Lo Sperone Febbraio 2015
 

Auguri al Presidente e all’Italia

Salutiamo l’elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica Italiana, ruolo di grandissimo prestigio ed espressione dell’unità nazionale. L’uomo e sicuramente degno dell’alto incarico per la sua grande preparazione giuridica, per la lunga esperienza politica, per il modo di esprimersi misurato che si contrappone ai toni sguaiati e sgangherati che troppo spesso animano le discussioni politiche nel nostro Parlamento e fuori di esso. L’immagine dei grandi elettori che applaudono uniti al momento del raggiungimento del quorum vorremmo che non fosse sporcata da altre di deputati che strepitano, che innalzano striscioni, che si azzuffano.

Ci auguriamo che il presidente Mattarella riesca a trasmettere il suo stile e che possa contribuire a ricondurre la politica alla sua vera essenza: analizzare i bisogni del Paese e dare risposte efficaci. Che non si perda più tempo a polemizzare e cincischiare; si discuta e ci si confronti ma alla fine si prendano decisioni; una decisione sbagliata può essere corretta al momento della verifica ma l’immobilismo porta alla morte della società civile. Che il funzionamento degli organismi del nostro Stato vadano rivisti e  sotto gli occhi di tutti: il ruolo dei diversi Enti spesso e volentieri non e chiaro, i processi legislativi sono lunghi e ostacolati da regolamenti inadeguati. La prima affermazione del presidente Mattarella “Il mio pensiero va soprattutto alle difficolta e alle speranze degli italiani” ci conforta e ci fa sperare ma l’intera classe politica sarà in grado di comportarsi con coerenza? Il giudizio sul nuovo Presidente potrà essere dato solo alla fine del suo mandato ma per il bene dell’Italia ci auguriamo che intorno alla sua figura si coalizzi il meglio delle risorse che il nostro Paese può offrire.

Remo Del Ferraro

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AVVISO AI SOCI DELL’ASS. “MONS. G. CENTRA”

Il presidente dell’Associazione “Mons. G. Centra” ha convocato, presso la sede, l’assemblea generale dei soci. L’adunanza si terra in prima convocazione alle ore 22,00 di sabato 21 febbraio 2015 e in seconda convocazione domenica 22 febbraio 2015 alle ore 10,30 per discutere e deliberare sul seguente o.d.g.:
1) Relazione del presidente sulle attività dell’anno 2014;
2) Approvazione bilancio anno 2014;
3) Proposte attività-associativa per l’anno 2015;
4) Varie ed eventuali

* Alla fine dell’assemblea i soci potranno rinnovare la tessera per l’anno 2015

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NON E’ MAI TROPPO TARDI…

La frase: “Non e mai troppo tardi” la conosciamo tutti: e tutti, più o meno, l’abbiamo adoperata per significare il felice compimento di qualche evento eseguito con ritardo. Ma essa fu resa ancor più celebre (credo) dalla omonima trasmissione televisiva, andata in onda dal 1960 al 1968, condotta dal maestro Alberto Manzi che aveva il fine di insegnare a leggere e scrivere agli italiani che avevano superato l’età scolare. Il maestro affinchè si attivasse per poter posizionare una telecamera nei pressi delle poste e, chiudendo lo scritto, ironizzammo un po’ parafrasando un vecchio detto popolare: “Sarebbe meglio chiudere la stalla anche quando i buoi sono scappati, non si sa mai!”.

Evidentemente il nostro appello ha fatto breccia nel senso di dignità del nostro Sindaco perchè (udite…udite) circa un paio di  settimane fa sono state posizionate ben due nuove telecamere: una nei pressi dell’ufficio postale e l’altra all’inizio della Via San Rocco! Quindi, se a volte le critiche costruttive possono far storcere il naso o far venire addirittura qualche mal di pancia, non bisognerebbe mai  “attapirarsi” o mettersi in agitazione. E’ cosa sensata farsi guidare sempre dal buon senso e fare la cosa più giusta per la comunità. Pertanto possiamo senz’altro affermare: ben fatto e complimenti al Sindaco e…non e mai troppo tardi, ma va bene cosi!

(A.A.)

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S. ANTONIO ABATE
al Boschetto benedizione di mezzi agricoli e animali domestici

Domenica 18 gennaio l’associazione “La castagna di Rocca Massima” e la Pro Loco, nella piazza del Boschetto hanno organizzato la benedizione dei mezzi agricoli e degli animali domestici per rinverdire l’antica tradizione legata alla festa di Sant’Antonio Abate (nel calendario liturgico la festa e fissata al giorno 17). Ormai non più ma, fino a cinquanta anni fa, la festa di S. Antonio Abate era celebrata con una certa solennità nelle comunità rurali perchè S. Antonio e invocato come protettore degli animali. In ogni parrocchia si svolgeva la benedizione degli animali domestici e non c’era stalla nella quale non fosse appesa un’immagine del Santo.

L’incredibile progresso tecnologico in pochi anni ha cambiato radicalmente l’economia e il modo di vivere. Solo 50 anni fa, pero, era davvero un altro mondo. Qualunque lavoro richiedeva l’intervento diretto dell’uomo e spesso con notevole fatica che poteva essere alleviata solo con l’aiuto degli animali. Cavalli e buoi trainavano aratri e carri; muli ed asini trasportavano merci; mucche, ovini, suini, pollame venivano allevati per la carne, il latte e derivati; anche cani e gatti avevano una precisa funzione e il cibo che veniva dato loro se lo dovevano guadagnare: i primi vigilando sulla casa e sulle greggi, i secondi tenendo a bada i dannosissimi topi. All’epoca perdere una mucca o un maiale, a causa di una qualsiasi malattia era una vera iattura: la magra economia domestica subiva un duro colpo e bisognava stringere ulteriormente la cintola.

