Lo Sperone Gennaio 2013
 

ROCCA MASSIMA
ginnastica, danza e... altro

A Rocca Massima, tra le manifestazioni in preparazione al Natale, a breve tempo dopo quelle per gli 810 anni del Paese, nel pomeriggio del 23 dicembre si è registrato un simpatico incontro con le ginnaste che frequentano la Palestra Boody Center Flight Club “Frasca” di Cori, preceduto da una gara di ping pong dei ragazzi del “Gruppo Giovanile” e accompagnato dalla declamazione di poesie su Rocca Massima. L’incontro di ping pong è stato organizzato dall’Associazione “La Castagna” e condotto dal suo presidente Maurizio Cianfoni, che ha contribuito anche alla buona riuscita dell’altra parte della manifestazione.

Le poesie sono state recitate da Remo Del Ferraro, vicepresidente dell’Associazione culturale “Mons. G. Centra” e da Aurelio Alessandroni, responsabile commerciale della “Mons. G. Centra”; egli ne ha declamate due delle numerose di cui è autore, così l’evento ha avuto un profilo anche culturale, come ha fatto notare Remo Del Ferraro al suo primo intervento, quando ha letto una poesia di Carmelo Salvaggio, assiduo frequentatore del Paese e partecipante con eccellenti risultati al Premio “Goccia d’Oro”. Nel secondo intervento il Vicepresidente ha fatto conoscere ai presenti i commenti lasciati o inviati da visitatori di Rocca Massima che si sono fermati per uno o più giorni all’Ostello, con grande soddisfazione che hanno voluto esternare lasciandone testimonianza scritta.

Aurelio Alessandroni, rocchigiano DOC, come è risaputo è entusiasta del suo Paese e lo ha ripetuto in due delle “sue” poesie composte in questi ultimi anni: “Du’ passi a gli Speruni” e “Inno a Rocca Massima”, entrambe pubblicate sul catalogo del “Premio Goccia d’Oro”. I due brani, letti con particolare pathos, hanno strappato ai presenti uno dei migliori e più lunghi applausi della serata. Le 30 ginnaste della Palestra di Cori, di varia età (piccole, grandicelle e grandi), hanno dimostrato grande scioltezza nei movimenti, elasticità nei salti, capriole e giravolte, sempre attente alle indicazioni dell’istruttrice Evelina Orazi, appena visibile davanti al pubblico, ma punto di riferimento per le atlete, le quali hanno dimostrato che c’è un modo molto positivo per impegnare il tempo libero dallo studio, con eccellenti risultati per il fisico. La Palestra di Cori, che ha circa 350 iscritti, è molto conosciuta ed apprezzata nel circondario; è condotta da Michele e Francesco Frasca, sotto la direzione del padre Lamberto e con l’aiuto di 12 persone fra istruttori ed istruttrici; offre tutte le opportunità delle grandi palestre; la danza insegnata è quella classica e quella moderna di cui sono responsabili rispettivamente Evelina Orazi e Emanuela Rango, mentre Claudia Finocchi si occupa della “video dance”.

Tutta la manifestazione è stata organizzata dal Movimento “Arte nel Territorio Pontino”, con la collaborazione delle Associazioni citate e soprattutto con l’impegno del sig. Cosimo Trizio che “una ne fa e cento ne pensa”, con ottimi risultati. Le varie parti della cerimonia, le notizie, gli avvicendamenti e le disposizioni pratiche, come pure commenti appropriati… sono stati annunciati dal consigliere comunale Gianfranco Salvucci che per l’occasione era anche rappresentante ufficiale del Sindaco, assente per precedenti impegni non differibili. Insomma, abbiamo avuto una serata da ricordare per le belle prestazioni di tutti e positiva per Rocca Massima e il suo sviluppo.

Enrico Mattoccia

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Un bell’albero nel posto sbagliato

Sono nato tra gli ulivi. Una volta le donne partorivano in casa e la mia casa paterna, in contrada Pontesano, è circondata da magnifici ulivi fra i più belli e produttivi del nostro territorio. Fin dall’età di 8-9 anni aiutavo a raccogliere le olive che cadevano in terra e al momento della raccolta salivo sugli alberi cercando di emulare mio padre che con grande agilità passava da un ramo all’altro e “sprugliava” le olive con una sveltezza incredibile. E’ per queste ragioni che fra gli alberi, tutti belli ed indispensabili, gli ulivi sono i miei preferiti.

