è al quindicesimo anno; il “compleanno” sarà festeggiato al momento opportuno; non è stato mai saltato un mese, solo un paio di volte c’è stato qualche giorno di ritardo per l’uscita non dipendente dai redattori. Per quanto concerne il Premio “Goccia d’Oro” l’anno scorso si è raggiunto un grande numero di partecipanti: adulti e soprattutto ragazzi. La gran parte dei ragazzi ha ricevuto il premio e il libretto con le poesie migliori nella propria scuola. Andare in giro per le scuole è stata certamente una fatica per alcuni soci, ripagata però dall’entusiasmo dei ragazzi e dagli apprezzamenti positivi dei docenti e dei dirigenti dei vari istituti. La partecipazione dei ragazzi al “Premio Goccia d’Oro” è considerata un aiuto per esprimersi meglio in Italiano e perciò è consigliata e favorita. Si è ricordato che nel corso dell’anno sono state organizzate tre visite (gite) culturali alle quali hanno partecipato non solo i soci e le rispettive famiglie, ma anche tanti amici.

L’organizzazione è stata perfetta, le mete ben scelte e molto gradite…perciò si seguiterà sulla medesima linea. Nel corso dell’anno ci sono state due conferenze su Dante con la presentazione di due canti dell’Inferno, commentati dal prof. Aldo Onorati, membro della “Società Dante Alighieri” ed esperto dantista, conosciuto e competente al punto di essere stato dichiarato “ambasciatore di Dante nel mondo”. L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata ad ascoltare il cassiere che ha illustrato, con precisione e competenza, le spese sostenute nel corso dell’ano, tutte documentate e registrate. L’Associazione non ha tesori in banca né può fare progetti per tempi lunghi, vive quasi alla giornata con le donazioni liberali di amici e con il loro sostegno. Un ringraziamento a tutti coloro che, anche con qualche sacrificio, sostengono le iniziative dell’Associazione alle quali credono e spesso partecipano anche loro. Un ringraziamento anche a coloro che ci hanno aiutato per giudicare le poesie e organizzare la festa della premiazione, compreso il Comune e la Proloco che ci hanno messo a disposizione il “Parco della Memoria”.

Enrico Mattoccia

 

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ROCCA MASSIMA
arriva Pasqua, dentro l’uovo vorremmo trovare…

Questo articolo avevamo pensato di redigerlo a ridosso delle feste natalizie perché riguarda i desideri (o doni) che molti cittadini di Rocca Massima (o almeno coloro che hanno partecipato al nostro sondaggio) avrebbero voluto come regalo di Natale. Per motivi organizzativi non abbiamo fatto in tempo a finire la ricerca e quindi gli ipotetici regali abbiamo pensato di farli mettere, dai destinatari delle richieste, dentro l’uovo di Pasqua anziché sotto l’albero di natale. Infatti quando uscirà il numero di marzo de “Lo Sperone” mancherà circa un mese alla Santa Pasqua e, come tradizione vuole, in molti incominciano a pensare al regalo che dovranno far mettere dentro l’uovo pasquale per fare cosa gradita alle persone care.

Poi, quando arriva l’atteso giorno, qualche volta, le sorprese non sono molto apprezzate e quindi, i riceventi del regalo, ci rimangono un po’ male. Per questo motivo abbiamo pensato di chiedere, in anticipo, agli abitanti di Rocca Massima che cosa vorrebbero trovare in un immaginario uovo di pasqua. Ovviamente abbiamo chiesto loro di tralasciare i desideri prettamente personali ma di focalizzare i quesiti su argomenti inerenti il bene comune come: la crescita, il benessere, il decoro del nostro Paese e alle aspettative future che ognuno si attende da coloro che ci amministrano. Il nostro sondaggio, iniziato qualche mese fa, è stato chiuso il 15 febbraio scorso ed ha visto la partecipazione di moltissimi concittadini che hanno risposto molto volentieri alle nostre domande sia di persona che attraverso i nostri siti di Internet e Facebook. Nell’estrapolare le risposte abbiamo notato che una buona percentuale ha evidenziato il problema dei cani randagi, ormai diventata un cosa molto rilevante e che è presente in tutto il territorio comunale.

Tutti hanno constatato che, in ogni dove, ci si imbatte con piccoli gruppi di questi animali che, seppur all’apparenza risultano essere mansueti e festanti, suscitano, quasi sempre, paura e apprensione. Così non va bene! L’Ente che ci  amministra, hanno ribadito, deve risolvere la questione ed attivarsi con ogni mezzo affinché questo disagio venga del tutto risolto. Francamente, ai più, resta difficile capire e condividere l’escamotage che classifica i randagi come “cani di quartiere” perché anche se, a volte, vengono vaccinati e sterilizzati (…ma non tutti!), essi restano sempre animali liberi di circolare in mezzo alle persone, ma soprattutto vengono avvicinati anche da bambini. Anche questo non va  assolutamente bene! Alcuni di questi animali hanno preso la brutta abitudine di inseguire (abbaiando) macchine, moto e biciclette che passano davanti a loro; questo atteggiamento potrebbe essere la causa di qualche spiacevole incidente e, se a procurarlo fossero proprio i cani di “quartiere”, a pagare sarebbe (ahimè) il Comune, quindi tutti noi! Oltretutto sistemando questi animali ne beneficerebbe anche il decoro urbano perché per i cittadini rocchigiani, ma non solo, resta inconcepibile il fatto che debbano fare “slalom speciali” per evitare di calpestare la “cacca” di questi cani randagi!