Invocare Sant’Antonio affinchè proteggesse i loro animali era, perciò, oltre che un’espressione di religiosità anche un modo per scongiurare ulteriori difficolta in una vita già di per se piuttosto misera. Oggi, per fortuna, tutto e più facile. Potenti trattori permettono di lavorare i campi con poca fatica, più efficacia, più velocita e minor costo; camion e furgoni hanno sostituito gli asini e i muli; gli animali destinati all’alimentazione umana sono allevati  in condizioni più dignitose; i cani e i gatti addirittura hanno fatto un enorme balzo in avanti nella gerarchia animalesca diventando “animali di compagnia” ben trattati, ben tutelati e protetti dai loro consimili “umani” (anche se c’è qualche delinquente che li abbandona).Questa evoluzione balzava immediatamente agli occhi guardando la piazza del Boschetto: schierati e  pronti a ricevere la benedizione del nostro parroco don Fedele c’erano una trentina di trattori, due pony e una decina di cani. Una presenza numerosissima di animali non stava sulla piazza ma in cielo: migliaia e migliaia di storni passavano e ripassavano in continuazione  posandosi ora su un oliveto ora su un altro; per loro, pero, i presenti non invocavano benedizione ma schioppettate. Quest’anno c’è stata un’invasione davvero massiccia di questi uccelli e i danni che stanno arrecando agli oliveti sono piuttosto seri mettendo ulteriormente in difficolta gli olivicoltori alle prese con un’annata di scarsissima produzione. Alla cerimonia, oltre al presidente dell’associazione “La castagna” e quello della Pro Loco, era presente anche il Sindaco.

Dopo la lettura di due brani delle Sacre Scritture che richiamavano il significato del rito, don Fedele ha  dato la benedizione ai mezzi agricoli, agli animali e ai numerosi presenti. La consegna di una targa a Silvio Tora come coordinatore del raduno e un attestato di partecipazione a tutti gli altri, ha preceduto un abbondante pranzo preparato al momento. Credo che la cerimonia sarà riproposta anche nei prossimi anni ed e un bene perchè mantenere le  tradizioni   ci aiuta a ricordare le radici che sorreggono  il nostro vivere civile e la nostra cultura. A proposito, sapete perchè e nata questa tradizione? Nasce in Germania nel Medioevo quando in ogni villaggio era consuetudine allevare un maiale da destinare all’ospedale retto e gestito dai monaci di S. Antonio che utilizzavano gli animali non solo per l’alimentazione degli ammalati ma anche per ricavare dal grasso e dalla cotenna unguenti da spalmare sulle ferite e sulle piaghe. Questi maiali potevano girare indisturbati per i villaggi e guai a chi li toccava!

Remo Del Ferraro

 

 

CORI - tipicità coresi all’Expo 2015

Prosciutto cotto al vino bianco di Cori e vino di Cori DOC. Ci sono anche le due tipicità coresi tra ‘Le 100 eccellenze del Lazio’ che rappresenteranno l’identità culturale alimentare della nostra Regione all’Expo di Milano, nell’ambito del Progetto Lazio a Expo 2015 (fonte: www.visitlazio.com ). Un paniere di vini, carni, salumi, pani, dolci, formaggi, caseari, ortaggi,  frutta, legumi, ittici, acque minerali ed altro ancora, che esprimono l’unicità dei prodotti “made in Lazio”, parte integrante del Sistema-Lazio presente nello spazio espositivo dell’Esposizione Universale dal 1° Maggio al 31 Ottobre 2015. Tanto il prosciutto cotto al vino bianco quanto il vino di Denominazione di Origine Controllata di Cori, sono stati scelti per la loro originalità, coerenza con la proposta culturale, capacita di attrazione  verso i consumatori nazionali ed internazionali, per il legame con il territorio e per l’eccellenza gustativa. Il prosciutto cotto al vino bianco di Cori e un prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) esclusivo di Cori. Una ricetta antica, a lungo tramandata oralmente, che si distingue per le modalità di preparazione.

E chiamato ‘prosciutto della Madonna’, perchè particolarmente consumato in occasione della festa patronale. Il vino di Cori ha una storia secolare e la DOC Cori comprende il bianco e il rosso. In entrambi i casi sono stati recuperati e valorizzati vitigni autoctoni come il Bellone e il Nero Buono di Cori. Concorrono alla produzione anche altre qualità come la Malvasia, il Trebbiano Toscano e Giallo, il Montepulciano e il Cesanese. Inoltre tra i quattro itinerari del Lazio dedicati alle Terre dell’Olio con marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), c’è la DOP Colline Pontine, il cui areale di produzione comprende tutto il territorio comunale di Cori, che ha nell’olivicoltura una delle sue storiche vocazioni agricole. Una grande opportunità per uno spicchio dell’agroalimentare locale, che avrà a disposizione  una vetrina promozionale planetaria per 184 giorni a contatto con più di 130 Paesi, su un sito espositivo sviluppato  su una superficie di un milione di metri quadri per ospitare gli oltre 20 milioni di visitatori previsti. Un viaggio intorno al mondo attraverso i sapori e le tradizioni dei popoli della Terra, all’insegna del tema ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’, con contributi importanti  sull’educazione e la sicurezza alimentare e sulla sostenibilità ambientale.

(Uff. Stampa C. Cori)

 
 
 

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