Eppure mi sono rammaricato, anzi dispiaciuto per l’albero d’ulivo che recentemente è stato piantato agli Alberetti. Non per l’albero in sé che è molto bello e in buona salute, ma per il posto in cui è stato piantato. Lo hanno messo davanti al punto IAT; hanno rimosso una parte del selciato antistante e proprio a ridosso del locale dove vengono esposti prodotti locali e depliant per l’informazione turistica è stato sistemato l’albero. Nelle due foto qui sopra potete vedere come si presentava prima e come si presenta ora il posto. Non sembra pure a voi che l’albero nasconda la struttura dello IAT?

Lo fa ora che, per favorirne l’attecchimento, l’albero, è stato privato della maggior parte dei rami ma immaginiamo come sarà quando si ricoprirà di nuove e abbondanti fronde! Ma non perde in bellezza solo la struttura IAT; anche l’albero così vicino alla costruzione rimane come schiacciato e non potrà mai apparire in tutta la sua splendida bellezza. Quando fu realizzato il punto IAT espressi il mio compiacimento per l’elegante semplicità della costruzione ulteriormente abbellita dall’antistante selciato. Non so come la pensiate voi, ma secondo me quell’ulivo in quel posto ci sta proprio male; è stata una scelta sbagliata.

Remo Del Ferraro

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INVERNO ROCCHIGIANO

Coloro che solitamente frequentano Rocca Massima soltanto nei mesi estivi e sono abituati a vedere il nostro paese sotto l’aspetto prettamente vacanziero: vivo, animato, pieno di villeggianti attratti e coinvolti dalle tante e belle iniziative culturali che durante la bella stagione vi si rappresentano, probabilmente non riescono ad immaginarlo attivo e dinamico anche durante l’inverno. Infatti, pur con le indubbie limitazioni dovute al periodo freddo, Rocca Massima riesce a proporre eventi culturali di tutto rispetto.

Si inizia, a metà autunno, con la Sagra dei Marroni per poi continuare con progetti vari e molto coinvolgenti come le recite poetiche dialettali natalizie, i concerti di fine anno e dell’Epifania; insomma, nel nostro borgo, non si va certamente in letargo! Però il “generale inverno” è lungo e, per noi che patiamo in prima persona il suo gelido momento, queste lodevoli iniziative senza dubbio ci gratificano ma ovviamente non sono sufficienti a coprire per intero il periodo freddo. Quando il gelo la fa da padrone accompagnato anche da qualche nevicata per noi “maschietti” la tappa quasi obbligatoria, per trascorrere in compagnia e allegria i freddissimi pomeriggi, è quella di ritrovarsi in qualche locale per fare una partita a carte accompagnata (perché no) da un buon bicchiere di vino.

Purtroppo a Rocca Massima le vecchie osterie di una volta non ci sono più quindi (meno male) si trova “ospitalità” presso la trattoria “da Renato” gestita da qualche anno da Alessandro detto jo Pacchiaro. Il buon Alessandro ormai sa che, intorno alle 14,30, incominciano i primi arrivi e allora ravviva il fuoco del caminetto aggiungendo altra legna e rassetta i due-tre tavoli che solitamente riserva per l’allegra comitiva. Infatti, puntali come un orologio svizzero, essi arrivano! Per primo entra Giulio Benzina, seguito a ruota da Mario Capanna, poi è la volta di Giorgiomanzini (si pronuncia tutto attaccato), Remo jo maestro, Middio de mazzocallo, Tarfinello e Pasqualino de pora ‘Gnesotta, Recche, Angelo Pasqualini, Bruno de fiore, ’Mbardino de bomba, Domenico jo capitano… tanto per citarne alcuni tra i più assidui.