Altro problema che è emerso nel sondaggio riguarda il cattivo stato di alcune strade comunali; tutti sono stati concordi nell’affermare che la questione debba essere risolta e anche in tempi brevi perché alcune vie sono ormai ridotte malissimo con buche molto larghe e profonde che spesso causano problemi ai pneumatici ed ammortizzatori delle macchine di coloro che vi transitano. Dalle rimostranze abbiamo dedotto che in cima alla classifica del dissesto stradale c’è Via della Chiusa/Crocetta, seguita a ruota da Via delle Ficorelle e da Via XXIII Marzo, probabilmente (crediamo) non sono le uniche che necessitano di un intervento. Altro “regalo pasquale” che desiderano coloro che risiedono nel Centro Storico è quello di trovare una soluzione per risolvere il problema relativo all’eccessivo costo del gas combustibile centralizzato, ormai diventato quasi insostenibile per molte famiglie.

A margine dell’intervista qualcuno ci ha detto (…a denti stretti) che qualche cittadino è costretto, per far quadrare i conti a fine mese, a privarsi del riscaldamento ed adoperare il gpl solo per cucinare. Se confermato (…ci informeremo al riguardo) sarebbe una cosa veramente vergognosa e umiliante! Riteniamo che gli amministratori dovrebbero intervenire energicamente noi confronti della Società che gestisce la distribuzione per far abbassare sensibilmente il prezzo che i cittadini sono costretti a  pagare. Il gpl centralizzato ci costa (al netto) € 1,05 per litro mentre, se acquistato (lo stesso) da coloro che hanno i serbatoi privati, il prezzo non va oltre € 0,85 e addirittura nei distributori  attualmente costa al massimo € 0,65. Leggendo queste cifre riteniamo che ci sia qualcosa che non quadra e che bisognerebbe attivarsi fermamente a tal proposito. Un’altra questione (molto sentita) emersa dal nostro sondaggio riguarda le tariffe dell’acqua applicate da “Acqualatina”, la società privata che gestisce gli impianti idrici di quasi tutta la provincia di Latina.

I nostri intervistati ci  hanno segnalato che, da qualche mese, le tariffe, già di per se alte, sono lievitare di circa il 20% e questo senza che il Sindaco abbia fatto una benché minima rimostranza e lo avrebbe potuto fare perché, in qualità di primo cittadino, fa parte del Consiglio di Amministrazione della Società. Pertanto, alla luce dei fatti, ora gli chiedono di valutare, al più presto, l’ipotesi per rescindere il contratto con “Acqualatina”, cosi come hanno già fatto molti altri comuni limitrofi. L’ultimo sondaggio, da noi controllato, ci ha francamente un po’ sorpreso e riguarda la “non” buona  gestione dello spazio pubblico, da parte dell’Amministrazione, relativo alla recente apertura del “Volo dell’Angelo” da parte di una Società privata. Tutti gli intervistati, per la verità, sono stati  concordi nell’affermare che questo “attrattore turistico” ha portato e sicuramente porterà ancor più visibilità a Rocca Massima ma sostengono che, per evitare che il flusso di turisti si concentri solo nella zona di partenza sarebbe il caso di regolamentare (o vietare) il transito e la sosta in via  Vittorio Emanuele/via del Serrone (escludendo da tale divieto i residenti) e, nel contempo, far sostare le macchine dei  visitatori in parcheggi disposti in zone periferiche.

Con questa situazione, assicurano, i turisti che si dirigono alla stazione di lancio del “Volo”, saranno obbligati ad attraversare il paese a piedi e quindi avranno l’opportunità di guardarsi intorno ed eventualmente fermarsi per bere un caffè oltre che mangiare una pizza anche negli altri locali ubicati in siti che non sono in prossimità della stazione di partenza del Volo. Bene, con quest’ultima richiesta di “regali pasquali” finisce, per ora, il nostro sondaggio e possiamo dire (senza falsa modestia) che è stato veramente un bel rilevamento; precisiamo che i cittadini, che hanno risposto alle nostre domande, sono stati tutti concordi nell’affermare che tali rivendicazioni non vogliono essere assolutamente polemiche o disfattiste ma sono soltanto il  frutto di evidenti disagi che stanno provando anche sulla loro pelle. Non nutriamo dubbi a tal proposito ma molto onestamente ci sentiamo di aggiungere che non è il caso di “crocifiggere” nessuno perchè, quanto scritto, deve essere solo da stimolo a chi di dovere per adoperarsi nel realizzate, in tempi brevi, le legittime aspettative della cittadinanza.