Intorno alle 15,00 arriva la “carovana” da Cori dalla quale scendono: Valentino schiattacavagli, Agusto lupotto, Francisco jo professore, er sor Giovanni detto Gianni, Fausto biancone, Ureglio jo ruscio, Peppe bicchiero, Giorgio lucchetti, Rosario Porcari …ecc. Come se tutto fosse scritto in una sorta di regolamento etico, ognuno di loro si accomoda al tavolo di “appartenenza”; difatti le coppie sono quasi sempre fisse e cosi, una volta organizzatesi, danno inizio al pomeriggio di svago. La prima frase che si sente dire è: “Alessa’, porta a beve a chissi ca, je,tengo sete!” E’ il “la” (simpatico) per dare il via alle partite e, ovviamente, anche alle…bevute! Un piacevole caos regna nell’angolo della trattoria dove giocano i nostri amici; difatti tra un bicchiere e l’altro si susseguono frasi come: carica, mitti ‘na briscola, va liscio, mitti du’punti, busso, ribusso, trisciobusso, mitti la meglio che te, tengo ‘na napoletana a castuni…”. Quasi tutti frequentano il locale anche nella bella stagione per godere il venticello sotto la veranda ma c’è un gruppetto che si rifugia qui solo quando fà freddo e perciò viene denominato, con simpatia, “il tavolino degli stagionali”. Il tempo passa veloce e tra una giocata e l’altra ma soprattutto tra un bicchiere e l’altro si raccontano e si ricordano, con un malcelato rimpianto, i bei tempi della gioventù quando mangiate luculliane e bevute altrettanto imponenti erano all’ordine del giorno.

Si rammentano pranzi che duravano intere giornate ma si ricordano anche lavori e fatiche che andavano dalla mattina presto sino al calar del sole. Si ricorda il passato, si commentano i fatti del giorno, insomma... si spettegola un po’. Ma quando i ricordi si combinano a rievocazioni della “fu” beata gioventù e l’immancabile commozione incomincia timidamente a comparire, si muove Alessandro è da inizio all’ora del tanto atteso… “bonus”! Subito si appresta a servire insieme alle brocche de vino, prelibati stuzzichini suscitando l’apprezzamento di tutti! Bravo, tempismo eccezionale! E’ risaputo da tutti che, a stomaco vuoto, non si può assolutamente giocare a carte! Un occhio di riguardo lo ha per l’amico Lupotto che, visto l’eccezionale appetito che lo caratterizza, viene accontentato con “super stuzzicotti” e… non solo! Un’altra tradizione invernale rocchigiana è la classica polenta fatta sulla spinatora.

Qualche decennio fa la polenta era considerata il pasto dei poveri perché essa era preparata con ingredienti casarecci e che erano alla portata di tutti. Si narra che i nostri nonni, quando a sera tornavano dalla compagna, sentivano il rumore ritmato dei menaturi (attrezzi di legno che servono per mescolare la polenta nelle callarelle de rame), già un paio di chilometri fuori dal paese. Evidentemente in quasi tutte le famiglie si stava preparando la polenta. Ora essa è considerata un piatto tipico quasi “di nicchia” che non tutti, ahimè, sono in grado di prepararla come si deve. Alessandro si è specializzato in questo e, durante la stagione invernale, quasi ogni sera comitive di buon gustai salgono a Rocca Massima pe’ magnasse la polenta da jo Pacchiaro.

Certamente non poteva mancare una bella polentata con il gruppo di amici sopra citati quindi, qualche giorno fa, Alessandro ce l’ha preparata come si faceva una volta: rigorosamente sulla spinatora, condita con le spuntature de porcio, zazzicchie, cicorione repassato ‘n padella e a coprire il tutto ‘na generosa manicciata de pecorino casareccio. Mamma mia, che dire? E’ stata eccellente, una vera prelibatezza! Io penso che stare insieme agli amici insegni molto; ascoltarli mentre ricordano antiche filastrocche, aneddoti vari, vecchie storie e proverbi paesani ma soprattutto cogliere nei loro atteggiamenti e nel loro modo di esprimersi, un grande rispetto reciproco, frutto di una amicizia e stima consolidata nel tempo, mi gratifica, mi rende felice e orgoglioso di stare con loro. Ecco questo che vi ho sopra descritto è quello che facciamo durante la lunga invernata rocchigiana. Sicuramente la città offrirà più “distrazioni” e da qualcuno tutto questo non sarà molto apprezzato però, posso garantirvi, visti i tempi che corrono dove ritrovarsi in bella e sincera compagnia è diventata cosa assai rara, quanto raccontato è assolutamente il massimo… statene certi!