Per concludere ci sembra doveroso dare un po’ di numeri riguardanti il nostro sondaggio: i dati sono stati elaborati da uno studio (amico dell’Associazione Centra) specializzato nel settore e gli intervistati, tutti residenti a Rocca Massima, sono stati 252 in rappresentanza di circa 180 famiglie. I tecnici, facendo un calcolo di proiezione (le famose “forchette”), hanno stabilito che la percentuale delle persone raggiunte da questa serie di domande è il 55,6% della popolazione, quindi molto attendibile! Allora speriamo per davvero che nell’uovo di Pasqua ci sia almeno qualcuno di questi regali che la “maggioranza” dei cittadini di Rocca Massima si aspetta di ricevere.

Aurelio Alessandroni

 

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NOTIZIE DAL TERRITORIO
1. CORI - l’oro verde corese premiato in qualità

Premi anche per l’oro  verde di Cori al X Concorso provinciale “L’Olio delle Colline”, l’iniziativa che punta a far conoscere i migliori oli extra vergine d’oliva pontini, organizzata da Aspol e Capol, con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Latina, del Comune di Latina e della Camera di Commercio di Latina. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Latina sabato 21 Febbraio, presso l’Istituto Agrario San Benedetto di Borgo Piave, a margine del tradizionale Convegno “I Paesaggi dell’Extravergine, Percorsi Guidati tra Coltura e  Cultura” che ha coinvolto agronomi, assaggiatori, medici, giornalisti qualificati ed altri esperti del settore. Cinque i riconoscimenti a quattro produttori olivicoli coresi annunciati dal Presidente del Capol Luigi Centauri. Tre Gran Menzioni per il Premio “L’Olio delle Colline”: Neri Anna Maria per il Fruttato Intenso, Caucci Molara Ubaldo per il Fruttato Medio, la Cooperativa Cincinnato per il Fruttato Leggero.

L’elegante ed originale bottiglia troncoconica con tappo antirabbocco dell’olio “Dioscuri” della Cincinnato ha ottenuto anche la Menzione Speciale “Migliore Confezione ed Etichetta” (foto di Franco Adolfi). Nella sezione Paesaggi dell’Extra Vergine e Buona Pratica Agricola dei Lepini, Ausoni, Aurunci invece, per il comprensorio lepino, la relativa commissione formata da tecnici qualificati, ha scelto De Santis Vincenzo tra le aziende olivicole che, con il loro impegno quotidiano nel produrre olio di qualità secondo corrette tecniche agronomiche ed ambientali, svolgono una funzione di tutela e valorizzazione dello straordinario paesaggio olivetato delle Colline pontine.

A dispetto dell’annata di scarica generale, il settore olivicolo corese è riuscito ad iscrivere 33 oli, su 156, di cui 2 biologici, per altrettanti produttori professionisti ed amatoriali, esprimendo, insieme a Sonnino, il maggior numero di partecipanti per Comune. Consapevoli delle potenzialità olivicole del territorio, hanno ottenuto prodotti di buona qualità ed attenzione per il biologico, e preso parte alla competizione unendo, allo spirito agonistico, la voglia di confrontarsi con altre realtà pontine per migliorare il proprio olio, grazie anche all’esame organolettico e alle prove di assaggio degli esperti che hanno preceduto la fase finale.

(Uff. Stampa C. Cori)

 

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3. GIULIANELLO - le matticelle di San Giulianitto

La comunità di Giulianello anche  quest’anno, come da tradizione, ha celebrato San Giulianitto con l’antica Festa delle Matticelle. Il 16 Febbraio, all’imbrunire, nelle piazzette e nei vicoli dell’antico borgo, le famiglie hanno accesso le “matticelle”, enormi mazzi di canne secche, di viti avvolte in foglie d’alloro e hanno lasciato che il fuoco, appiccato dall’alto con un panno intriso di alcool, si consumasse lentamente fino alla base. Gli scrocchi delle foglie che bruciavano, unitamente allo scoppiettio delle canne, hanno fatto da colonna sonora alla serata in onore di San Giuliano Martire, Santo patrono del paese, mentre l’odore emanato dall’alloro in fiamme si è espanso per il “Castrum Julianum”.

I giulianesi, radunati intorno ai fuochi, hanno potuto gustare pietanze tipiche e vino locale tra musiche, canti e balli popolari. Alla fine hanno consumato i tipici “tartalicchi”, frittelle di pasta di pane con lo zucchero. Un rito propiziatorio arcaico che trae origine dalle tradizioni contadine, quando si pregava la Divinità pagana. Poi, con l’avvento del Cristianesimo, le preghiere sono state rivolte a San Giuliano. Nei tempi che furono, per invocare la prosperità dei campi e la protezione dei prodotti agricoli dalle intemperie invernali, si inviavano al Santo messaggi di fumo profumato di alloro, pianta sacra. Oggi, purtroppo, non si implora più l’ “Alto dei Cieli” per allontanare la grandine dalla vigna, ma, fortunatamente, non è venuta meno la spiritualità con la quale si vive questa festa paesana che rappresenta un’occasione di ritrovo e condivisione di antichi valori.

(A.A.)

 

 
 
 
 

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