Aurelio Alessandroni

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LOTTA AL CINIPIDE
una storia infinita... a lieto fine?

Ormai sappiamo di tutto e di più sulla lotta al Cinipide Calligeno, l’insetto orientale che ha infestato, e lo sta facendo tuttora, i castagneti dell’intera penisola italiana. Abbiamo saputo che il suo antagonista naturale, frutto di anni si ricerche accurate fatte dal dott. Alma dell’Università di Torino, è il Torymus Sinensis. Abbiamo appurato che la lotta antiparassitaria non serve a nulla e non elimina in alcun modo l’insetto malevolo. Abbiamo scoperto che, grazie a studi ed esperimenti sistematici fatti dal cav. Ferruccio Schiavella, un fungo benigno chiamato Gnomoniopsis sta distruggendo (facendole seccare) le calle del Cinipide. Alla luce di ciò sembrerebbe che il tutto proceda per il meglio e che il Cinipide abbia ormai i mesi (o anni…?) contati. Invece, ahimè, così (forse) non è! Pare che qualcuno abbia messo in dubbio l’efficacia dello Gnomoniopsis ritenendolo responsabile del “marciume interno” che è stato trovato ultimamente in molte castagne.

Come molti di voi sanno, sono membro di una Commissione che si occupa del problema denominata: “Filiera Informatica Nazionale Castanicoltori (F.I.N.C.)”; essa ha come scopo l’informazione (appunto) e la diffusione dei dati sulla lotta al Cinipide e i rimedi che ci sono per sopprimerlo. In tutti i convegni sul tema è stato più volte rimarcato che l’insetto parassita sta per essere sconfitto e questo grazie ai “lanci” sistematici del Torymus e anche al diffondersi dello Gnomoniopsis. Allora visto che il fungo benigno è stato “attaccato” da qualche, a mio avviso, profano in materia, ho pensato bene di contattare il Cav. Ferruccio Schiavella per chiedere delucidazioni in materia.

La settimana scorsa mi ha inviato una mail di risposta che vi ripropongo di seguito: “Caro Aurelio, sono molto rammaricato per gli attacchi insensati che alcuni stanno facendo circa l’efficacia dello Gnomoniopis e ho letto sulla stampa specializzata dei danni notevoli che esso sta provocando ai castagneti (marciume interno).Come ho affermato in più convegni,in molti dei quali tu eri presente, questo fungo non solo è naturale, anzi si è riprodotto e si sta riproducendo in modo esponenziale per colpa del proliferare del Cinipide.Secondo la mia teoria, tale fungo, è un anticorpo della pianta del castagno. Si è messo in movimento quando il Cinipide ha messo a repentaglio l'ecosistema e la stessa sopravvivenza del castagno. Secondo il mio parere l'effetto del fungo cesserà solo e soltanto quando tutte le calle del Cinipide saranno necrotizzate non permettendo più la riproduzione delle stesse (cosa questa che ho potuto dimostrare con i miei esperimenti).

Consiglio vivamente a tutti di vedere su “you tube” il mio filmato. Andate su “google” e scrivete: ferruccio romano schiavella lotta biologica al cinipide. Potete constatare di persona la veridicità e la giustezza delle mie ricerche. Poichè si sostiene che lo Gnomoniopsis è così pericoloso mi chiedo come mai la ricerca, anzi la scienza ufficiale non dà risposte formali sull’argomento! Non vorrei che dietro questo assordante silenzio ci fossero interessi di altro genere come, per esempio, i produttori di veleni o altro! La castanicoltura già in ginocchio, non può più aspettare altre ciance inutili. Caro amico, ti ringrazio della fattiva ed energica collaborazione che stai dando alla lotta al Cinipide e dei bei, competenti e dettagliati articoli che scrivi sul giornale del tuo Paese, anche questo serve alla causa. Vedrai che tra due-tre anni potremo gioire, tutti insieme, per la sconfitta del famigerato Cinipide Calligeno. Un abbraccio fraterno dal tuo amico Ferruccio.”

Aurelio Alessandroni

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L’anno che viene…

L’anno da poco iniziato dovrebbe, a detta degli esperti, essere quello della tanto sospirata riprese economica; quello nel quale si dovrebbe intravvedere la tanto agognata e propagandata luce in fondo al tunnel. Certo che i nostri parlamentari, in modo particolare nello scorso anno, tra scandali e intrallazzi vari ce l’hanno messa proprio tutta per farci disamorare della politica. Ciò non significa che ci dobbiamo disinteressare della cosa pubblica, dei problemi sociali insomma di tutto quello che si riferisce al nostro Paese.

Per questo motivo il 24 e 25 febbraio prossimo bisogna andare a votare. Non lasciamo fare ad altri quello che è un nostro diritto, un nostro preciso dovere che è stato conquistato, con lotte e sacrifici, dai nostri padri. Non lasciamoci suggestionare da chi fa la voce grossa o proposte irrealizzabile specialmente nella situazione in cui si trova attualmente la nostra nazione. Ma se proprio questa crisi non accenna a placarsi vi auguriamo di fare, come si diceva un tempo, un bel “tredici”, anzi vi auguriamo di realizzare un bellissimo “duemila… 13”!

 

 

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Diamond Style in pista con la GT-R
a Magione, 2 giorni indimenticabili con la potente auto nipponica

Lo Studio Diamond Style di Rocca Massima è ancora protagonista nel mondo delle quattro ruote. Sul circuito di Magione, ad una manciata di chilometri da Perugia, si è svolto infatti un originale evento dedicato alla rete vendita di Nissan Italia. In realtà i fortunati ospiti che hanno potuto partecipare, il 13 e il 14 dicembre, alle due giornate di pista, sono stati solo i concessionari con il mandato specifico per la vendita dell’esclusiva GT-R, vettura da ben 550 cv. Sei in tutto i gruppi, denominati NHPC, che in Italia possono vendere questo gioiello e si sono incontrati tutti presso l’autodromo di Magione, dove ognuno ha avuto la possibilità di sfogare la potenza della vettura sull’asfalto della pista.

Lo schema di trasmissione Transaxle 4x4, permette di avere una vettura estremamente performante alla portata anche dei meno esperti, una dote non frequente per un’auto di tale potenza. Ma oltre alla super-sportiva di casa Nissan, a Magione erano presenti anche la 370Z Roadster V6 da 328 CV e il Juke 1.6 Turbo da 190 CV, vetture entrambe che riescono ad unire il confort indispensabile per un uso quotidiano e la sportività necessaria per divertirsi quando se ne ha voglia. Inoltre, appena fuori al circuito, è stata allestita un’area test con esercizi aventi come scopo l’insegnamento base dei principi di guida sicura.

Sia il test dell’alce che il passaggio tra i birilli a velocità diverse, sono state le prove che gli ospiti hanno dovuto affrontare. Infine, ricordate il primo di settembre, in Largo Secondo Mariani, il carrello (tecnicamente chiamato Skid) montato sulle ruote posteriori di una vettura che sbandava vistosamente in mezzo alla piazza? Anche a Magione è stato montato, sia sulla Nissan Leaf, la vettura 100% elettrica della Casa Giapponese, sia sul Juke.

I complimenti dei partecipanti, oltre che per le straordinarie emozioni che solo GT-R può regalare, sono andati anche per la perfetta organizzazione dell’evento stesso, che ha permesso a tutti gli ospiti di provare a lungo le vetture disponibili e di apprenderne i segreti nelle aule teoriche dedicate. È con una punta di orgoglio che lo Studio Diamond Style ringrazia Nissan Italia e QSD S.r.l. per la perfetta riuscita del progetto che, a detta dei partecipanti, è stato il migliore evento al quale ho partecipato!

Valerio Conti

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